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venerdì 15 novembre 2019

Fabbrica Europa: riprende il volo la piattaforma di idee, linguaggi e arti contemporanee

04-05-2017

Dal 4 Maggio al 15 Giugno torna "Fabbrica Europa", il festival giunto alla 24edizione che ha dato origine, in oltre vent'anni di attività, a uno spazio per i linguaggi e le arti contemporanee mai visto prima.

Il Presidente di Fabbrica Europa, Tuccio Francesco Guicciardini, ha sottolineato di come il Festival non a caso giunto alla sua 24esima edizione, conservi: "l'attenzione a questi nuovi linguaggi - il teatro, la danza e le arti performative - sono i caratteri peculiari che contraddistinguono Fabbrica Europa". Non viene abbandonato neanche l'altro carattere fondamentale della manifestazione, il taglio internazionale, che ha ribadito Guicciardini "dà speranze e conferma l'importanza di alimentare lo scambio soprattutto oggi, per non chiudersi come purtroppo sta accadendo in gran parte del mondo. E' una delle nostre responsabilità per scongiurare o per salvaguardare qualsiasi tipo di pensiero, soprattutto artistico, ma pensiero che va a toccare la crescita sociale e l'integrazione".

Un festival storico ma che non smette mai di guardare al futuro, a dimostrarlo uno dei progetti centrali dell'edizione 2017 di Fabbrica Europa, "Around 35" che si rivolge a giovani artisti di fama nazionale e internazionale per un percorso che intende mostrare metodi di ricerca coreografica di giovani artisti della scena nazionale e internazionale attraverso WORKSHOP, presentazioni aperte e PERFORMANCE. La sezione formativa è sviluppata mediante coppie artistiche per fornire approcci multipli e materiali di studio che permettano una relazione tra i partecipanti e i processi creativi dei coreografi. Alcuni workshop sono pensati per giovani danzatori professionisti, altri per danzatori giovanissimi, per meglio lavorare su specifiche fasce evolutive di pensiero e movimento. Per alcuni workshop è prevista un’apertura al pubblico in modo che il gruppo possa confrontarsi con gli spettatori.

Workshop: Le coppie artistiche: Elena Giannotti e Luisa Cortesi / Hamdi Dridi e Bassam Abou Diab / Annamaria Ajmone e Marcela Santander / Margherita Landi e Francesca Pignanelli / Parth Bhardwaj e Hemabharathy Palani (per danzatori); Salvo Lombardo e Daria Greco / Mosè Risaliti e Pietro Pireddu / Lorenzo Cianchi e Primavera Contu (per giovanissimi).
(22/5>11/6, Palazzina Ex Fabbri; Le Murate. Progetti Arte Contemporanea; Spazio Nu Pontedera).
INFO: fabbricaeuropa.workshop@gmail.com   e  http://fabbricaeuropa.net/progetto-around_35/

Performance: Giovani coreografi tra i più interessanti del panorama nazionale presentano gli esiti dei propri processi creativi. Una nuova generazione di artisti aperta a sperimentazione e confronto dà vita a formati scenici e pratiche performative condividendo ricerche e modalità progettuali per attivare un gesto artistico allo stesso tempo individuale e collettivo.
Dehors/Audela presentaPlanimetrie, un’indagine sviluppata sul rapporto tra spazio, corpo e memoria, tra danza e architettura (17/5, Palazzina Ex Fabbri).
Tommaso Monza in Sketches of freedom  mischia le carte fra performance e teatro, politica e cultura, ricerca del proprio spazio e abbandono agli eventi stessi (18/5, Palazzina Ex Fabbri).
13 Objects di Camilla Monga:oggetti che determinano azioni e traiettorie imprevedibili che servono come base per l’espansione e la variazione del ritmo (19/5, Palazzina Ex Fabbri).
Choreographing Rappers di Jacopo Jenna si pone in relazione con una drammaturgia sonora fatta di testi, mash-up e rimandi alla cultura hip-hop americana (20/5, Palazzina Ex Fabbri).
Oxidianadi Antonio Bissiri: i danzatori traducono in movimento immagini e suggestioni emerse dalla ricerca sul vetro vulcanico: tempo, consistenze, riflesso, spazio (26/5, Le Murate).
Nicola Galli presenta De Rerum Natura (studio): immagine di eterno movimento di sei corpi che raccontano la mutazione del mondo e la ciclica rigenerazione (27/5, Palazzina Ex Fabbri).

