Chiara Guidi, cofondatrice della storica Societas, affronta una delle storie più note della tradizione, rivolgendosi ai più piccoli per parlare ai più grandi. Una fiaba che insegna ad ascoltare ciò che è diverso, dentro e fuori di noi.
Il mostro di Belinda – Metamorfosi di un racconto, dal 4 al 6 gennaio al Teatro Era, Pontedera, il 9 e il 10 gennaio 2026 al Nuovo Rifredi Scena Aperta, Firenze, è un percorso di scoperta e accettazione del mostruoso da parte di Belinda, capace di far emergere il bene dall’oscurità, grazie all’amore con cui accoglierà la Bestia. È necessaria una "lotta" per andare dove qualcosa si nasconde e poter sentire in una voce un'altra voce.
Belinda è la più piccola della famiglia e incarna una straordinaria bellezza e bontà. Un giorno, la Bestia mostruosa la chiama, e lei, per Amore, le risponde accettando di vederla e di parlare con ciò che è straordinariamente brutto e cattivo. Lo fa per salvare un uomo, suo padre, pur rischiando la vita. E così, una parte di lei accoglie la Bestia e una parte della Bestia accoglie Belinda.
Chiara Guidi ha messo a punto un’idea di infanzia e di sperimentazione della voce che interroga il teatro. Questo spettacolo è un gioco di intrecciate moltiplicazioni e divisioni che supera la logica dei nomi per accogliere la logica di Amore, dove quei nomi si confondono.
Una fiaba che esplora la paura e la meraviglia. Uno spettacolo ispirato a La Bella e la Bestia. Si può amare un mostro? E chi è per davvero il mostro? Un essere da temere, da combattere o una creatura che nasce dallo sguardo di chi lo osserva? E davanti a lui come possiamo tenere a bada le nostre paure?
Il mostro di Belinda va in scena al Teatro Era di Pontedera (4, 5 e 6 gennaio) e al Nuovo Rifredi Scena Aperta di Firenze (9 e 10 gennaio): è un racconto che attraversa queste domande con delicatezza e inquietudine, portando il pubblico dentro una storia che parla di infanzia, immaginazione, trasformazione e amore.
Da un’idea di Chiara Guidi, che ne ha scritto la drammaturgia assieme a Vito Matera (responsabile anche di scene, luci, costumi), con le composizioni sonore di Scott Gibbons, al centro della narrazione c’è Belinda, una bambina, la figlia più giovane di un mercante. Di indole buona e generosa, Belinda, per salvare il padre, con amore e abnegazione si consegna al mostro. La scena diventa uno spazio sospeso, dove ciò che spaventa non è mai del tutto separato da ciò che protegge e dove ciò che sembra non sempre è, dove la paura si rivela spesso come una forma di conoscenza capace di trasformarsi in un sentimento profondo. Il mostro non è unicamente una figura oscura: è una domanda aperta, una proiezione dei timori più profondi e un compagno di viaggio nel difficile passaggio verso l’età adulta.
Lo spettacolo, interpretato da Maria Bacci Pasello, Eugeniu Cornitel, Alessandro De Giovanni, costruisce un linguaggio teatrale essenziale e suggestivo, ed è capace di parlare a pubblici diversi. La narrazione procede per immagini, silenzi e improvvise accelerazioni emotive, affidandosi a una messa in scena che lascia spazio all’immaginazione dello spettatore.
Il mostro di Belinda è una storia dedicata ai bambini, ma parla anche agli adulti che sono stati bambini. Un racconto che ricorda come i mostri non scompaiano mai del tutto, ma cambiano forma insieme a noi. E che il teatro, ancora una volta, può essere il luogo in cui incontrarli senza fuggire.
Per maggiori informazioni: www.teatrodellatoscana.it
Foto: Eva Castellucci