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martedì 12 novembre 2019

"Storie Differenti", il festival di teatro e narrazione dei Chille de la balanza a San Salvi

31-08-2019

È ancora Estate... a San Salvi! Dopo 3 mesi di attività e già 4.000 spettatori ai tanti spettacoli di teatro, musica e cinema, eccoci all’appuntamento più atteso. Parliamo di “Storie Differenti”, il Festival di teatro e narrazione, giunto alla sua 6^ edizione, che si svolgerà da sabato 31 agosto a domenica 8 settembre 2019. Il Festival - che si realizza all’interno di Estate fiorentina 2019 e grazie al decisivo sostegno di Regione Toscana (progetto Residenze) e MiBAC - nasce nel 2014 all’interno di un progetto europeo di storytelling chiamato “Seeing Stories”, che vide con i Chille partners provenienti dalla Scozia, dal Portogallo e dalla Germania. I Chille furono invitati a partecipare a Seeing stories grazie alla Passeggiata “C’era una volta…il manicomio”, che aveva raggiunto una tale notorietà da essere individuata come Passeggiata patrimoniale all’indomani della Convenzione di Faro (Portogallo) dell’ottobre 2005. Negli anni il progetto è proseguito autonomamente, fuori da quello iniziale europeo e trovando ogni volta nuovi percorsi su cui fare ricerca. La crescente partecipazione di gruppi e compagnie italiane ha anche fatto sì che il Festival si arricchisse di narrazioni in diversi linguaggi come il teatro, la musica, la poesia e lo storytelling.

L’edizione di quest’anno, collocata all’interno del progetto “Abitare i confini” ruota intorno al tema scelto dai Chille “Siamo tutti migranti, veniamo da terre assai lontane”. Verranno a raccolta e testimonianza Artisti e Compagnie teatrali provenienti da realtà storiche del panorama nazionale (Lemming, Selve, Periferico, Invito, Catinari) e compagnie toscane presenti nel RAT Residenze Artistiche Toscane (Teatro Popolare d’Arte, Catalyst, Diesis Teatrango), tutte impegnate sui temi dell’accoglienza e della diversità. Non è quindi un caso che l’apertura, sabato 31 agosto alle ore 21.30, sia affidata ad Ascanio Celestini e Alessio Lega, per la prima volta a San Salvi! Già da molti anni Celestini e Lega inventano e presentano insieme in tutt’Italia spettacoli su temi di forte impatto sociale: ne sono esempi il racconto della storia di Davide Bifolco, il ragazzo napoletano ucciso da un carabiniere al rione Traiano a Napoli, e "E ti chiamaron matta" - spettacolo raccontato e cantato sui vecchi e nuovi manicomi. Nell’estate che i Chille dedicano al tema “Siamo tutti migranti”, Ascanio Celestini e Alessio Lega - recente vincitore del premio Tenco - propongono insieme ad apertura del Festival un nuovo spettacolo: “Migranti santi presunti latitanti. Un rito di canti e racconti.

A seguire, domenica 1° settembre alle 21, in scena i Chille de la balanza con la prima assoluta di “Dialoghi di profughi” dall’omonimo testo incompiuto di Bertolt Brecht. Si tratta di un’opera autobiografica del 1940, ma oggi di sconcertante attualità: “Sempre mi è parso erroneo il nome che ci han dato: emigranti. Questo significa: espatriati. Ma noi non siamo espatriati volontariamente altro paese scegliendo. E nemmeno siamo espatriati in un paese, per restarvi, possibilmente per sempre. Siamo fuggiti, invece. Espulsi noi siamo, banditi. E non casa, ma esilio dev’essere il paese che ci ha accolti”. Lo spettacolo si apre con Brecht (interpretato da Claudio Ascoli) che, in esilio, porta con sé solo i suoi unici e contrastati amori: Helene, Ruth e Margarete, sue collaboratrici artistiche e rispettivamente anche moglie ed amanti; e soprattutto il suo baule, pieno zeppo di manoscritti. Nel ristorante della stazione ad Helsinki lo trovano due giovani attori, interpretati da Matteo Pecorini e Rosario Terrone, lì arrivati per chiedergli un testo da mettere in scena: - la prima cosa che dovete imparare è l’arte dell’osservazione – dice Brecht. D’un tratto, lo spazio si trasforma: il locale diventa un teatro dove Brecht è regista mentre i due attori, in prova, si interrogano, dialogando, sulle controversie della società: “La metta così: dove niente sta al posto giusto, c’è disordine. Dove al posto giusto non c’è niente, lì c’è ordine. L’ordine oggigiorno si ha soprattutto là dove non c’è niente. È un fenomeno di carenza”.