I giovani sono sicuramente i protagonisti del Festival, come ha sottolineato la Direttrice Artistica di Fabbrica Europa, Maurizia Settembri, in questa nuova edizione "non solo i grandi artisti, la scommessa sono i giovani", e a dimostrarlo sono gli stessi luoghi selezionati per Fabbrica Europa, dalla Stazione Leopolda sede storica del Festival, alla Palazzina Ex Fabbri e il Cinema La Compagnia, passando per Le Murate. Progetti Arte Contemporanea e la Limonaia di Villa Strozzi, tutti luoghi non solo simbolo della città di Firenze e della cultura fiorentina ma veri e propri spazi di condivisione. Nuovi luoghi di aggregazione per le giovani generazioni.

Lo dimostra anche, come affermato da Maurizio Busia, Direttore Artistico dell'ambito musicale del Festival, "l'attenzione particolare alla parte formativa, la sensazione che c'è sempre di più il bisogno e la necessità di aprire ai giovani, cercando di non dare mai nulla per scontato, Fabbrica Europa ha senso se mantiene questa contemporaneità popolare, la possiblità di portare alla Stazione Leopolda come negli altri posti,proposte molto forti, alternative, di ricerche, ma non solo, apertura che significa invito a tutti".

"Fabbrica Europa come piattaforma di convergenza di percorsi creativi" ha proseguito Busia, "penso che sia la cosa che ci distingue da altre realtà, e penso che sia la cifra su cui vale la pena continuare a lavorare, è un contagio positivo che può solo ampliarsi".

Un grande laboratorio sul mondo alla ricerca di nuove visioni di futuro.
Il programma della XXIV edizione del Festival Fabbrica Europa

Anne Teresa De Keersmaeker - indiscussa e acclamata protagonista della scena europea e mondiale - inaugura la XXIV edizione di Fabbrica Europa con la prima nazionale di A Love Supreme, pièce costruita in collaborazione con il coreografo Salva Sanchis per la Compagnia Rosas sulla musica dell'omonimo capolavoro di John Coltrane (4,5/5, Stazione Leopolda).

Un approccio coinvolgente alla danza è quello proposto da Jérôme Bel, tra gli esponenti più significativi del panorama internazionale contemporaneo. Gala, che nella versione presentata a Firenze è frutto di una coproduzione Fabbrica Europa e Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, riunisce danzatori professionisti, attori e amatori di diverse formazioni (selezionati sul territorio) per interrogarsi sul concetto di danza (prima nazionale, 10,11/5, Stazione Leopolda).

Prélude, nuova creazione di Cristina Kristal Rizzo, si porta verso un’essenza e una purezza della danza. La visione di un ensemble, nel suo gesto primario, è una pratica in cui poter far emergere quelle forze invisibili che scandiscono l’energia in continua trasformazione di un atto comunitario, quel principio di uguaglianza che governa la legge universale della natura. (prima nazionale, 13,14/5, Stazione Leopolda).

Alla creazione firmata da Anne Teresa De Keersmaeker e Salva Sanchis che apre questa edizione, fa eco la produzione musicale A Love, Naked che vede protagonisti Hamid Drake e William Parker, due tra i più grandi musicisti afroamericani contemporanei, insieme per un affondo nelle profondità musicali di John Coltrane e del suo capolavoro A Love Supreme nei 50 anni dalla sua scomparsa (14/5, Stazione Leopolda).

