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domenica 14 luglio 2024

Ádám Fischer dirige l'Orchestra del Maggio in un programma dedicato a Mozart e Haydn

15-10-2020
Un programma tutto dedicato alla musica tardo settecentesca di Mozart e Haydn quello proposto dal Teatro del Maggio Musicale Fiorentino il 15 ottobre 2020 alle 20.00, quando salirà sul podio e si esibirà al pianoforte il maestro Ádám Fischer, direttore musicale generale dell'orchestra austro-ungarica Haydn, direttore principale della Danish National Chamber Orchestra e direttore principale della Düsseldorf Symphony Orchestra, che ritorna a Firenze a distanza di quasi un anno (il suo ultimo concerto al Maggio è datato 3 dicembre 2019, quando salì sul podio per sostituire il maestro Zubin Mehta nella direzione di un concerto su musiche di Mozart). Fischer, tra i più importanti interpreti di musica haydniana, dirigerà l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e il soprano Anna Prohaska nella Sinfonia In Do Maggiore K. 425 Linz e in Ch’io Mi Scordi Di Te?... Non Temer, Amato Bene, Scena K. 505 di Wolfgang Amadeus Mozart e in Berenice, Che Fai?, Cantata Hob. Xxiva:10 e nella Sinfonia In Mi Bemolle Maggiore Hob. I:103 Mit Dem Paukenwirbel di Franz Joseph Haydn.

Ádám Fischer
Considerato uno dei più importanti direttori d’orchestra della sua generazione, è nato nel 1949 a Budapest e ha studiato con Hans Swarowsky. Convintosi fin da giovanissimo che la musica può e deve essere portatrice di un messaggio, ha fondato, nel 1987, la Österreichisch-Ungarische Haydn Philharmonie con musicisti austriaci e ungheresi col duplice scopo di superare le barriere della “cortina di ferro” e i pregiudizi nei confronti della musica di Franz Joseph Haydn, tanto che la sua incisione delle 104 sinfonie haydniane resta insuperata. Una costante caratteristica dell’impegno di Ádám Fischer si manifesta anche grazie alla fondazione dell’Haydn Festival di Eisenstadt, divenuto nel corso di 30 anni un centro internazionale per l’esecuzione della musica di Haydn. Sia a Bayreuth, dove è stato nominato Conductor of the Year dalla rivista Opernwelt per il suo apprezzatissimo debutto nel Ring nel 2001, come alla Metropolitan Opera o al Teatro alla Scala, sul podio dei Wiener o dei Berliner Philharmoniker, dell’Orchestra of the Age of Enlightenment o al Festival di Salisburgo, Ádám Fischer è riconosciuto, dal pubblico come dai musicisti, come interprete capace di collegare la musica alle altre espressioni artistiche: non è un “boss”, né “il Maestro”, ma un motivatore che sviluppa un alto livello di competenze e di responsabilità personale nei membri delle sue orchestre, combinando così le qualità di un moderno direttore primus inter pares, con quelle di un classico Kapellmeister. La sua profonda conoscenza del mondo dell’opera e il suo insolitamente vasto repertorio derivano dai tradizionali percorsi di una carriera iniziata come répétiteur (a Graz) fino a divenire General Music Director a Friburgo, Kassel, Mannheim e Budapest, così da essere considerato dai cantanti e dalle orchestre come un intuitivo e sensibile partner. La svolta internazionale della sua carriera avviene nel 1978 quando subentra a Karl Böhm, dirigendo Fidelio alla Bayerische Staatsoper: da allora si è esibito in tutti i maggiori teatri d’opera del mondo in importanti produzioni. Il legame più stretto si è realizzato con la Wiener Staatsoper: dopo il suo debutto nel 1980 con Otello, vi ha diretto infatti 26 diversi titoli e nel 2017 è stato nominato Membro onorario della prestigiosa istituzione. Divenuto Chief Conductor della Danish Chamber Orchestra nel 1998, vi ha trovato partners ideali per le sue idee interpretative innovative e radicali: musicisti dalla mente aperta e felici di sperimentare nuovi percorsi. Insieme, in molti anni di collaborazione, hanno raggiunto uno stile personalissimo, incidendo l’integrale delle sinfonie di Mozart (International Classical Music Award 2015) e, nel 2019, delle musiche di Beethoven: Ádám Fischer si è così avventurato in nuovi territori in termini di interpretazione musicale con grande successo internazionale. Altro momento fondamentale della sua carriera è la creazione, nel 2006, dei Wagner Days a Budapest: insieme a Gábor Zoboki, l’architetto del Palazzo delle Arti (MUPA), ha realizzato la sua idea di rappresentare le opere di Wagner in una sala da concerto coinvolgendo tutto lo spazio della sala in un’esperienza artistica eclettica, focalizzata sulla musica di Wagner. I Wagner Days di Budapest, sotto la direzione artistica di Ádám Fischer, si sono af- fermati come un Festival dell’opera wagneriana di alto livello, tanto da essere definiti dal New York Times: “Bayreuth sul Danubio”. Come Direttore principale dei Düsseldorfer Symphoniker ha iniziato nel 2015 un ciclo Haydn-Mahler, accolto con grande favore; oltre a eccellenti recensioni su importanti riviste, le sue incisioni mahleriane hanno ricevuto prestigiosi riconoscimenti: il BBC Music Magazine Award 2019 e l’Opus Klassik 2019 come miglior incisione orchestrale dell’anno. Ádám Fischer usa il suo successo presso il pubblico internazionale impegnandosi a favore dei diritti umani e della democrazia: ne sono testimonianza l’Human Rights Award della Tonhalle di Düsseldorf, che ha promosso ogni anno dal 2014 e le richieste del suo aiuto e intervento in occasione di scottanti questioni internazionali. Per il suo impegno, ha ricevuto, fra l’altro, il Wolf Prize della Wolf Foundation di Gerusalemme e la Gold Medal in the Arts del Kennedy Center di Washington ed è membro dell’Helsinki Committee for Human Rights da più di 20 anni. È inoltre membro onorario del Musikverein für Steiermark di Graz ed è stato insignito dell’Order of Dannebrog dalla Regina di Danimarca. Oltre ai suoi impegni a Düsseldorf, Copenaghen e Budapest per i Wagner Days (Das Ring des Nibelungen, Lohengrin), nella stagione 2020-21 sarà alla Bonn Beethovenfest, sul podio dell'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, dei Wiener Philharmoniker, della Chicago Symphony, dei Wiener Symphoniker, della Philharmonisches Staatsorchester Hamburg, al Teatro alla Scala (una nuova produzione de La Gioconda) e alla Wiener Staatsoper (Die Walküre e Die Zauberflöte).

