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sabato 30 maggio 2020

"Cosimo I. Spolveri di un grande affresco" la mostra al Museo de' Medici a Firenze

26-11-2019
Opere, reliquie e curiosità provenienti da collezioni private, quindi per lo più "mai viste", della più grande dinastia Toscana. Apre al pubblico il 26 novembre 2019, nel nuovo Museo de’ Medici di Firenze (via dei Servi, a metà strada tra la Cattedrale e la Basilica della Santissima Annunziata) la mostra "Cosimo I. Spolveri di un grande affresco", che celebra il Granduca nel suo cinquecentenario, e proseguirà fino al 24 marzo 2020, data scelta per ricordare la fine dell'anno fiorentino il giorno della vigilia dell’Annunziata.

Curata dall’antiquario e esperto della Dinastia Medici, Alberto Bruschi, l'esposizione presenta una selezione di opere e oggetti provenienti da collezioni private, non musealizzati, in tutto si tratta di una quindicina di pezzi tra dipinti, reliquie, curiosità manoscritti, medaglie, libri a stampa e oggetti di vario genere che hanno come denominatore comune la figura di Cosimo I.

Una delle opere più importanti esposte è il quadro-bozzetto preparatorio di Jacopo Ligozzi per il dipinto su lavagna nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, dal titolo Bonifacio VIII riceve gli ambasciatori fiorentini, che l’artista terminò nel 1592 e il cui disegno è oggi conservato nel Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi. La scena doveva illustrare il momento in cui papa Bonifacio VIII nel 1295, vedendosi attorniato dagli ambasciatori fiorentini che gli rendevano omaggio, esclamò che i fiorentini erano il quinto elemento della Terra, alludendo ovviamente ai quattro elementi costitutivi del cosmo della filosofia presocratica. Solo che Ligozzi pose sul fondo dell’immagine la personificazione della Toscana al centro, affiancata invece che dai quattro elementi, dai quattro continenti, considerando, dunque, anche l'America.

Da non dimenticare il Ritratto di Cosimo I attribuito all’Allori e due reliquie di Pio V, il Papa che incoronò Granduca Toscana nel 1569 Cosimo I, ovvero il Guanto della mano destra di San Pio V con il quale benedisse le truppe della Battaglia di Lepanto e donato a Marcantonio Colonna e poi una Pantofola, una di quelle che Cosimo dovette baciare il giorno della sua incoronazione granducale. Questa infatti rappresentò il momento di maggior importanza della politica cosimiana in quanto assicurò legittimamente il potere alla famiglia Medici per altri due secoli.

Nel percorso espositivo si potranno ammirare anche due manoscritti (Provanze de Quarti di tutti i Cavalieri di S. Stefano Fiorentini dalla Fondazione della Religione sino a’oggi - Il tutto estratto da Libri della Cancelleria di Pisa e Origine, e Descendenza della Real Casa de Medici), uno spartito (Per le Cantore - Cavalieri di S. Stefano), alcuni libri a stampa, e ben quattro medaglie della settecentesca Serie Medicea, opera di Antonio Selvi, raffiguranti Cosimo I, Eleonora di Toledo, Camilla Martelli e il “misterioso” Don Fagoro (che in realtà era Don Pedricco, figlio del Granduca e di Eleonora, morto a meno di un anno di età, ma raffigurato dall’incisore come un giovinetto di almeno 15 anni e in armatura).

Completano la mostra 20 litografie su tela dei Granduchi e consorti del XVII e XVIII secolo, un Piombo per reggere la staffa di un elemento architettonico con stemma mediceo, il Ricamo dell'affresco perduto di Porta Romana Bando della fine della Repubblica Fiorentina e una placchetta che riporta la Legge sopra il vestire, Ornamenti, & altre Pompe delli Huomini, & Donne della Città, & contado di Fiorenza del 1568.

Aperto non a caso nell’anno che celebra i 500 anni trascorsi dalla nascita di Cosimo I e di Caterina de’ Medici, il nuovo Museo de’ Medici si sviluppa sul piano nobile di un antico palazzo che fu confiscato dalla famiglia Taddei a metà del XVI secolo da Cosimo I de' Medici per essere donato al consigliere segreto Sforza Almeni. Non solo Cosimo I e Eleonora di Toledo camminarono in queste stanze, ma anche artisti come Bartolomeo Ammannati e Giorgio Vasari, incaricati di decorare il palazzo di Sforza Almeni che, dopo aver ricevuto così tanta ricchezza, dal Granduca fu anche tragicamente ucciso!

Il progetto del Museo de’ Medici è frutto di una startup giovanile ideata da Samuele Lastrucci, giovane direttore d'orchestra che con la propria famiglia condivide una passione sfrenata per la Dinastia Medici, ed è sostenuto da una fitta rete di partnership: Polistampa, Paolo Penko, Tamara Pasquinucci, Massimo Poli, Hologriffe, Castello di Querceto, Tenuta di Grignano, Tenuta di Artimino, Tenuta Sette Ponti, Le Vie dei Medici, Circolo Numismatico Mediceo, Associazione Modellismo e Storia, Associazione Firenze Alchemica. Oggi lo stesso palazzo che trasuda storia da ogni angolo, è la location di un nuovo museo dedicato alla Dinastia Medici che si dipana in varie sale.

Infatti coniugando elementi reali e virtuali, il neonato Museo de’ Medici racconta la storia della famiglia che guidò il Granducato di Toscana per circa tre secoli attraverso sale tematiche, mostre temporanee, eventi, una libreria specializzata, incontri, presentazioni editoriali e conferenze. Di particolare interesse per il visitatore appare l’opportunità di poter ammirare opere d’arte e oggetti – per lo più reliquie e cimeli - provenienti da collezioni private, non musealizzati e quindi pressoché invisibili.

Per maggiori informazioni: www.museodemedici.com


AC