Dopo l’avvio lo scorso anno del format Dan+Z (Dance+Jazz), Fabbrica Europa ospita la produzione (nata da un'idea originale di Enrico Bettinello) che Balletto di Roma, in collaborazione con Novara Jazz, ha creato in un’ottica di forte tensione interdisciplinare che apre le rispettive pratiche verso direzioni e comunità di spettatori nuove. Al centro di questa nuova fase del progetto tre artisti di grande intensità interpretativa: la giovane coreografa e danzatrice del Balletto di Roma Roberta Racis, il chitarrista Francesco Diodati e il percussionista Ermanno Baron (5/5, Stazione Leopolda).

Figura tra le più importanti della scena elettronica internazionale, Matthew Herbert presenta una serata di musica ballabile venata di nu jazz che non lascia spazio alla leggerezza da dancefloor. In collaborazione con Lattex+ (5/5, Stazione Leopolda).

A set of timings, nuova creazione della coreografa Claudia Catarzi, in collaborazione con l’israeliana Michal Mualem, è giocata da due corpi, un'architettura e un collage musicale (6/5, Stazione Leopolda).

Due chitarre straordinarie, quella dello statunitense Marc Ribot (10/5, Stazione Leopolda, in collaborazione con Music Pool) e del canadese Oren Ambarchi (20/5, Limonaia di Villa Strozzi, in coproduzione con Tempo Reale), mostrano due universi sonori in cui immergersi per ritrovare percorsi travolgenti. .

Con Afasians-The Last Conferencegli spagnoli Loscorderos·sc, insieme al duo di musica elettronica Za!, propongono un'esperienza musicale-teatrale-performativa inusuale che prende la forma di una pseudo-conferenza scientifica attorno alla fisica quantistica per giungere a un lavoro di avanguardia scenica e sonora che non lascia impassibile nessuno spettatore (prima nazionale, 6,7/5, Stazione Leopolda).

A partire dalle radici, ma superandole e declinandole al futuro, la capoverdiana Mayra Andrade porta al Festival la solarità e il suo straordinario talento vocale (12/5, Stazione Leopolda).
Twister è un progetto produttivo di Fabbrica Europa e Aura Dance Theatre (Kaunas) che ha favorito l’incontro tra il gruppo di Salvo Lombardo e la Compagnia lituana (11>13/5, Stazione Leopolda).

Santasangre presenta Gravure_Le chevalier_II quadro, performance site-specific che ruota attorno alla figura del cavaliere, all'arte della spada, ai suoi codici (11,12/5, Stazione Leopolda).

La chitarra di Adriano Viterbini è nota per aver militato nel duo Bud Spencer Blues Explosion prima di intraprendere la carriera solista e suonare con Bombino, Rokia Traoré, Tre Allegri Ragazzi Morti, Verdena. Viterbini, insieme a Los Indimenticables, band con cui ha trovato un equilibrio sonoro perfetto, presenta Tour Blu, progetto speciale che vede ai live paintings Davide Toffolo, frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti e illustratore sopraffino e l’ospite speciale Alberto Ferrari dei Verdena (6/5, Stazione Leopolda).

Marco Parente, a 20 anni dall’esordio, torna con Eppur non basta. Uscito nel 1997 per la collana Taccuini del Consorzio Produttori Indipendenti, è diventato un disco fuori stampa, un po’ orfano, un po’ fantasma.Ospite speciale Irene Grandi (7/5, Stazione Leopolda).

Edda nasce artisticamente a fine anni ’80 come cantante dei Ritmo Tribale, storica band del rock italiano con cui ha realizzato cinque dischi e centinaia di concerti. Graziosa Utopia è un album affascinante e complesso che, mescolando rock apparentemente leggero a sonorità anni ‘60, si prepara a entrare nelle classifiche dei migliori dischi del 2017 (11/5, Stazione Leopolda).

Heretico - Dopo questo apparente nullaè la nuova produzione de Leviedelfool. Sette capitoli per prepararsi al giorno in cui ogni religione ci apparirà per ciò che è: un insulto all’intelletto umano (12/5, Stazione Leopolda).

