Home > Webzine > Scrittori raccontano scrittori: Emanuele Trevi racconta Pier Paolo Pasolini allo Spazio Alfieri
martedì 20 ottobre 2020

Scrittori raccontano scrittori: Emanuele Trevi racconta Pier Paolo Pasolini allo Spazio Alfieri

06-04-2019
Sabato 6 aprile 2019, alle ore 11.00, allo Spazio Alfieri di Firenze (via dell'Ulivo, 6), prosegue il ciclo "Scrittori raccontano scrittori" con il suo ultimo appuntamento: Emanuele Trevi che racconterà Pier Paolo Pasolini.

Trevi parlerà in particolare dell'ultimo Pasolini e della sua denuncia della "trasformazione-involuzione" dell'Italia a lui coeva, affrontando il tema dell'unicità del metodo di conoscenza di Pasolini e soffermandosi in particolare sulle opere degli ultimi anni – Scritti corsari, Petrolio, qualche intervista memorabile. “Sarà più che altro il ritratto di qualcuno che, intorno ai cinquant'anni – dice Trevi – inizia a vedere un mondo completamente diverso dai suoi simili e cerca disperatamente di comunicare ciò che ha scoperto sulla natura del potere, sulla sconvolgente mutazione antropologica in atto, sul ruolo del poeta in un mondo che è diventato irriconoscibile e privo dei vecchi punti di riferimento”.

Scrittori raccontano Scrittori rientra nel percorso di avvicinamento ai 200 anni nel Gabinetto Vieusseux. Iniziato nel 2017, e quest'anno alla sua terza edizione, il ciclo prevede che ogni anno dieci scrittori/scrittrici siano invitati a scegliere un Autore tra ottocento e novecento da raccontare ai ragazzi non prima, però, di aver consultato i preziosi documenti conservati nell’Archivio Contemporaneo del Vieusseux alla ricerca di qualcosa di nuovo. Gli scrittori e le scrittrici hanno scelto un autore compagno\a, maestro\a, di cui raccontare la storia, la figura intellettuale, il percorso, la vita, i libri partendo dalla consultazione delle carte conservate in sede.

“Abbiamo chiesto agli scrittori - dice la presidente Alba Donati - una rilettura degli scrittori di ieri fatta a partire da qualcosa di nuovo trovato nei loro appunti. In questi due anni abbiamo avute riletture innovative di Pascoli, di Gadda, di Buzzati. Gli incontri sono andati così bene da sfidare la nostra capacità di capienza, infatti quest’anno abbiamo dovuto dislocare alcuni incontri in Teatro, e ringrazio lo Spazio Alfieri per aver accettato di darci una mano”.

L’archivio Bonsanti ha più di 150 fondi “un suggestivo percorso – dice la direttrice Gloria Manghetti – tra autografi, dipinti, libri, oggetti, fotografie, e cimeli vari che ben si prestano a un viaggio della o nella memoria.”. L’obiettivo è portare gli studenti del liceo ad ascoltare 10 lezioni eccellenti, fatte dai migliori scrittori di oggi su 10 scrittori di ieri. Sensibilizzare quindi le giovani generazioni a conoscere da vicino e da dentro la letteratura, e recuperare l'amore per la cultura umanistica.

Emanuele Trevi (Roma 1964) Scrittore e critico letterario italiano. Esordisce nel 1994 con Istruzioni per l'uso del lupo, primo di una serie di saggi sulla letteratura. Ha tradotto e curato edizioni di classici italiani e francesi: si ricordano testi dedicati a Leopardi, Salgari, e autori italiani del Novecento. Collabora con RAI-3 Radio e ha scritto su diverse riviste come Nuovi argomenti, Il caffè illustrato ecc. e su alcuni quotidiani nazionali quali la Repubblica, La Stampa e Il Manifesto. Ha fatto parte della giuria del premio Calvino nel 2001, e del premio Alice 2002. È stato editore della casa editrice Fazi e ha collaborato con la casa editrice Quiritta. Ha esordito nella narrativa nel 2003 con I cani del nulla. Una storia vera, cui sono seguiti Senza verso. Un'estate a Roma (2005), L'onda del porto. Un sogno fatto in Asia (2005), Il libro della gioia perpetua (2010), Qualcosa di scritto (2012), Il viaggio iniziatico (2013), il racconto La cosa vera pubblicato nel volume antologico Figuracce (2014) curato da N. Ammaniti, Il popolo di legno (2015). Il suo ultimo libro è Sogni e favole (2018).

