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lunedì 26 ottobre 2020

Il vincitore di "Supernature: Polimoda Fashion Show 2019" è il designer Francesco Malandrini

12-06-2019

Si è tenuto martedì 11 giugno 2019 alla Manifattura Tabacchi di Firenze il Fashion Show di Polimoda: Supernature, dove hanno sfilato le migliori collezioni degli studenti di Fashion Design di fronte ad una prestigiosa giuria internazionale composta da ventidue rappresentanti di ogni ramo del settore moda, dall’Editor-in-Chief di Hypebeast Arby Li alla top model e attivista Lea T, dal Chief Marketing Officer di Alexander McQueen Paolo Cigognini al Tutoring & Consulting Director di Pitti Immagine Luca Rizzi, dalla fondatrice di ASVOFF Diane Pernet al Global Executve Director di Karla Otto Alexander Werz, chiamata ad eleggere The Best Collection of 2019.

Su una passerella illuminata da suggestive proiezioni attraverso le finestre degli spazi industriali di Manifattura Tabacchi e sulle note di una colonna sonora giocata sul motivo dell’iconico brano Supernature di Cerrone, hanno debuttato ventidue collezioni, selezionate a fine dell’ultimo anno di studi per la creatività, l’innovazione e la realizzazione tecnica con il contributo del leggendario Creative Director Alber Elbaz che ha assistito come special guest alla selezione dei finalisti insieme al Course Mentor Sara Kozlowski, CFDA Director of Education and Professional Development, e al direttore di Polimoda Danilo Venturi.

Ogni designer ha presentato sei outfit, sintesi ultima di una raggiunta maturità creativa che sancisce il passaggio da studenti a designer e il primo effettivo ingresso nel mondo della moda. Ventidue collezioni estremamente diverse tra loro, ognuna con un diverso concept, design e personalità, ma tutte accomunate dall’alta qualità tecnica e dalla grande passione, che hanno infatti incontrato il favore del pubblico presente che le ha applaudite con fervore.

Tra tutti, la giuria ha scelto la collezione menswear del toscano Francesco Malandrini HERD - la mandria che si aggiudica il titolo di The Best Collection of 2019. Una collezione che profeticamente ha aperto il Polimoda Fashion Show e che “vuole essere una sorta di indagine sul comportamento umano, in cui l’archetipo dell’abbigliamento maschile è avvolto nel dualismo tra compressione ed espansione: a volte sperimentiamo il dolore per caso, senza una vera ragione, ed è questo fragile potenziale che rivela la nostra natura di animali nel mondo”, nelle parole dello stesso designer. Indumenti in gommapiuma che diventano sia protezione che ostacolo al movimento, mentre le stampe che rielaborano nature morte con colori vividi e innaturali ci ricordano l’appartenenza alla “mandria” e il nostro destino comune, sotto il filo conduttore di un senso claustrofobico di perdita e feroce malinconia. “C'è dignità nei piccoli movimenti, c’è fede nella perdita. Siamo bestie tra le bestie, addomesticate dalle interazioni quotidiane e da perdite imprevedibili”.

Grazie alla partnership con Pitti Immagine, Francesco riceverà il Pitti Tutoring & Consulting Reward, una serie di sessioni di consulenza personalizzata con Luca Rizzi, Tutoring & Consulting Director, e il suo team, sui temi Portfolio Review/Setup, Orientation Meeting e Strategy Meeting, con l’obiettivo di supportare il giovane designer nei primi passi del suo percorso professionale.

La collezione di Francesco Malandrini rispecchia il concept Supernature: quel dualismo tra craftmanship (artigianato) e technology (tecnologia) che da sempre caratterizza la storia dell’umanità. Un concept che parte dalla definizione di techne, termine greco personificazione divina dell'arte, nei secoli tradotto come “ars”, “tecnica”, “saper fare”. In esso è racchiusa la capacità di utilizzare utensili, l’abilità artigianale di trasformare la natura in prodotto, ma anche l’arte di saper creare la bellezza, che rendono unici gli esseri umani nel regno animale. Esseri primitivi tecnologicamente sempre più avanzati, nella perenne contraddizione tra natura e tecnologia, tra passato e futuro, arte e scienza.