Elettronica minimale, groovy house, melodie contagiose e una invidiabile sensibilità sonora hanno reso Marek Hemmann uno dei più abili esponenti della scena musicale internazionale. In collaborazione con Butterfly Effect (12/5, Stazione Leopolda).

Attraverso 13 esperimenti visivi e sonori Squares do not (normally) appear in nature di OHT-Office for a Human Theatre pone lo spettatore a confronto con uno spazio senza attori. Colore, luce, nebbia, vetro e immagini sono i protagonisti(4>7/5, Stazione Leopolda).

Marlene Kuntz chiudono il tour Onorate il Vile a Fabbrica Europa. Il Vile è il 2° album della band capitanata da Cristiano Godano, pubblicato 20 anni fa. (13/5, Stazione Leopolda).

Nella traiettoria che guarda a Oriente, si inseriscono spettacoli che tracciano ponti con Giappone, Medio Oriente, India e Cina.

Anan Atoyama, coreografa giapponese residente in Francia, con Hidden Body Déclinaison rende omaggio a Kazuo Ohno e alla sua capacità di collegare il gesto all’universale attraverso le emozioni personali, come se il suo corpo contenesse l’Universo (10/5, Stazione Leopolda).

Focus Young Arab Choreographers è un progetto, in collaborazione con BIPOD/Beirut International Platform of Dance e Maqamat Dance Theatre di Beirut, condiviso da 11 tra i più importanti Festival italiani e dedicato a giovani coreografi dell’area del bacino del Mediterraneo. A Fabbrica Europa il tunisino Hamdi Dridi danza la memoria nel solo Tu Meur(s) de terre: un’intensa dedica al padre scomparso in cui la luce interiore illumina l’oscurità. Under the flesh, il solo del libanese Bassam Abou Diab, è una riflessione sull’istinto di sopravvivenza e su come il corpo reagisce a situazioni di guerra o di pericolo (30/5, Palazzina Ex Fabbri).

Bassam Abou Diab, Hamdi Dridi e Jacopo Jenna
sono protagonisti di uno Scambio di pratiche tra coreografi: una condivisione creativa come primo incontro per aprire un dialogo interculturale e sviluppare le pratiche coreografiche di tre artisti di nazionalità diverse (28/5, Palazzina Ex Fabbri).

Bhinna Vinyasa, coprodotto da Fabbrica Europa e Attakkalari Centre for Movement Arts di Bangalore, è una creazione del coreografo indiano Jayachandran Palazhy per gli straordinari danzatori dell’Attakkalari Repertory Company che vede la collaborazione del compositore tedesco Martin Lutz, del dramaturg spagnolo Andrés Morte e del media artist italiano Luca Brinchi. (prima europea, 14,15/6, La Compagnia).

In collaborazione con River to River Florence Indian Film Festival, per uno sguardo più ampio sulla produzione artistica dell’India contemporanea e sulle sue suggestioni, viene proiettato il film Goliyon Ki Raasleela Ram-Leeladel regista Sanjay Leela Bhansali: un appassionante Romeo e Giulietta in salsa Bollywood con coreografie, musiche, scenografie da fiaba (13/6, La Compagnia).

Dopo il debutto cinese al Guangdong Dance Festival, Fabbrica Europa presenta al Teatro Goldoni di Livorno Pa|Ethos del coreografo Sang Jijia nella nuova versione interamente danzata da Spellbound Contemporary Ballet. La poetica del coreografo di origine tibetana poggia sulle profondità del pensiero orientale e si arricchisce delle esperienze più alte della ricerca europea nella danza e nel teatro contemporaneo. Con Pathos ed Ethos, i concetti fondamentali della Retorica di Aristotele, Jijia esprime due diversi approcci: Ethos sottolinea la precisione, Pathos evoca la passione. I danzatori danno corpo a un incontro originale tra rigore ed espressività, perfezione tecnica e intensità interpretativa. Le musiche sono del compositore Dickson Dee e la scenografia virtuale dei media artist Luca Brinchi e Roberta Zanardo (1/6, Teatro Goldoni, Livorno).

