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mercoledì 20 novembre 2019

''Il caso Roso'' di Annarita Franza e Vincenzo Lusa alla Libreria IBS di Firenze

07-02-2017

"Io mi chiamo Rosa sono donna, fui donna, e mi meraviglio e dolgo come lor Signori mi vogliono far morire qui fra gli uomini".
Martedì 7 Febbraio, alle ore 18.00, la Libreria IBS + Libraccio di Firenze (via de' Cerretani, 16r) ospita la presentazione del libro "Il caso Roso" di Annarita Franza e Vincenzo Lusa, edito da Alpes Italia.
Intervengono insieme agli autori il prof. Massimo Blanco, presidente dell'Istituto Italiano di Scienze Forensi e docente di Neurosociologia all’Universita Unised di Milano e la dott.ssa Cristina Brondoni, criminologa, giornalista forense e saggista.

Da uno studio forense la rivelazione del terzo sesso. Problematiche legali, antropologiche, criminologiche sul Sex and Gender.
L’opera ha lo scopo di illustrare, attraverso la storia, le ricerche e la metodologia impiegate,  l’individuazione scientifica di un terzo sesso umano sino ad oggi sconosciuto. La scoperta di una nuova forma di morfologia di sesso umano è stata realizzata, ad opera degli autori del libro, mediante lo studio di un celebre caso forense del passato (1818), fino ad ora mai pubblicato, il caso di Maria Rosa Fantini originaria di un sobborgo di Firenze. Il 2/06/1804, la quarantenne Maria Rosa sposa Dionisio Degli Innocenti, un ventiquattrenne contadino di Fiesole, una cittadina sulle colline di Firenze. Dopo pochi anni Dionisio compila una domanda di divorzio, ritenendo il suo matrimonio irrito perché contratto con una donna non virilpotente, ovvero incapace di generare prole o adempiere a qualsivoglia altro dovere coniugale. Il  caso  è  affidato  a  Vincenzo  Chiarugi,  il  più  famoso  anatomista  dell’epoca  e  padre  della  scienza psichiatrica italiana. Sulla base delle importanti anomalie anatomiche a carico dell’apparato genitale  rinvenute  durante  l’esame  della  Rosa  Fantini,  Chiarugi contesta il sesso anatomico di Maria Rosa e produce una relazione in tale senso al tribunale designato. Maria Rosa viene ricoverata presso  l’Arcispedale  di  Santa  Maria  Nuova  dove  il  chirurgo  Giuseppe Chiarugi la trasferisce con la forza presso la corsia degli uomini non riconoscendola come una donna. Qui, Maria Rosa viene affidata alle cure del medico Stanislao Petri che coattivamente mascolinizza il suo nome da Rosa in Roso.

Info: www.ibs.it