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lunedì 18 novembre 2019

''Nutrirsi di altrove'': racconti e ricette di donne di tutto il mondo a Firenze

08-03-2016
"Siamo abituati ad ospitare molti eventi in cui il cibo viene associato a identità culturali diverse, lontane fra loro e da noi. Ma mettere insieme donne, mondo e cibo non c'era mai capitato e siamo molto contenti che il nostro mercato sia sede di un evento con questa eccezionalità. A dimostrare, ancora una volta, che, a partire dal cibo, sono molte le riflessioni che si possono fare" così si è espresso Umberto Montano, Presidente del Mercato Centrale, all'incontro 'Il mondo in tavola', organizzato dall'associazione Just Women.

Durante la serata è stato presentato il libro "Nutrirsi di altrove", edito da Polistampa. Il volume raccoglie le storie di donne, provenienti da 17 paesi del mondo, che si sono raccontate partendo dal cibo. Sono storie private, accompagnate ciascuna da una cartina geopolitica del paese di provenienza. "Il cibo è il filo conduttore di questa serata, ma è innanzitutto l'elemento primo che ci accomuna tutti", ha detto la giornalista Maria Vittoria Giannotti, coordinatrice dell'evento.

Ospite dell'iniziativa Cristina Giachi, Vicesindaca di Firenze, molto entusiasta dell'iniziativa: "La stesura di questo libro è un'esperienza straordinaria. Il valore aggiunto che vorrei sottolineare è il coinvolgimento dei ragazzi delle scuole. 'Nutristi di altrove' è un progetto che vive, cresce e si vuole diffondere come stile di vita, a partire dalle nuove generazione. A scuola ci sono già i giorni in cui si propongono i cibi etnici ai bambini per avvicinarli alla diversità. E' attraverso di loro che si mantiene viva la curiosità, soprattutto riguardo al cibo che è simbolo di tante cose ma prima di tutto di umanità".

Attraverso il cibo si raccontano le storie delle persone e si racconta qualcosa di sè. "Il modo più semplice per abbattere i pregiudizi è attraverso il cibo, lo sport, la musica, quei momenti conviviali che abbattono le paure e creano la possibilità di confrontarsi, apprezzando le qualità degli altri" ha dichiarato Sara Funaro, Assessora Accoglienza, Integrazione e Pari Opportunità del Comune di Firenze. "Assaggiare pezzi di cultura insieme è un'ottima occasione per festeggiare tutte le donne" conclude Funaro.

Il progetto è partito un anno fa ed ha avuto un forte sostegno dall'Associazione Just Women. "Ho creduto fin da subito in questo progetto per poter realizzare tre obiettivi importanti: rivolgere uno sguardo diverso sul cibo e sull'alimentazione affinchè siano visti come un momento di integrazione sociale; collaborare con associazioni diverse (Transafrica Sviluppo e Hypatia), portando avanti progetti comuni attraverso incontri di rete; portare il progetto nelle scuole dove, in primis, è importante nutrisi di altrove", ha detto Maria Grazia Cappelletti di Just Women.

"L'idea della stesura del libro 'Nutristi di altrove' è nata da un incontro alle Oblate, dove ogni donna ha raccontato la sua storia, dall'arrivo in Italia ad oggi, attraverso speranze, difficoltà e soddisfazioni. L'argomento che ha accomunato e ha fatto parlare ciascuna di loro è stato il cibo; da lì l'idea di mettere quell'incontro su carta", ha raccontato Francesca Gaggini, dell'Associazione Transafrica Sviluppo.

"Da quell'iniziativa alle Oblate è emerso che a tavola nessuno litiga. A tavola si fanno discorsi semplici, dettati dal gusto e dall'olfatto", ha detto Gheni Adam, responsabile dell’Associazione Hypatia. "Il cibo rimanda a immagini dell'infanzia, alla nostalgia di casa ma anche alle cose imparate dall'Italia".
Non è un caso che nel libro ci sia anche una storia italiana, ha continuato Gheni Adam: "Ci siamo raccontate, ci siamo toccate dentro l'anima e ci siamo anche fatte del male perchè traducendo i temini dei cibi in un'altra lingua si perdono tanti sentimenti ma se ne acquistano tanti altri. Le ricette che abbiamo proposto probabilmente si trovano anche su internet, ma quello che non c'è altrove è l'emozione che ci abbiamo messo".

Durante l'iniziativa sono state presentate anche delle spille, sulle quali si trovano i versi della poesia "Dio mi fece donna". Le spille sono state ricavate dai tappi di bottiglia, ancora una volta a significare la creatività di queste donne. "Siamo donne tutto l'anno, siamo tutte anche mamme ma siamo state anche bambine e si ritorna ad esserlo quando ritroviamo i gusti dei nostri genitori e li riproponiamo per tramandare la nostra cultura. Con questo libro siamo state sincere, abbiamo condiviso con l'Italia una parte di noi e nelle nostre radici. Le ricette che abbiamo proposto sono un viaggio ad occhi aperti nei nostri paesi, ma sono anche qualcosa di più: sono un'apertura mentale e poi un'apertura del cuore" ha concluso Diana, giovane originaria dell'Argentina, che ha ideato e realizzato le spille.

Erika Greco