Città di Firenze
Home > Webzine > "I fantasmi della nostra Storia", Fabrizio Gifuni al Teatro della Pergola di Firenze
mercoledì 21 febbraio 2024

"I fantasmi della nostra Storia", Fabrizio Gifuni al Teatro della Pergola di Firenze

28-11-2023

Fabrizio Gifuni restituisce una voce a Pier Paolo Pasolini e Aldo Moro. I Fantasmi della nostra Storia è il suo progetto che porta sulla scena del Teatro della Pergola Il male dei ricci da Ragazzi di vita e altre visioni, sintesi e nuova elaborazione drammaturgica di precedenti lavori dedicati a Pasolini (28 – 30 novembre 2023) e Con il vostro irridente silenzio, studio sulle lettere dalla prigionia e sul memoriale di Moro (1 – 3 dicembre 2023). Una produzione Associazione Culturale Cadmo.

Mercoledì 29 novembre 2023, alle 18, in collaborazione con La Città dei Lettori, Gifuni incontra il pubblico per raccontare temi e ragioni di un progetto che intende come non soltanto un esercizio di memoria, ma un rito collettivo più che mai necessario a un’intera comunità. L’ingresso è libero con prenotazione online su https://tinyurl.com/incontrogifuni. L’incontro è coordinato da Matteo Brighenti.

Il male dei ricci
A quasi vent’anni dal debutto di ‘Na specie de cadavere lunghissimo (2004) – spettacolo culto, andato in scena per dieci anni consecutivi, ideato e interpretato dall’attore, con la regia di Giuseppe Bertolucci – Fabrizio Gifuni ritorna alle pagine di Pasolini con una nuova drammaturgia originale: Il male dei ricci, al Teatro della Pergola dal 28 al 30 novembre. La rilettura di Ragazzi di vita – romanzo d’esordio dello scrittore – interpolata e storicizzata con altri scritti pasoliniani (poesie, lettere, editoriali, interviste) – dà vita a un racconto molto personale che l’attore­autore trasferisce in teatro, dialogando ogni sera con i rappresentanti della città, i cosiddetti spettatori, in un gioco di inedite prospettive e vertiginosi sdoppiamenti. L’attore si fa carico di portarci dentro le giornate di questi giovani ragazzi, ci restituisce la loro generosità e i loro egoismi, il comico, il tragico, il grottesco, la violenza di questo sciame umano che dai palazzoni delle periferie si muove verso il centro, in un percorso che è anche un rito di passaggio dall’infanzia alla prima giovinezza. Ma il corpo/voce di Gifuni ci costringe al contempo a misurarci con un fantasma poetico, una voce inquieta che continua a reclamare un ascolto. Ancora oggi “in direzione ostinata e contraria”.

Con il vostro irridente silenzio
Aldo Moro durante la prigionia parla, ricorda, scrive, risponde, interroga, confessa, accusa, si congeda. Moltiplica le parole su carta: scrive lettere, si rivolge ai familiari, agli amici, ai colleghi di partito, ai rappresentanti delle istituzioni; annota brevi disposizioni testamentarie. E insieme compone un lungo testo politico, storico, personale – il cosiddetto memoriale – partendo dalle domande poste dai suoi carcerieri.
Le lettere e il memoriale sono le ultime parole di Moro, l’insieme delle carte scritte nei 55 giorni della sua prigionia: quelle ritrovate o, meglio, quelle fino a noi pervenute. Un fiume di parole inarrestabile che si cercò subito di arginare, silenziare, mistificare, irridere. Moro non è Moro, veniva detto. La stampa, in modo pressoché unanime, martellò l’opinione pubblica sconfessando le sue parole, mentre Moro urlava dal carcere il proprio sdegno per quest’ulteriore crudele tortura. A distanza di quarant’anni il destino di queste carte non è molto cambiato. Poche persone le hanno davvero lette, molti hanno scelto di dimenticarle. I corpi a cui non riusciamo a dare degna sepoltura tornano però periodicamente a far sentire la propria voce. Le lettere e il memoriale sono oggi due presenze fantasmatiche, il corpo di Moro è lo spettro che ancora occupa il palcoscenico della nostra storia di ombre. Dopo aver lavorato sui testi pubblici e privati di Carlo Emilio Gadda e Pier Paolo Pasolini, in due spettacoli struggenti e feroci, riannodando una lacerante antibiografia della nazione, Fabrizio Gifuni, attraverso un doloroso e ostinato lavoro di drammaturgia, si confronta con lo scritto più scabro e nudo della storia d'Italia in Con il vostro irridente silenzio, al Teatro della Pergola dal primo al 3 dicembre.

Per maggiori informazioni e orari: www.teatrodellatoscana.it