Anna Prohaska
Soprano, anglo-australiano, ha studiato interpretazione, pianoforte e teoria musicale con Eberhard Kloke, prima di frequentare la Scuola di musica Hanns Eisler di Berlino e ha vinto numerosi premi, fra cui il Kunstpreis dell’Accademia delle Arti di Berlino. Anna Prohaska ha debuttato a 18 anni alla Komische Oper di Berlino come Flora in The Turn of the Screw di Britten e poco dopo alla Staatsoper Unter den Linden Berlin, del cui ensemble entra a far parte a 23 anni. Da allora ha iniziato una straordinaria carriera internazionale, esibendosi nei maggiori teatri d’opera e con le più celebri orchestre, anche se la Staasoper rimane la sua casa artistica, nella quale ha interpretato un vasto repertorio che include i ruoli di Anne Trulove, Susanna, Sophie, Pamina, Oscar, Blonde, Poppea, Euridice, Aricie, Ännchen e premières mondiali di opere di Beat Furrer e Peter Ruzicka, collaborando con famosi direttori quali Daniel Barenboim, Sir Simon Rattle, Philippe Jordan, Gustavo Dudamel e René Jacobs. Fra i più rilevanti impegni delle passate stagioni, ricordiamo Saul e Orlando al Theater an der Wien; Don Giovanni (Zerlina) alla Scala; Les Dialogues des Carmélites (Constance) e Falstaff (Nannetta) al Covent Garden di Londra; Die Entführung aus dem Serail (Blonde) all’Opéra de Paris; Alcina (Morgana) al Festival d’Aix- en-Provence; Der Rosenkavalier (Sophie) a Baden-Baden; Jephtha (Iphis) ad Amsterdam; The Rake’s Progress (Anne Trulove), Fidelio (Marzelline) e The Fairy Queen ancora al Theater an der Wien; Die Fledermaus (Blonde) all’Opera di Stato della Baviera e Les Indes Galantes (Adele e Phani) al Festival d’Opera di Monaco di Baviera del 2016, mentre nella stagione 2016/17 è stata l’artista principale alla Alte Oper Frankfurt. Ospite regolare del Festival di Salisburgo, vi ha cantato i ruoli di Zerlina, Despina, Deola (ne Al gran sole carico d’amore di Luigi Nono), Susanna, Cordelia (in King Lear di Aribert Reimann) e in concerto con la NHK Symphony e con i Wiener Philharmoniker. Molto richiesta anche in ambito concertistico Anna Prohaska si è esibita regolarmente con i Berliner Philharmoniker, fin dal suo debutto a 24 anni, diretta da Sir Simon Rattle, Daniel Harding e Claudio Abbado, nonché con i Wiener Philharmoniker e Pierre Boulez; l’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese e Mariss Jansons, Daniel Harding, Herbert Blomstedt e Yannick Nézet-Séguin; la London Symphony e Sir Simon Rattle; la Los Angeles Philharmonic e Gustavo Dudamel; la Cleveland Orchestra e Franz Welser Möst e la Boston Symphony e Christoph von Dohnányi. Nelle stagioni recenti è stata artista in residence alla Konzertahus Dortmund, all’Alte Oper Frankfurt e alla Philharmonie Luxembourg, mentre nel 2019 ha debuttato con Sir John Eliot Gardiner e l’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese eseguendo arie di Schumann e Haydn. La stagione passata l’ha vista interpretare Anna in Die lustigen Weiber von Windsor, diretta da Daniel Barenboim e Mélisande in Pelléas et Mélisande alla Hamburgische Staatsoper; Silvia in Violetter Schnee di Beat Furrer alla Deutsche Staatsoper e portare in tournée il programma Maria Mater Meretrix con la Camerata Bern e Patricia Kopatchinskaja, cantare in una serie di concerti con François-Xavier Roth e la Royal Con- certgebouw Orchestra, eseguire Les Illuminations di Britten a Ravenna, Ravello e Ingolstadt con la Budapest Festival Orchestra e Iván Fischer. La stagione attuale la vede debuttare il ruolo di