PROGETTO N.O.W. New Open Working process for the performing arts
Il progetto triennale N.O.W (2014-2017) - coordinato da Extrapole (Parigi), in collaborazione con 7 partner europei tra cui Fondazione Fabbrica Europa e cofinanziato dal programma Europa Creativa dell’Unione Europea - vuole creare le basi per un polo di competenze transnazionali. Partendo da una pratica comune a tutti i partner (l’accompagnamento di progetti artistici e loro diffusione) N.O.W. intende intraprendere un percorso di ricerca sperimentale. Il partenariato mira anche a diventare una rete di collaborazione reciproca e professionale duratura basata su principi di un’economia contributiva (cooperazione, condivisione, tecnologie dell’informazione).
Partner: Extrapole (FR); Fabbrica Europa (IT); Indisciplinarte (IT); Latitudes Contemporaines (FR); Lókal (IS); Mom / Elvivero (ES); Trafó (HU); Wp Zimmer (BE) _ www.nowperformingarts.eu
Fasi conclusive del processo creativo di N.O.W.: ROPE. Possibilities of Binding e Half a House

Noto a livello internazionale per aver realizzato performance, sculture e installazioni in cui la sua fascinazione per la natura e la tecnologia si traduce in immagini di grande impatto estetico, concettuale e sociale, l’artista belga Ief Spincemaille presenta a Firenze ROPE. Possibilities of binding. Si tratta di un intervento artistico che mira a creare spazi poetici attraverso l’uso di una gigantesca fune, simile a quelle usate sulle piattaforme petrolifere, lunga 100 metri e con un diametro di 30 centimetri (realizzata dai detenuti del carcere di Leuven). L’artista la utilizza sfruttandone le potenzialità in dialogo con i diversi contesti in cui si trova ad agire. ROPE trova la propria identità artistico-performativa attraverso il coinvolgimento estemporaneo di abitanti e turisti che gravitano in diverse zone della città, tra il Quartiere Isolotto e il Centro storico (4>14/5). (www.iefspincemaille.com  e www.whereisrope.com )

In occasione del progetto ROPE ha luogo un incontro con MICHELANGELO PISTOLETTO e Ief Spincemaille sul tema Arte partecipata e nuove utopie (12/05).

HALF A HOUSE, ideato da Sonia Gómez, Leonardo Delogu, Brogan Davison, Gosie Vervloessem, Pétur Ármannsson, è un’investigazione artistica realizzata collettivamente attraverso un format di coabitazione, basato sulla fusione tra attività quotidiane, riflessioni, workshop e performance. Si ispira al lavoro dell’architetto cileno Alejandro Aravena che, dopo il terremoto e tsunami del 2010 in Cile, progettò delle case a metà che potessero essere terminate dagli stessi abitanti. Half a House intende riproporre questo modello domestico di adattamento per riflettere ed esplorare nuove vie di funzionamento delle pratiche artistiche. I 10 partecipanti (selezionati tramite call tra curatori, artisti, teorici, operatori) condividono esperienze, idee, spazio lavorativo e quotidianità attraverso l’apertura a incontri accidentali dando vita a una casa effimera e dinamica. Un articolato programma in 5 giorni declinato nelle fasi Open House, Knocking at the door e Presentation che investono i temi Hospitality, Fragility, Permeability, Agency, Intimacy, indagati tra gli altri da: Renaud Loda, artista e geobiologo; Matteo Meschiari, antropologo; Richard Ingersoll, storico dell’architettura; Andrea Staid, antropologo (10>14/5, Palazzina Ex Fabbri).

Tante le collaborazione internazionali: una Fabbrica che va (oltre) Europa come dimostrano gli spettacoli che tracciano ponti con Giappone, Medio Oriente, India e Cina.

Informazioni e programma: www.fabbricaeuropa.net

Camilla Pollini