Pier Paolo Pasolini (Bologna, 1922 – Roma, 1975) è stato un poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo e giornalista italiano. Dotato di un'eccezionale versatilità culturale ha lasciato contributi anche come pittore, romanziere, linguista, traduttore e saggista. Attento osservatore dei cambiamenti della società italiana dal secondo dopoguerra sino alla metà degli anni settanta nonché figura a tratti controversa, suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi, assai critici nei riguardi delle abitudini borghesi e della nascente società dei consumi, come anche nei confronti del Sessantotto e dei suoi protagonisti. Nel 1942 esce la sua prima raccolta di versi in dialetto friulano, Poesie a Casarsa, poi raccolte con altri versi in La meglio gioventù (1954). Nello stesso anno si trasferisce a in Friuli, a Casarsa, con la madre e il fratello Guido, che muore durante la Resistenza. Dopo la laurea in Lettere a Bologna si avvicina al Partito Comunista e si interessa sempre più alle questioni politiche e sociali. Coinvolto in uno scandalo e accusato di corruzione di minori, Pasolini viene espulso dal PCI e insieme alla madre, si stabilisce a Roma nel 1950. Nel 1955 esce il suo primo romanzo, Ragazzi di vita, e dà vita alla rivista Officina. Aumentano i suoi interventi politici, spesso su posizioni critiche verso il Partito Comunista, e a favore di un impegno di tipo nazionalpopolare, sulla scia delle idee di Gramsci: a lui dedica la raccolta di poemetti Le ceneri di Gramsci (1957) con la quale riceve il premio Viareggio e viene unanimemente lodata, fra gli altri da Calvino, Ungaretti e Sandro Penna. Del 1959 è il secondo romanzo Una vita violenta. Negli anni Sessanta si dedica al cinema come regista e lavora ad Accattone (1961). Seguono altri film, e nuove raccolte di poesie: La religione del mio tempo (1961) e Poesia in forma di rosa (1964). Nel 1963 partecipa come regista a La ricotta, un film collettivo insieme a grandi nomi come Rossellini e Godard. Il film provoca un grande scandalo e finisce sequestrato per vilipendio alla religione. I temi religiosi e la critica alla crisi politica della sinistra diventano centrali nel successivo Uccellacci Uccellini (1965), che vede come protagonista un poliedrico Totò accostato all’ingenuità espressiva di Ninetto Davoli. Seguono Che cosa sono le nuvole? (1967), entrambi interpretati dalla coppia Totò-Davoli, Edipo Re (1967) e Medea (1969), interpretata da Maria Callas. Pasolini prende una posizione nettamente critica verso il movimento del ’68, accusando profeticamente i giovani manifestanti di non essere veri rivoluzionari, ma piuttosto borghesi alla conquista del potere. Le ansie e i dubbi del regista si materializzano nel film Teorema (1968), e soprattutto in Porcile (1969). Agli anni '70 appartengono Il Decameron (1971), premiato al Festival di Berlino, I racconti di Canterbury (1972) e Il fiore delle Mille e una notte (1974). I suoi ultimi lavori suscitano feroci polemiche, come nel caso di Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975). Negli ultimi anni scrisse articoli polemici sui giornali quotidiani (specie Il tempo e il Corriere della Sera); questi sono stati poi raccolti nei volumi Scritti corsari (1975) e Lettere luterane (postume, 1976). Morì assassinato il 2 novembre 1975, all’Idroscalo di Ostia, lasciando incompiuti molti lavori, tra i quali il romanzo Petrolio, uscito in varie pubblicazioni postume solo nel 1992.

Per ulteriori informazioni: www.vieusseux.it