Ismene in Mitridate alla Deutsche Staatsoper Berlin, direttore Marc Minkowski e interpretare Änn- chen in Der Freischütz alla Bayerische Staatsoper e Merab in Saul al Theater an der Wien, Medea con Il Giardino Armonico e Shakespeare & Music con Akademie für Alte Musik Berlin; è inoltre artista in residence alla Konzerthaus Berlin, dove prende parte a sette progetti, che includono lo Stabat Mater di Pergolesi, concerti con il pianista Caspar Frantz e recite di Der Freischütz. Altri concerti prevedono Les Illuminations con la Mahler Chamber Orchestra alla Elbphilharmonie Hamburg e con la NDR Elbphilharmonie Orchestra. Fra gli impegni futuri ricordiamo i suoi progetti: Paradise Lost (in tournée europea con il pianista Julius Drake) e Serpent & Fire con il Giardino Armonico, nonché la partecipazione al programma Glorious Revolution, ideato da La Folia Barockorchester, a Weimar. La straordinaria duttilità interpretativa di Anna Prohaska la fa eccellere sia nella musica antica che in quella contemporanea, come dimostrano le collaborazioni con Nikolaus Harnoncourt e Concentus Musicus; Academy of Ancient Music e l’ensemble Arcangelo e Jonathan Cohen; Les Violons du Roy e Bernard Labadie; Freiburg Barockorchester e Andrea Marcon e Lawrence Cummings, Akademie für Alte Musik Berlin e René Jacobs e Il Giardino Armonico e Giovanni Anto- nini e, nella musica contemporanea, le interpretazioni di Babylon di Jörg Widmann (Inanna, première mon- diale alla Bayerische Staatsoper); tre composizioni di Rihm: Mnemosyne e Requiem Strophen con i Berliner Philharmoniker e l’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese e Samothrake, con la Leipzig Gewandhaus Orchestra e Il rumore del tempo di Giacomo Manzoni con Maurizio Pollini. Per il cinema, ricordiamo il documentario The Fabulous World of Anna Prohaska con la regia di Andreas Morell (2013) e la partecipazione al film The Casanova Variations, regista Michael Sturminger a fianco di John Malkovich; mentre fra le incisioni segnaliamo la partecipazione a Take all my Loves, un album di Rufus Wainwright su una scela di Sonetti di Shakespeare con la BBC Symphony Orchestra (Deutsche Grammophon); Stabat Mater di Pergolesi; Die Entführung aus dem Serail con Yannick Nézet-Séguin e la Chamber Orchestra of Europe; Lulu Suite di Berg con i Wiener Philharmoniker; Cantate di Bach con Collegium 1704 e Václav Luks e Requiem di Mozart con la Lucerne Festival Orchestra e Claudio Abbado. Al suo primo album solistico, Sirène, realizzato nel 2011 per Deutsche Grammophon, hanno fatto seguito Enchanted Forest (2013) e Behind the Lines (2014). Il suo album più recente, Serpent & Fire: Arias for Dido and Cleopatra per Alpha con Il Giardino Armonico e Giovanni Antonini ha raggiunto in breve in Germania la vetta della classifica fra le registrazioni di musica classica.

Programma

Wolfgang Amadeus Mozart

Sinfonia In Do Maggiore K. 425 Linz
Adagio. Allegro Spiritoso / Andante / Menuetto. Trio / Presto

Franz Joseph Haydn
Berenice, Che Fai?, Cantata Hob. Xxiva:10
Per Soprano E Orchestra
Su Testo Di Pietro Metastasio
Recitativo. Cavatina. Recitativo. Aria

Wolfgang Amadeus Mozart
Ch’io Mi Scordi Di Te?... Non Temer, Amato Bene, Scena K. 505
Per Soprano, Pianoforte E Orchestra
Recitativo. Aria (Andante E Allegretto)

Franz Joseph Haydn
Sinfonia In Mi Bemolle Maggiore Hob. I:103 Mit Dem Paukenwirbel
Adagio. Allegro Con Spirito / Andante / Menuetto. Trio / Allegro Con Spirito.

Per maggiori informazioni: https://www.maggiofiorentino.com