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giovedì 28 maggio 2020

Aaron Parks Little Big e She is analog in concerto alla Sala Vanni di Firenze

15-11-2019
Venerdì 15 novembre 2019, alle ore 21.15, Musicus Concentus con Firenze Jazz Festival presenta, per la rassegna A Jazz Supreme 2019, Aaron Parks Little Big e She is analog in concerto presso la Sala Vanni in Piazza del Carmine.

Il pianista Aaron Parks debutta sulla prestigiosa etichetta Blue Note a soli venticinque anni con Invisible Cinema, seguito da altri tre dischi sempre su Blue Note con il trombettista Terence Blanchard; la BBC lo dichiara uno dei migliori album dell’anno, Jazz Time lo nomina come “un visionario”. Realizza due album anche con la ECM, tra cui un piano solo ed uno in trio registrato con Billy Hart e Ben Street. Parks ha collaborato con Kurt Rosenwinkel, Dhafer Youssef, Terri Lyne Carrington, Ambrose Akinmusire, Gretchen Parlato, Kendrick Scott e molti altri; è un membro fondatore dei James Farm con Joshua Redman, Matt Penman e Eric Harland, ed il suo ultimo progetto, Aaron Parks & Little Big ha debuttato lo scorso anno.
Little Big è appunto la nuova band di Aaron Parks, che in qualche modo continua la traiettoria tracciata nel 2008 da Invisible Cinema, con una particolare attenzione aella scrittura melodica, ai ritmi moderni e alla narrativa. I compagni Greg Tuohey alla chitarra, DJ Ginyard al basso elettrico e Tommy Crane alla batteria (già nota conoscenza del Musicus) portano la loro esperienza non solo dall’improvvisazione, ma anche dall’elettronica, dall’R&B, dall’inide pop… La musica di questa band è senz’altro senza generi, fluida, che crea un mondo totalmente a parte.
Aaron Parks Little Big: Aaron Parks/ pianoforte; Greg Tuohey/ chitarra; DJ Ginyard/ basso; Tommy Crane/ batteria; 

L’idea di She’s analog è quella di una musica creata collettivamente, che a partire da uno spunto compositivo sempre più esile, siarricchisce di un’improvvisazione sempre più radicale. I musicisti tutti contribuiscono a creare una tessitura sonora ricca e coerente intrecciando l singoli strumenti che non sono più direttamente riconoscibili come tali.
Le composizioni allora diventano come fragili architetture, che non costringono mai nella propria struttura: suggeriscono, lasciano intuire, intravedere uno spazio interiore. La creazione improvvisata, non è mai vera e propria fuga solista: il dialogo tra i musicisti è continuo e giocato tutto sul piano sonoro; armonia e melodia diventano quasi aspetti secondari rispetto alla continua ricerca di soluzioni sonore.
She’s analog: Stefano Calderano/ chitarra, fx; Luca Sguera/ rhodes, basso, fx; Giovanni Iacovella/ batteria, fx.

Per maggiori informazioni: www.musicusconcentus.com