Da non perdere, dopo il successo dello scorso anno, il ritorno degli shorts teatrali Corpo, sempre proposti dai Chille, agiti negli ultimi quattro giorni del festival, ad apertura di serata (5-6-7-8 settembre). Questi corti, il cui sottotitolo recita Germogli di teatro a San Salvi, vedranno i Chille impegnati in frammenti di nuove creazioni da autori da anni di casa a San Salvi: Pasolini, Lispector, Dürrenmatt e De Luca. In tutti i germogli, i corpi di Claudio Ascoli, Sissi Abbondanza e Matteo Pecorini infetteranno teatralmente diversi spazi sansalvini che il pubblico scoprirà, sera dopo sera.

Programma 

31 agosto 2019 ore 21.30 | Ascanio Celestini e Alessio Lega | Migranti santi presunti latitanti, un rito di canti e racconti
Discorsi e ritornelli da bar, l’incontro – consueto ma sempre improvvisato – fra le storie di Ascanio e i canti di Alessio sono come un ininterrotto incrocio di voci attorno al bancone.
Il bar è l’ultimo luogo dove si va a cercare lo spirito in un bianchino, dove si leggono i giornali che ormai sembrano essi stessi discorsi da bar. Dove si sbraita di migranti, di lavoro rubato ma dove dopo un bicchiere si può ancora offrire da bere a uno sconosciuto.
Questo spettacolo, nel quale le storie aguzze e disturbanti, comiche come una lama di Ascanio incontrano i canti appassionati e ribelli di Alessio, rinnova il mestiere del cantastorie celebrando il rito dell’incrocio di voci al bar. Attenzione questo non è teatro-canzone, questa è vita.

1 settembre 2019 ore 21.00 | Chille de la balanza | Dialoghi di profughi prima assoluta (in caso di pioggia, spettacolo al chiuso) 
Dopo un primo studio lo scorso anno, i Chille producono uno spettacolo dal testo incompiuto di Bertolt Brecht “Dialoghi di profughi”.
1940. Al ristorante della stazione di Helsinki, seduto ad un tavolo, un uomo scrive senza sosta. È l’esiliato Bertolt Brecht immerso nei suoi “Dialoghi di profughi”. Ecco arrivare due giovani attori: vengono da Copenaghen, dove hanno recitato Teste tonde e teste a punta, altra commedia brechtiana. D’un tratto il ristorante si trasforma in Teatro e dai fogli prende vita il divertente e tragico dialogo tra uno strano intellettuale, Ziffel e un non meno strano operaio, Kalle.
“Il passaporto è la parte più nobile di un uomo. E difatti non è mica così semplice da fare come un uomo. Un essere umano lo si può fare dappertutto, ma un passaporto, mai.”

2 settembre 2019 ore 21.00 | Teatro delle Selve | Dino Campana, un poeta camminante prima assoluta (in caso di pioggia, spettacolo al chiuso) 
Campana fu poeta camminante, tutta la sua poesia è profondamente immersa in questo vagare nell’anima del paesaggio italiano tra Toscana, Emilia-Romagna, Liguria e Umbria. In seguito alle note vicende Campana fu rinchiuso in manicomio, dove uno psichiatra di nome Carlo Pariani lo sottopose a un ciclo di interviste per cercare di comprendere il nesso follia-genio.
Nell'interpretazione, il poeta, pur essendo ancora libero di vagabondare, è già imprigionato nelle sue ossessioni che si materializzano prendendo la forma di diverse figure “persecutorie”. Incalzato da queste il poeta fugge e allo stesso tempo trascina con sé gli spettatori in un corto circuito metateatrale tra desiderio di fuga e strategia di racconto o rappresentazione.

