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giovedì 14 novembre 2019

''Il giuocatore'', opera giovanile di Luigi Cherubini in scena nel foyer di galleria del Maggio

18-11-2017

Il giuocatore, intermezzo in tre parti, composizione di un giovanissimo - appena quindicenne - Luigi Cherubini, in scena nel foyer di galleria del Maggio (Piazza Vittorio Gui) per otto repliche a partire da sabato 18 novembre alle 15.30. Sul podio dell’Orchestra da Camera Luigi Cherubini di Firenze, il maestro Enrico Lombardi. La regia e le scene sono di Anna Tereshchenko.

Quando nella sua città, Firenze, Cherubini compone il suo Giuocatore è un giovinetto di quindici anni intento a misurarsi per la prima volta con i modelli di uno “stile buffo” – quello di Galuppi, Piccinni, forse e del giovane Paisiello - e, più in generale, col mondo dell’opera. Se il ragazzo Mozart con i suoi Mitridate e Ascanio in Alba era già un fior di musicista che spiccava il volo dalla cima sulla quale stavano i suoi maggiori (nonché adulti) contemporanei, a ben vedere il ragazzo Cherubini, con il Giuocatore non è che gli sfiguri accanto per la maestria nel maneggiare “i ferri del mestiere”, la grinta, la personalità, la fantasia, la capacità di una scrittura musicale per la piccola orchestra fatta per tener sempre viva l’attenzione del pubblico e integrarsi dialetticamente col canto.

La trama del Giuocatore è assai semplice: Serpilla vuol separarsi dal marito Bacocco: lei non lo sopporta più perché lui la trascura a causa del vizio del gioco. Decide quindi di far ricorso al giudice per ottenere il divorzio, ma questi non è che Bacocco travestito, il quale inizia a corteggiarla e, sentendosi incoraggiato dall’inconsapevole consorte, s’ingelosisce. Fattosi riconoscere, il marito scaccia Serpilla che, caduta in povertà, è costretta a mendicare per le strade. Quando, però, i due s’incontrano casualmente, l’amore tra loro rinasce e tornano assieme.

Lo spettacolo di Anna Tereshchenko per il Maggio, gioca invece con la macchina del tempo e quindi trasporta la storia di Cherubini dal Settecento ai giorni nostri. I personaggi sono diventati una coppia moderna: Serpilla è una blogger e una lady mondana; Bicocco, figlio di genitori ricchi, passa il suo tempo a giocare on-line. Il loro quotidiano è pieno di impegni virtuali, social e vari gadget, attraverso i quali i due giovani sposi fanno fatica a vedersi l’un l’altra. Durante questa storia, breve ma densa e ricca di accadimenti e svolte inaspettate, le cose cambiano e non di poco, offrendo agli spettatori la possibilità di una riflessione su tanti aspetti della vita dell’uomo, in primis la Comunicazione, quella vera e quella virtuale, e la loro coesistenza.

Info: www.operadifirenze.it