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giovedì 21 novembre 2019

"Souvenir d'Italie. Disegni e acquerelli della collezione Horne" al Museo Horne di Firenze

18-07-2019
Un omaggio al Bel Paese che con i suoi suggestivi scenari naturali e urbani ha ispirato nel corso dei secoli molti artisti. La mostra "Souvenir d’Italie. Disegni e acquerelli della collezione Horne" è aperta al Museo Horne di Firenze fino al 1 Ottobre 2019

Maestri, stranieri e non, attraverso vedute, capricci e paesaggi, che hanno contribuito a creare e a diffondere un’idea dell’Italia ancora oggi presente nell’immaginario collettivo. I disegni esposti, realizzati tra il Cinquecento e l’Ottocento, narrano di viaggi e soggiorni, evocano incontri e dialoghi, rimandano a quanti hanno eletto l’Italia a seconda patria, come il francese Claude Lorrain, e a quanti ne hanno reso ancor più forte il richiamo attraverso la propria arte, come il veneziano Francesco Guardi.

La rappresentazione della Penisola si intreccia con lo sviluppo del genere paesaggistico e la nascita del vedutismo, si lega al tema del viaggio e all’importanza del mezzo grafico come strumento di studio e di memoria. I disegni in mostra ne sono una valida testimonianza: dalla veduta di San Pietro in costruzione di Giovan Battista Naldini, a quella di Firenze ideata da Remigio Cantagallina, che fu tra i primi artisti a concepire il disegno di paesaggio come genere autonomo; da Lorrain, che nel Seicento contribuì a creare il mito della campagna romana, a John Robert Cozens, che seguì il facoltoso William Beckford nelle tappe del Grand Tour.

La maggior parte dei disegni scelti per questa mostra sono esposti al Museo Horne per la prima volta. Tra questi, quattro dei dieci disegni del celebre vedutista Francesco Guardi e alcuni acquerelli provenienti dall'album dell'architetto inglese Thomas Little, che visitò l’Italia negli anni Venti dell’Ottocento.

La mostra è corredata da un catalogo curato da Elisabetta Nardinocchi e Matilde Casati (Editore Polistampa, Firenze, 84 pagine, 2019), con presentazioni di Antonio Paolucci, Umberto Tombari e Andrea Pessina.

Antonio Paolucci, Presidente della Fondazione Horne, scrive nella Presentazione in catalogo: “Come doveva essere bella l’Italia quando, fra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, la attraversava Herbert Percy Horne con i suoi “sketchbooks”, servendosi di vetturini e di carrozze di posta. Il grande studioso e collezionista che scelse nel 1905 di prendere dimora a Firenze, pensava quello che molti altri intellettuali ed artisti ai suoi giorni pensavano: essere cioè l’Italia non solo la patria della storia e della bellezza, un mirabile museo sotto il cielo, ma una vera e propria “camera con vista” sul miracolo di arte, vita e natura armoniosamente coniugate. Ma in lui non c’era soltanto l’innamoramento romantico per il Bel Paese … Egli era uno storico dell’arte di rango (la sua monografia su Botticelli del 1908 resta ancora oggi fondamentale) e un raffinato collezionista. Il suo viaggio in Italia alla scoperta dei luoghi anche minori (Certaldo, Gubbio, Empoli, Senigallia, Sansepolcro, Spoleto, Foligno) era per lui, come per l’amico Bernard Berenson, un modo per testare ed affinare le sue conoscenze storico-artistiche per costruire e consolidare sul campo quella “conoisseurship” che gli consentì di operare nel mercato con occhio sicuro e gusto squisito. Non deve sorprendere quindi se Horne ha dedicato ai disegni di città e paesaggi d’Italia, una parte cospicua dei suoi interessi collezionistici’’.

“Per raggiungere i risultati che oggi il Museo Horne può vantare – dichiara il Presidente della Fondazione CR Firenze, Umberto Tombari – occorrono idee, impegno, consapevolezza della missione che si deve perseguire, ma in questo percorso necessariamente vi è bisogno della collaborazione di Enti e Istituzioni che, credendo nei progetti che di volta in volta vengono definiti, li sostengano apportando le necessarie risorse”. “La Fondazione che qui rappresento – prosegue Tombari - ha da lungo tempo scelto questa strada ed anche oggi non può che essere lieta di aver contribuito alla realizzazione di questa mostra. Dall’importante fondo di disegni che il Museo custodisce, con il suggestivo titolo di Souvenir d’Italie, è stato studiato ed esposto un nucleo di opere che raccontano di come era l’Italia e, parallelamente, di come veniva vista l’Italia dai viaggiatori che nel tempo l’hanno visitata”.

“Dopo un lungo periodo nel quale il museo ha operato per restaurare, ordinare e catalogare il fondo – afferma Andrea Pessina, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato – da vari anni siamo chiamati ad ammirare raffinate mostre nelle quali nuclei scelti di disegni vengono proposti nell’ambito di una narrazione che, al di là della bellezza dei singoli fogli, rende significanti i tanti percorsi di lettura che il gran numero di opere suggerisce. Dopo le esposizioni legate al tema del paesaggio, al ritratto e agli studi di figura (e a quelle non meno importanti legate al restauro dell’album di Giandomenico Tiepolo, a Raffaello e a Rubens), ecco oggi i disegni che ci raccontano di come gli artisti hanno fissato l’immagine, reale o idealizzata, dell’Italia che i grandi viaggiatori andavano scoprendo, da Venezia, a Firenze, a Roma e Napoli.”
 
Souvenir d’Italie
Disegni e acquerelli della collezione Horne
Museo Horne (Via dei Benci, 6) 
Orari: lunedì-domenica 10.00-14.00; chiuso mercoledì. Biglietto di ingresso al Museo Horne e alla mostra: € 7,00 intero; € 5,00 ridotto.
Ogni sabato ore 11.00 visite guidate gratuite alla mostra e alla collezione permanente del Museo. Durante il periodo di apertura della mostra in programma letture, attività per le famiglie e passeggiate fotografiche per Firenze. Per informazioni: 055 244661
www.museohorne.it - segreteria@museohorne.it