3 settembre 2019 ore 21.00 | Teatro Popolare D’Arte | Mare Mosso (in caso di pioggia, spettacolo al chiuso) 
Uno spettacolo d’avventura, si salpa per il Mediterraneo insieme a due pescatori: un padre, lupo di mare, e un figlio che sta imparando la nautica e che, insieme alla paura del mare e allo stupore per tutto ciò che contiene, ha una gran voglia di partire. Nel viaggio dei nostri due protagonisti la geografia reale del Mediterraneo si mescola a una geografia fantastica. Antichi miti ci appariranno quasi nuovi, quando solcheremo le acque calme o quando il mare mosso ci farà provare la tempesta. In questa fiabesca confusione fra reale e immaginario alla fine appaiono loro, i migranti: anche loro solcano il Mediterraneo che è stato per millenni il centro di grandi civiltà, il fecondo luogo di incroci di lingue e culture. Come Ulisse e come noi, che cerchiamo sempre altri lidi, i migranti sono dei grandi viaggiatori.

4 settembre 2019 ore 21.00 | Teatro del Lemming | Odisseo, viaggio nel teatro (spettacolo al chiuso)
Si dimentica spesso che questa grande epopea che fonda la nostra cultura e la nostra coscienza collettiva, inizia e finisce con una strage: quella dei troiani – quella dei proci; e ci ricorda che nella nostra storia personale e collettiva non passa un solo giorno che da qualche parte nel mondo non si combatta una guerra. Il viaggio di Odisseo presuppone una partenza ed un ritorno: da Itaca a Itaca. Questo viaggio possiede un andamento sincronico: come in un sogno, tutto accade contemporaneamente. Il Teatro è forse l’unico luogo in cui – come per Odisseo il Mare – ciascuno di noi può reincontrare i propri fantasmi e riconquistare così la sua Itaca. Metafora di un teatro che può essere attraversato compiutamente e a cui tornare diversi eppure uguali.

5 settembre 2019 ore 21.00 | Teatro Invito | Vengo anch’io! omaggio a Jannacci, Gaber, Fo
(in caso di pioggia, spettacolo al chiuso) 
Un tuffo nella Milano degli anni '60 e '70 e in quell’ambiente culturale dell’accoglienza in cui hanno convissuto artisti del calibro di Enzo Jannacci, Giorgio Gaber e Dario Fo. Un periodo che ha avuto per protagonista un gruppo di colleghi, certo, ma soprattutto di amici, che vivevano in una città che ha dato voce anche a personalità del calibro di Nanni Svampa, Ivan della Mea, Herbert Pagani, Giorgio Strehler, Beppe Viola e Alda Merini.
Una grande festa tra parole e musica che farà rivivere un’epoca, una città e degli artisti che sono stati fondamentali per l’arte e la cultura italiane. Si incontreranno, di parola in parola e di canzone in canzone, personaggi popolari e leggendari allo stesso tempo. Una passeggiata sul filo tra canzonetta e letteratura, tra teatro e divertissement.

6 settembre 2019 ore 21.00 | Diesis Teatrango | Il silenzio di tante voci (spettacolo al chiuso)
Lo spettacolo nasce raccogliendo e centrando parole, atteggiamenti che, intorno agli stranieri, attraversano il nostro vissuto quotidiano. Vengono messe a fuoco alcune situazioni e luoghi comuni che maggiormente caratterizzano la condizione di chi lascia o è costretto a lasciare il proprio paese, fra dramma e speranza.
La performance costruisce un racconto che si fa specchio di eventi, pregiudizi, immagini e rappresentazioni di una realtà.
Parlare per luoghi comuni è infatti un tentativo di dare e darci risposte senza rapportarci agli altri, che non ci consente però di andare oltre, di vedere che ci potrebbe essere altro, un altro che non conosciamo.

a seguire | Davide Catinari | Periferie dell’infinito
Parole, musica e segni per raccontare esistenze al limite, vissute e terminate pericolosamente, in bilico tra libertà individuale e tormenti interiori. Una linea temporale sospesa tra la Hollywood degli anni ‘ 20 e le avanguardie europee degli anni ’60, dentro la quale rivivono le vite di Pepi Lederer, aspirante icona dell’America di Fitzgerald, Alberto Greco, poeta e pittore argentino inventore dell’informalismo, Francesca Woodman, rivoluzionaria fotografa statunitense.
Socialità, alienazione, vita, morte, stazioni immaginarie dell’universo di ogni essere umano, passeggero senza bagaglio nel viaggio quotidiano al centro di se stesso, confuso nella marginalità di un infinito che gli è impossibile comprendere.