Viviamo in un mondo di contraddizioni” spiega il direttore Danilo Venturi. “Impieghiamo la tecnologia per accertarci che ciò che produciamo sia naturale e lo chiamiamo sostenibilità. Accediamo ai contenuti da dispositivi elettronici ma lo facciamo con le dita. Passiamo più tempo nel mondo virtuale che in quello reale ma la maggior parte delle immagini che pubblichiamo e osserviamo sono volti umani. Abbiamo paesaggi stupendi ma vogliamo fare turismo nello spazio. Siamo tutti tecnoprimitivi, questo ci dona una superiorità che ha qualcosa di mostruoso, potenzialmente distruttivo, supernaturale, eppure culturale. Tutto ciò si riflette anche in abiti e accessori perché la moda è lo specchio della società, e lo abbiamo ritrovato nelle collezioni di questi giovani talenti, capaci di dar forma alle proprie idee ed emozioni grazie ad un grande lavoro. Sono orgoglioso del percorso di crescita personale e professionale di ognuno di loro, quest’anno la qualità dei capi ha raggiunto un livello impressionante, e mi congratulo con Francesco Malandrini per la vittoria: sono sicuro che sentiremo presto parlare di lui.

La giuria
La giuria riunisce figure qualificate per ogni ramo del settore: i media con il direttore di Vogue Italia e L’Uomo Vogue, Emanuele Farneti, l’Editor-in-Chief di Hypebeast, Arby Li, la fondatrice di ASVOFF, Diane Pernet, il Digital Publisher Bryanboy e l’influencer e fondatrice di LEAF WeChat Leaf Greener; l’industria con Giampiero Bodino Artistic Director di Richemont, Paolo Cigognini Chief Marketing Officer di Alexander McQueen, Laudomia Pucci Deputy Chairman & Image Director di Emilio Pucci, Hirofumi Kurino Co-Founder & Creative Advisor di United Arrows, Christina Fontana Director of Business Development di Alibaba Group e Alexander Werz Global Executve Director di Karla Otto; i creativi come l’artista britannico Philip Colbert, il fashion designer Bernhard Willhelm, la top model e attivista Lea T e il fotografo tedesco Sven Marquardt; l’education con Simon Ungless dalla Academy of Art di San Francisco, Fabio Piras di Central Saint Martins, oltre a Danilo Venturi e Linda Loppa per Polimoda; infine il talent development con Sara Kozlowski, Director of Education and Professional Development del CFDA, Mariasole Pastori, Talent Acquisition Manager di Eyes on Talent e Luca Rizzi, Tutoring & Consulting Director di Pitti Immagine.

I designer
La sfilata conclude il secondo anno di collaborazione con Sara Kozlowski, CFDA Director of Education and Professional Development, che è stata speciale Mentor degli studenti di Fashion Design nello sviluppo di una propria identità creativa e professionale. Giunti al termine di un percorso di formazione durato quattro anni, i venti designer sono stati selezionati tra tutti i diplomandi in Fashion Design per presentare la propria collezione di sei outfit, sintesi ultima di una raggiunta maturità creativa che sancisce il passaggio da studenti a designer e il primo effettivo ingresso nel mondo della moda.
I designer sono Giulia Baratti (Italia), Violetta Bretschneider (Germania), Manuel Calabrese (Italia), Yada Fei (Cina), Niccolò Fontanelli (Italia), Siria Giampietro (Italia), Benedetta Giannessi (Italia), Andrea Grossi (Italia), Miaomiao Jia (Cina), Kyungdeok Kim (Corea del Sud), Angelina Kriventsova (Russia), Ketty Lin (Italia), Giorgio Matteo Lorusso (Italia), Francesco Malandrini (Italia), Benedetta Marcucci (Italia), Ambra Meineri (Italia), Giacomo Nasi (Italia), Mirea Papotto (Italia), Valentine Tinchant (Belgio) e Ting Xiong (Cina).

La Location
Con Supernature gli spazi industriali di Manifattura Tabacchi tornano ancora una volta a vivere grazie alla creatività di Polimoda, mentre giorno dopo giorno prende forma la terza sede dell’istituto presso l’iconico edificio dell’orologio, la cui inaugurazione è prevista a breve. 6000 metri quadrati che grazie ad un restauro conservativo e a una riorganizzazione ad hoc degli spazi ospiteranno laboratori di confezione, maglieria, studi fotografici, laboratori informatici, oltre ad aule di disegno e di teoria e a un moderno auditorium, per accogliere un totale di circa 800 studenti. Uno dei più suggestivi monumenti industriali della città, che dopo quasi due decenni di abbandono ha iniziato la sua trasformazione in un nuovo centro di cultura e vita contemporanea.

Per ulteriori informazioni: https://www.polimoda.com/supernature/