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martedì 31 marzo 2020

"La linea del colore", incontro con Igiaba Scego al Caffè Letterario Le Murate

19-02-2020
Un romanzo storico di intensa attualità. Mercoledì 19 febbraio 2020, alle ore 18.30, l’associazione culturale La Nottola di Minerva, nell’ambito della rassegna 'Identities. Leggere il contemporaneo', realizzato con il contributo del Comune di Firenze, propone la presentazione del libro "La linea del colore" di Igiaba Scego (Bompiani Editore) al Caffè Letterario Le Murate di Firenze (Piazza delle Murate, 1).
L’autrice dialoga con Eike Dieter Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi di Firenze, Leila El Houssi, Professoressa di Storia dei paesi islamici presso l’Università di Padova e Angelica Pesarini, Docente di Sociologia alla New York University di Firenze.

Quanti di noi scendendo oggi da un treno a Roma Termini ricordano i Cinquecento cui è dedicata la piazza antistante la stazione? È il febbraio del 1887 quando in Italia giunge la notizia: a Dògali, in Eritrea, cinquecento soldati italiani sono stati uccisi dalle truppe etiopi che cercano di contrastarne le mire coloniali. Un’ondata di sdegno invade la città. In quel momento Lafanu Brown sta rientrando dalla sua passeggiata: è una pittrice americana da anni cittadina di Roma e la sua pelle è nera. Su di lei si riversa la rabbia della folla, finché un uomo la porta in salvo. È a lui che Lafanu decide di raccontarsi: la nascita in una tribù indiana Chippewa, lo straniero dalla pelle scurissima che amò sua madre e scomparve, la donna che le permise di studiare ma la considerò un’ingrata, l’abolizionismo e la violenza, l’incontro con la sua mentore Lizzie Manson, fino alla grande scelta di salire su un piroscafo diretta verso l’Europa, in un Grand Tour alla ricerca della bellezza e dell’indipendenza. Nella figura di Lafanu si uniscono le vite di due donne afrodiscendenti realmente esistite: la scultrice Edmonia Lewis e l’ostetrica e attivista Sarah Parker Remond, giunte in Italia dagli Stati Uniti dove fino alla guerra civile i neri non erano nemmeno considerati cittadini. A Lafanu si affianca Leila, ragazza di oggi, che tesse fili tra il passato e il destino suo e delle cugine rimaste in Africa e studia il tòpos dello schiavo nero incatenato presente in tante opere d’arte. Igiaba Scego scrive in queste pagine un romanzo di formazione dalle tonalità ottocentesche nel quale innesta vivide schegge di testimonianza sul presente, e ci racconta di un mondo nel quale almeno sulla carta tutti erano liberi di viaggiare: perché fare memoria della storia è sempre il primo passo verso il futuro che vogliamo costruire.

Per ulteriori informazioni: www.lemurate.it