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giovedì 28 maggio 2020

"Detriti", le opere di Franco Monari in mostra alla SACI Gallery di Firenze

03-03-2020
Mercoledì 18 marzo 2020, alle ore 18.00, si terrà l'inaugurazione della mostra "Detriti - e le città saranno ripopolate e le rovine ricostruite…" di Franco Monari alla SACI Gallery di Firenze (Via Sant’Antonino 11).

La ricerca artistica di Monari spazia dalla fotografia alla pittura e oggetti. Le sue opere, esposte fino al 9 aprile 2020, trattano il passare del tempo e della memoria in maniera personale e biografica.
“Ho in mente un'idea di poesia visiva che spesso il mezzo fotografico non mi permette di raggiungere” – spiega Monari. “Dovrei dipingere, ma la pittura ha dei tempi troppo lunghi. La fotografia è più rapida, ma riporta dettagli inutili. Il mio approccio mi permette di prendere in mano i miei ricordi, modellarne la forma ed i colori, per poi fissarli in una fotografia che altrimenti non riuscirei a ottenere.”

Infatti, anche se sembrano degli object trouve, le composizioni nelle sue foto non sono mai semplicemente documentate in loco, ma ricostruite all'interno dello studio d’artista secondo le sue esigenze personali. Un oggetto quindi perde la connessione con la storia del luogo di cui faceva parte, ma acquisisce una nuova storia, un racconto personale costruito dall'artista tramite il colore e l'utilizzo di diverse tecniche artistiche.
Importante è anche l’iconizzazione dell’oggetto trapiantato e ricostruito, riprodotto nell'immagine fotografica che lo rende iconico, degno di essere rappresentato e ricordato. Anche se gli oggetti rappresentati sono indefiniti, senza un'identità ben chiara e la loro collocazione temporale rimane enigmatica, acquisiscono la capacità di accendere l’immaginazione. Essi diventano la rovina che, citando Auge “sfugge al tempo reale”, quella che riesce a risvegliare nello spettatore “la coscienze della mancanza” e diventa per ciascuno spettatore il proprio simbolo del tempo perduto o del desiderio ancora da costruire.

Paesaggi interiori, con un'atmosfera metafisica, indefinita, immobile, contenente solo l'essenza delle forme e dei colori. Sono paesaggi che l'autore ha visto, nei quali ha vissuto o semplicemente con i quali ha instaurato un intimo legame, ricostruiti, come dalla citazione di Ezechiele nel sottottitolo, seguendo un processo personale, che nella mostra in parte svela mettendo a vista alcune fasi della creazione.

Per maggiori informazioni: www.saci-florence.edu