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martedì 12 novembre 2019

Contemporary URSS

25-05-2007
Sono oltre 100 le opere dei 43 artisti provenienti da Armenia, Azerbaidzhan, Byelorussia, Estonia, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Georgia, Lettonia, Lithuania, Moldova, Russia, Ucraina, tra i quali figurano vari gruppi e collettivi, 10 i progetti speciali realizzati per questa articolata panoramica che oltre alle sale espositive invade tutti gli spazi del Centro Pecci, dalla facciata esterna al piano terra, dalla sala teatro all’ingresso. A 17 anni dalla mostra “Artisti russi contemporanei”, la prima rassegna presentata in Europa pochi mesi dopo il crollo del Muro di Berlino, il Centro Pecci propone un nuovo appuntamento con l’arte contemporanea dell’Est per cercare di capire, descrivere e illustrare la situazione delle arti dell’ultimo decennio in Russia e negli altri paesi dell’ex URSS dopo che il suo smisurato spazio geo-politico si è frammentato in numerose repubbliche indipendenti. Cosa è successo in questi territori dopo il dissolvimento di quella federazione? Che cosa produce, a quindici anni dalla così detta indipendenza, la scena artistica di quei paesi? Sono questi gli interrogativi a cui la mostra “Progressive Nostalgia” tenta di rispondere sostenendo l’ipotesi che si possa ancora guardare alla coscienza artistica e culturale di quest’area gigantesca come a un unico contesto, nonostante la caduta dell’Unione Sovietica e le differenze che hanno contrassegnato i processi di indipendenza e sviluppo dei paesi che un tempo ne erano membri.