Home > Webzine > Al via la nuova edizione del "Sonic Somatic" alle Serre Torrigiani di Firenze
lunedì 09 dicembre 2019

Al via la nuova edizione del "Sonic Somatic" alle Serre Torrigiani di Firenze

05-10-2018
Dal 5 al 7 Ottobre torna il Sonic Somatic, il festival delle installazioni, performance di arti visive e musica contemporanea, quest'anno dedicato all'artista Ari Benjamin Meyers. Arrivato alla sua quarta edizione, la rassegna musicale, in collaborazione con Serre Torrigiani, presenta per la prima volta in Italia il lavoro del compositore e artista Meyers, proponendo all'interno degli spazi delle Serre Torrigiani (via Gusciana, 21) alcune delle sue performance più rappresentative ideate negli ultimi dieci anni.

La manifestazione continua la sua indagine sulla relazione tra musica, corpo e spazio dedicando interamente il programma di quest'ultima stagione a uno dei protagonisti del panorama artistico internazionale contemporaneo, che con la sua ricerca ha saputo superare i confini tra le discipline e dissolvere le distinzioni tra musica, arti performative e figurative.

Interessato alle modalità di presentazione e rappresentazione della musica nell'arte contemporanea, Meyers ha presentato le sue produzioni in collaborazione con importanti musei e istituzioni d'arte contemporanea in Europa (tra cui Manchester International Festival, Biennale di Liverpool, Witte de With di Rotterdam, Biennale di Lyon) e nel 2019 sarà protagonista di due mostre personali alla Kunstverein di Kassel.

A Firenze sono presentate cinque opere – assoli, duetti e piece di gruppo – che offrono agli spettatori un'occasione unica per entrare in contatto con il lavoro dell'artista. Le performance Vexations II, Duet, Lighting and Flash, Solo e Anthem sono state ripensate da Benjamin Meyers per entrare in dialogo con le caratteristiche e l'unicità delle Serre Torrigiani, un'oasi verde nascosta nel cuore della città. Durante i tre giorni di Festival le serre e i giardini sono trasformati in una partitura musicale e i visitatori sono invitati a muoversi nello spazio e tra i performer senza un ordine prestabilito, creando una propria personale coreografia. La messa in atto di nuove forme di interazione tra pubblico, suono e performer, e di nuove modalità di fruizione della musica al di fuori dei suoi contesti tradizionali sono infatti le tematiche al centro della ricerca dell'artista.

The Lightning and Its Flash (solo for conductor) pone al centro la gestualità tipica del direttore d'orchestra. Meyers ha scritto una composizione coreografica priva di armonie e melodie all'interno della quale è il corpo a divenire musica: un direttore d'orchestra interpreta lo spartito di fronte ad un pubblico disposto come gli elementi di un'orchestra. Chi ascolta è chiamato ad uscire dal proprio ruolo passivo e a interpretare i "gesti muti" del direttore, immaginando una propria personale melodia.

Vexations II è un omaggio a Erik Satie (1866-1925), considerato da Meyers uno dei suoi principali punti di riferimento. Scritta nel 1983, Vexations è una partitura per piano di poche note giocata sulla ripetizione. Essa è conosciuta per essere il brano musicale più lungo della storia poiché prevede di essere eseguito per 840 volte. Per celebrare Satie, Meyers ha pensato di riscrivere a mano e a memoria questa composizione per 840 volte. Ne sono nati altrettanti spartiti, tutti leggermente diversi tra loro e distanti dall'originale, che insieme compongono una sorta di "tristesse minimalista" dell'artista.

Duet (composition for two strangers) è una composizione musicale ideata per due sconosciuti e divisa in due parti: la prima è pensata per essere eseguita da un cantante, la seconda da uno spettatore. La performance celebra l'energia che si sprigiona nel momento e nello spazio dell'incontro tra chi normalmente è chiamato ad eseguire la musica e chi ad ascoltarla.

Solo (performance installation for one singer and one audience) è una performance eseguita da un soprano, pensata per uno spettatore alla volta. La composizione esplora quella particolare atmosfera, intima e raccolta, che si crea all'interno di una situazione di ascolto personale, nel rapporto uno a uno. La forza della sola voce riesce a trasformare un piccolo ambiente in una sala per concerti privata. Al termine della performance gli spettatori sono invitati a restare da soli nello spazio per tutto il tempo che desiderano.

Anthem è una performance collettiva che viene eseguita in diversi momenti da tutti i performer coinvolti. Il testo cantato nel brano è tratto dal manifesto Music is not… scritto da Meyers nel 2017.

Ingresso libero su prenotazione.

Info: www.sonicsomatic.org 

RC