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giovedì 22 ottobre 2020

Le Biblioteche comunali fiorentine celebrano Maria Montessori a 150 anni dalla nascita

31-08-2020
Dal 31 agosto 2020 le Biblioteche comunali fiorentine dedicano una bibliografia a Maria Montessori, una donna tra passato e futuro, a 150 anni dalla nascita.

In un momento di intenso dibattito sulla scuola e sulle nuove sfide educative da affrontare in vista della sua riapertura, può essere utile tornare ai principi pedagogici di Maria Montessori attraverso la lettura e l’approfondimento delle sue opere e all’universalità del suo messaggio di speranza e fiducia nelle potenzialità umane.

Al mondo dell'educazione oggi si richiede di formare un individuo capace di governare il cambiamento e soprattutto di coglierne le opportunità. Maria Montessori ci ricorda che il bambino deve essere posto al centro non solo del processo educativo, ma anche della società, che gli “oppressi della società sono pure gli oppressi della scuola”, come avrebbe scritto anche Don Milani alcuni decenni dopo. Un paese che non ha a cuore la scuola e l’istruzione dei suoi giovani, ci avverte, è un paese senza futuro.

Montessori impegnerà tutta la sua vita per realizzare questa visione cercando di rimuovere gli ostacoli all’innata capacità del bambino di apprendere con un metodo scientifico fondato sull’osservazione. La sua concezione del bambino come persona da rispettare e competente fin dalla nascita costituisce la struttura fondante della sua rivoluzione pedagogica. Il bambino è capace di apprendere da se stesso attraverso la sperimentazione personale se messo in condizione di farlo, in un ambiente pensato a sua misura e con materiali che stimolino la sua curiosità e il desiderio di scoperta. L’educatrice/tore e l’insegnante hanno il compito di favorire questo processo, di predisporre l’ambiente perché il bambino possa attivare un percorso di autoeducazione ("L’autoeducazione nella scuola elementare", 1916), evitando di sostituirsi e mettendosi in ascolto della voce e dei suoi movimenti.

Alla base di questo pensiero c’è la massima fiducia nell’interesse spontaneo del bambino, nel suo impulso naturale ad agire e a conoscere. Queste intuizioni si condensano nella sua opera fondamentale, "Il metodo della Pedagogia scientifica", pubblicata in una prima edizione nel 1909 dopo l’apertura della prima Casa dei Bambini a Roma nel 1907 nel quartiere operaio di San Lorenzo, un’esperienza didattica che le deriva dal suo lavoro di psichiatra in un manicomio per bambini.

Il Metodo si riferisce all’educazione del bambino dalla nascita all’età adulta - "Dall’infanzia all’adolescenza" (1948) "Formazione dell’uomo" (1949) - e grazie anche alla sua forte determinazione si diffonderà in tutta Europa e nel mondo riscuotendo apprezzamenti da personaggi di spicco nello studio dello sviluppo infantile come Jean Piaget, Sigmund e Anna Freud. Montessori capisce che è fondamentale la condizione di vita delle madri lavoratrici partecipando alle lotte per migliorare le condizioni di lavoro delle donne e per un loro riconoscimento sociale.

È convinta che il futuro dell’umanità e la pace del mondo ("Educazione e pace", 1949) siano determinate dalla cura e dall’educazione dei bambini soprattutto dei più svantaggiati a partire dall’educazione in famiglia ("Il bambino in famiglia", 1936) e dalla formazione degli insegnanti. Il contributo del metodo Montessori costituisce un percorso integrato dalla nascita e fino ai 18 anni capace di raccogliere le sfide di oggi mettendo al centro l’educazione come presupposto di ogni apprendimento.

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