7 settembre 2019 ore 21.00 | Teatro Periferico | Con me in Paradiso (in caso di pioggia, spettacolo al chiuso)
Lo spettacolo si sviluppa su due storie parallele: la prima è il racconto di due moderni “ladroni”, il padrone di una ex fabbrica e un extracomunitario, entrambi in fuga dalla polizia; la seconda è la storia vera del gruppo di lavoro che si è creato attorno alla messa in scena del copione omonimo: gli attori di Teatro Periferico e alcuni richiedenti asilo. Dopo essere partiti dal testo di Mario Bianchi, il lavoro si è intrecciato con il vissuto dei partecipanti al laboratorio. Così, alla finzione della vicenda si è andata sovrapponendo la vita reale: tutto è entrato a far parte della drammaturgia, perfino le accese discussioni sulla religione, le differenze di veduta sul rapporto uomo-donna, le tensioni legate all’attesa di un permesso che non arriva mai…

8 settembre 2019 ore 21.00 | Catalyst | Clandestino (in caso di pioggia, spettacolo al chiuso) 
Clandestino è un progetto teatrale ideato e realizzato per raccontare la storia d’Italia attraverso lo sguardo degli immigrati di ieri, di oggi e domani. Il titolo stesso, termine usato per lo più con una connotazione feroce e dispregiativa, viene riproposto sotto nuova luce, con una valenza inaspettata e provocatoria, che lo trasforma addirittura in una possibile via d’uscita. Lo spettacolo vuole essere un luogo d‘incontro tra culture diverse e lo fa a cominciare dal cast formato da due italiani e un albanese. Di quest’ultimo viene raccontata quella che è una vera e propria avventura una delle tante storie di fuga dalla disperazione e dalla povertà ancora troppo poco raccontate.

Ingresso intero 12€, Arci/Coop 10€, Carta Studente della Toscana 8€. Il biglietto consente anche di partecipare a Corpo, germogli di teatro. Sono previsti mini-abbonamenti a 15€ che permettono di partecipare a 3 diversi spettacoli! Data la limitatezza dei posti disponibili, si consiglia una tempestiva prenotazione: tel. 055 6236195, whatsapp 335 6270739, mail info@chille.it.

CONTROANNIVERSARIO DI SAN SALVI, 9 SETTEMBRE 2019
San Salvi, manicomio nella periferia di Firenze, con 32 ettari e 20 padiglioni, era una vera e propria città nella città. L’inaugurazione (formale) del manicomio risale al 9 settembre 1890 come si evince da alcuni giornali del tempo. Da allora i cancelli di San Salvi rappresentarono per tanti un punto di non ritorno, e di violenza.
Da alcuni anni i Chille de la balanza, in collaborazione con il Quartiere 2, organizzano il contro-anniversario della data di inaugurazione del manicomio di San Salvi con una giornata di festa e di riflessione.
Il progetto di quest’anno è davvero singolare: E il copione? Il copione dov’è? Dentro di noi, signore. Il dramma è dentro di noi è un film documentario realizzato a Cuneo con interviste ad alcuni ospiti, ma anche artisti, del Centro diurno di Ceva. Dopo la proiezione ci sarà un incontro-dibattito in cui saranno presenti il regista del film documentario Remo Schellino, lo psichiatra Raffaele Gozzi del servizio psichiatrico dell’Asl Cn1, ed alcuni dei singolari attori e protagonisti del progetto.
In programma lunedì 9 settembre alle ore 21 per condividere tutti insieme l’idea del superamento del manicomio.
L’ingresso è libero, non mancate!

Ulteriori informazioni su www.chille.it.