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venerdì 30 ottobre 2020

L'Homme Armé presenta ''I Concerti al Cenacolo 2016''

23-10-2016
L'edizione 2016 dell'annuale "I Concerti al Cenacolo", la rassegna che l'Associazione L’Homme Armé, porta avanti dal 1994 ed è la più longeva rassegna di musica antica in Toscana, si svolgerà non solo nella sobria e suggestiva sala del Cenacolo di Andrea del Sarto nel Museo di San Salvi (26 ottobre ed entrambe le repliche del 30 ottobre), prezioso luogo espositivo all’interno del circuito museale fiorentino, ma anche in altri luoghi della città metropolitana lungo un asse trasversale da sud-est a nord-ovest, dal magnifico Oratorio di Santa Caterina a Bagno a Ripoli, che contiene un ricco ciclo di affreschi trecenteschi (23 ottobre), alla Biblioteca Ragionieri di Sesto Fiorentino (27 ottobre).

Ogni concerto ha un programma di taglio molto particolare: una sacra rappresentazione su Sant’Agnese che fonde testi del XIV e XV secolo di varia provenienza, un omaggio a due illustri musicisti ospitati alla corte medicea nel Seicento con attenzione speciale a quello d’origine siciliana, Sigismondo d’India, e, in apertura di rassegna, un progetto decisamente particolare ispirato alla musica per voce e liuto del fiorentino Cosimo Bottegari.

Quanto ai luoghi della manifestazione, il Cenacolo di Andrea del Sarto, col grande bellissimo affresco dell’Ultima cena databile al 1511-1527 circa, è la sede storica della manifestazione, giunta all’edizione numero XX. Gli si aggiungono quest’anno, oltre alla pur storica Biblioteca Ragionieri di Sesto, un raro gioello del gotico italiano, l’Oratorio di Santa Caterina delle ruote, che si trova non distante da Ponte a Ema, alle porte di Firenze. Edificato intorno alla metà del Trecento dalla famiglia degli Alberti, presenta un’architettura semplice e geometrica, non dissimile da tante altre che s’incontrano nelle campagne tra Firenze e Siena. Nasconde al suo interno affreschi e decorazioni di rara bellezza: un’esplosione di forme e colori che narrano la vita della principessa martire Santa Caterina d’Alessandria, avviati dal Maestro di Barberino e da Pietro Nelli, ma che raggiungono l’apice della forza narrativa con Spinello Aretino, uno dei massimi esponenti del Trecento pittorico toscano. Il ciclo di affreschi ha subito nei secoli interventi e manomissioni. Dopo una lunga fase di restauro, le pitture sono nuovamente visibili in tutta la loro bellezza.

DOMENICA 23 OTTOBRE, ore 16.30
Oratorio di Santa Caterina a Bagno a Ripoli
(via del Carota – località Rimezzano)
«Dolcezza porge e gran diletto»
Forme, colori, suoni e simboli per un piccolo teatro immaginario
Musiche di Cosimo Bottegari
Lucia Sciannimanico, mezzosoprano
Gian Luca Lastraioli, liuto
Lisa Nocentini, sculture
John Hoenig: regia e luci
La rassegna si apre nel magnifico e poco conosciuto Oratorio di Santa Caterina delle Ruote a Bagno a Ripoli (via del Carota, loc. Rimezzano), dove si conservano cicli di affreschi trecenteschi, i più recenti attribuiti a Spinello Aretino. Qui si assiste a «Dolcezza porge e gran diletto», un evento multimediale che unisce arte visiva e musica: a un’installazione di sculture in ceramica create da Lisa Nocentini dà corpo ad alcuni personaggi e situazioni evocati in una performance live di musica rinascimentale, incentrata sul fiorentino Cosimo Bottegari; eseguono il liutista Gian Luca Lastraioli e il mezzosoprano Lucia Sciannimanico. Lo spazio scenico destinato alla performance e l'ubicazione dei singoli oggetti dell'installazione al suo interno permettono agli esecutori musicali di interagire sia simbolicamente che fisicamente con le sculture che ne fanno parte, creando così una vera dimensione teatrale all'interno della quale i personaggi raffigurati sembrano quasi raggiungere vita propria. Regia e luci sono a cura di John Hoenig.
Verranno eseguiti dieci arie e madrigali per voce e liuto composti nel tardo Cinquecento dal fiorentino Cosimo Bottegari: brillante intrattenitore musicale (a volte ironico e smaliziato, a volte irresistibilmente comico, a volte appassionatamente drammatico) Bottegari, quasi un “cabarettista rinascimentale”, fu una delle figure preminenti tra quelle in servizio presso la Corte Medicea sul finire del XVI secolo.
L'installazione visiva di Lisa Nocentini è costituita da dieci sculture in terracotta policroma, ciascuna delle quali è ispirata ai personaggi e alle situazioni descritte nei testi delle arie e dei madrigali di cui sopra: creature mitologiche, deità umanizzate, animali, arcadici pastorelli, sconsolate donzelle, brancaleonici guerrieri e così via. Realizzate con tecnica mista (ceramica, stoffa, ferro, piume...) le sculture, a grande formato, sono permeate da una visione emotiva e poetica caratterizzata ora da sottili richiami ironici ora da inquietanti riflessi onirici.
Progetto innovativo e di seducente originalità, caratterizzato da una fusione multisensoriale di musica e tridimensionalità figurativa, «Dolcezza porge e gran diletto» offre dunque al proprio pubblico una occasione del tutto unica per fruire in maniera sinestesica opere provenienti da sfere percettive diverse e ambiti storici solo apparentemente lontani.

