Home > Webzine > "Until We Return", le foto di Dalia Khamissy in mostra allo Studio Marangoni
mercoledì 20 novembre 2019

"Until We Return", le foto di Dalia Khamissy in mostra allo Studio Marangoni

05-04-2019

Venerdì 5 aprile alle ore 18.00 si inaugurerà alla Fondazione Studio Marangoni la mostra "Until We Return" in cui la fotografa Dalia Khamissy ritrae i moltissimi siriani che hanno trovato in Libano rifugio dal feroce conflitto che ha colpito il loro paese e che sperano di tornare presto in patria.
L'esposizione fa parte del Festival Middle East Now, che racconta il Medio Oriente anche attraverso le arti contemporanee.

Una storia e una cultura antichissime, quelle del popolo siriano, da oltre 8 anni sradicato dal suo territorio a causa della guerra interna scaturita dalle proteste contro il regime politico che governa la nazione. Centinaia di migliaia di siriani hanno cercato rifugio nei paesi confinanti, solo in Libano oltre un milione di loro vive in tende, rifugi di fortuna o appartamenti fatiscenti. Dal 2011 la fotografa libanese Dalia Khamissy, una delle più acclamate fotografe della scena mediorientale, ha attraversato ill Libano raccontando per Ong, giornali e magazine internazionali le diverse storie dei rifugiati siriani. Ritratti e momenti di quotidianità svelati con grande intensità artistica: storie di uomini, donne e bambini fuggiti dagli attentati, dalle battaglie, dai rapimenti. Alcuni di loro sono stati gravemente feriti, hanno perso i familiari o le persone amate, altri ancora sono fuggiti perché minacciati o a rischio di essere rapiti. Adesso tentano di costruirsi un’esistenza dignitosa in Libano, dove hanno incontrato condizioni di vita altrettanto difficili ei sognano la fine della guerra e il ritorno in patria, “Until We Return”.

Fondazione Studio Marangoni – Via San Zanobi 19r
5 aprile – 31 maggio (orario: Lun-Sab | 10.00 / 13.00 – 15.00 / 19.00) – ingresso gratuito
Opening: Venerdì 5 aprile h. 18.00 – Talk con l’artista h. 18.30
Coordinamento del progetto di Alessandra Capodacqua.

Per ulteriori informazioni: www.middleastnow.it