“In che modo una fotografia può mostrare il futuro?”. Se lo sono chiesti Edoardo Delille e Giulia Piermartiri e il risultato è non solo un’esposizione, ma un dispositivo di consapevolezza: un invito a immaginare il futuro per comprenderne l’urgenza, un atlante che mette in scena il mondo che potremmo abitare e quello che potremmo ancora salvare. A corollario della mostra dei due fotografi dal titolo Atlas of the New World, progetto a cura di Valentina Gensini prodotto da MAD Murate Art District – Fondazione MUS.E con il sostegno di Regione Toscana attraverso il bando ToscanaIncontemporanea Giovani sì e il contributo di Fondazione CR Firenze (fino all’8 febbraio 2026, ingresso libero), giovedì 15 gennaio alle 17:30 si terrà la presentazione del libro omonimo co-prodotto da MAD e edito da L’Artiere, che raccoglie testi scientifici e narrativi di studiosi e ricercatori – tra cui Stefano Mancuso, Giulio Betti ed Elena Giacomelli – che contribuiscono a costruire un immaginario capace di tradurre dati e analisi in visioni concrete.
Alla presentazione, realizzata in collaborazione con Fondazione Studio Marangoni, saranno presenti I fotografi Edoardo Delille e Giulia Piermartiri, in dialogo con il metereologo e climatologo del CNR Giulio Betti. Introdurranno l’incontro la direttrice MAD Valentina Gensini, Martino Marangoni, presidente della Fondazione Studio Marangoni e Tommaso Torrigiani, climatologo del Consorzio LaMMA.
L’esposizione e il libro, pensati come un visionario atlante del mondo futuro, mettono in dialogo immagini di territori segnati dal cambiamento climatico con proiezioni che evocano scenari drammatici. Sovrapponendo (letteralmente) la realtà presente a quella futura, i due fotografi sono riusciti a costruire un’esperienza immersiva molto coinvolgente, che vede per la prima volta – negli spazi di MAD - il lavoro presentato nella sua forma completa.
Nella sala Laura Orvieto è esposta una grande videoinstallazione multicanale: 6 monitor con 12 foto per ciascuno (per un totale di 72 scatti), per ciascuno dei quali gli artisti hanno composto un soundscape dedicato. Ogni monitor presenta una sequenza di immagini del lavoro alternato ad alcuni dei grafici che traducono gli studi dei climatologi utilizzati dai due artisti per il progetto e per il volume Atlas of the new world. I due autori, vincitori del Premio Ponchielli 2024, da anni tra le voci più originali della fotografia contemporanea italiana, si distinguono per una ricerca che unisce reportage e sperimentazione visiva, intrecciando l’indagine sociale con il linguaggio artistico.
Il percorso espositivo, al piano terra dell’ex carcere delle Murate, approfondisce, attraverso testi e immagini, le trasformazioni che investono aree vulnerabili del pianeta: l’innalzamento dei mari nelle Maldive, gli incendi in California, il ritiro dei ghiacciai del Monte Bianco, le siccità estreme in Mozambico, le alluvioni che colpiscono la Cina, fino allo scioglimento del permafrost e agli incendi sempre più frequenti in Siberia e nella Russia artica. Un mosaico di paesaggi che raccontano un pianeta in rapida transizione.
Il cuore del progetto è la tecnica stessa, analogica, che permette di fondere in un unico gesto fotografico il presente e la sua possibile trasformazione futura. L’immagine reale viene attraversata in un lampo da un’altra immagine di repertorio, proiettata nello stesso istante dello scatto. Il risultato è la visione di un paesaggio come potrebbe apparire a fine secolo, attraverso un linguaggio nuovo, una “doppia esposizione” concettuale che mette in relazione ciò che vediamo con ciò che spesso non riusciamo (o non vogliamo) immaginare.
La mostra propone dunque un percorso immersivo che intreccia arte, scienza e immaginazione, trasformando lo spazio di MAD Murate Art District in una sorta di osservatorio visivo sul nostro futuro. Il progetto si inserisce nel dibattito contemporaneo sulla cosiddetta “crisi dell’immaginazione”: la difficoltà collettiva di visualizzare davvero la portata del cambiamento climatico e i suoi effetti futuri. In questo senso la fotografia, trasformata dagli autori in una sorta di “bugia autentica”, diventa uno strumento per rendere tangibile ciò che normalmente sfugge allo sguardo.
Questo lavoro militante sul clima, presentato nell’ambito del Progetto RIVA, vede
MAD Murate Art District
Piazza delle Murate, Firenze
La mostra è visitabile dal martedì al sabato dalle 14:30 alle 19:30
Ingresso libero
www.murateartdistrict.it