MERCOLEDÌ 26 OTTOBRE, ORE 21.15
Cenacolo di Andrea del Sarto nel Museo di San Salvi
(via di San Salvi 16, Firenze)
GIOVEDÌ 27 OTTOBRE, ORE 21.15
Sala Meucci della Biblioteca Ragionieri di Sesto Fiorentino
(Piazza della Biblioteca 4, 50019 Sesto Fiorentino)
«Piangono al pianger mio»
Musica alla corte dei Medici agli albori del XVII secolo
Santina Tomasello, soprano
Simone Ori, cembalo
Italo Dall’Orto: voce recitante
Musiche di:
Sigismondo d’India, Giulio Caccini, Marco da Gagliano, Girolamo Frescobaldi, Bartolomeo Spighi da Prato
Il concerto, che prevede due repliche, mercoledì 26 al Cenacolo di Andrea del Sarto al Museo di San Salvi (via San Salvi 16, Firenze) e giovedì 27 nella Sala Meucci della Biblioteca Ragionieri di Sesto Fiorentino (Piazza della Biblioteca 4), vede sul palco il soprano Santina Tommasello e il clavicembalista Simone Ori, con la voce recitante dell’attore Italo Dall’Orto.
Il programma comprende alcune composizioni di Sigismondo d’India, un nobiluomo siciliano vissuto a cavallo tra Cinque e Seicento, la cui musica ebbe un’ampia diffusione sostenuta dalle abilità conclamate dello stesso che viaggiò a lungo per tutta la penisola, sostando a Firenze dove ebbe modo di conoscere gli artefici delle prime opere in musica. Con una particolare sensibilità al significato e al suono delle parole d’India ha saputo mettere in musica i grandi poeti italiani del suo tempo. Insieme alle sue verranno eseguite composizioni di Giulio Caccini, Marco da Gagliano, Girolamo Frescobaldi, Bartolomeo Spighi da Prato.
Questo programma verrà anche replicato nelle scuole come esempio di un’epoca in cui musica e parola procedevano insieme, in una maniera più simile, nonostante le enormi differenze culturali, a quella dei cantautori odierni che non dei poeti ‘colti’.

DOMENICA 30 OTTOBRE, ORE 16.30
DOMENICA 30 OTTOBRE, ORE 21.15
Cenacolo di Andrea del Sarto nel Museo di San Salvi
(via di San Salvi 16, Firenze)
Sant’Agnese. Un mistero medievale
Sacra rappresentazione del martirio di Sant’Agnese
Cristina Calzolari voce, arpa gotica, clavisimbalum

Clara Fanticini vielle
Francesco Gibellini organetto portativo, tromba da tirarsi, citola
Flavio Spotti: percussioni
Musiche di anonimi del XIV e XV secolo
Lo spettacolo «Sant’Agnese. Un mistero medievale», che prevede due repliche nello stesso giorno e nello stesso luogo, domenica 30 ottobre alle 16.30 e alle 21.15 al Cenacolo di Andrea del Sarto nel Museo di San Salvi (via San Salvi 16, Firenze), è una libera riscrittura che prende spunto dalle varie tradizioni che ci sono state tramandate a partire dall’inno Agnes beatae virginis di Sant’Ambrogio (337-397) e di papa Damaso (366-384) e confluite nella mirabile Legenda Aurea, collezione delle vite dei santi compilata nella seconda metà del XIII secolo dal domenicano Jacopo da Varazze.
I brani incastonati nella narrazione sono desunti quasi interamente dal repertorio dei secoli XIV e XV. Per i fedeli di ogni tempo, i miracoli e la vita dei santi costituiscono una sorta di tramite fra la terra e il cielo, al punto che la venerazione trascende la verità storiografica per alimentarne la leggenda e le gesta legate al sovrannaturale. Durante il Medioevo nacquero rappresentazioni drammatiche in versi o in prosa che, arricchite di contaminazioni profane in grado di avvicinarle a un culto popolare, diedero vita ai Misteri e alle Sacre Rappresentazioni, veri e propri spettacoli di argomento sacro che avevano come teatro piazze e sagrati.
Il programma è affidato ad un ensemble di giovani e valentissimi musicisti che hanno registrato anche per la BBC.

Per ulteriori informazioni: www.hommearme.it