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giovedì 05 febbraio 2026

"A occhi aperti", al via la stagione 2026 dei Chille de la balanza a San Salvi

27-01-2026

A occhi aperti è il nuovo percorso 2026 dei Chille de la balanza, che prende vita principalmente nella loro casa di San Salvi a Firenze, residenza della compagnia dal 1998. 

Claudio Ascoli e Sissi Abbondanza lo realizzano all’interno del progetto triennale Art’è di Libertà, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Toscana, del Comune di Firenze, della Città Metropolitana, della Fondazione CR Firenze e di Unicoop. Un ruolo centrale, quest’anno, è assunto dalla Fondazione Dario Fo – Franca Rame, presenza viva e interlocutrice attiva lungo l’intero cammino. 

Nel 2026 Ascoli e Abbondanza sono con due Persone, in occasione del centenario della loro nascita: la poetessa Ingeborg Bachmann e Dario Fo, Artista cui i Chille sono legati per privilegio d’anagrafe e frequentazione non occasionale già dagli anni napoletani.

Mentre poi i Chille erano a mettere a punto il calendario 2026, hanno definito un’ulteriore e significativa iniziativa. Con la partecipazione del giornalista Gian Antonio Stella, giovedì 2 aprile si terrà un incontro sul caso Lobbia. Avverrà in occasione di un altro anniversario: il 150.mo della morte di Cristiano Lobbia, deputato della sinistra storica e avversario del governo. Come già avvenne lo scorso anno con il Non Mollare, in quest’occasione i Chille provano a dare rilievo ad un altro momento dimenticato di storia fiorentina, presentando il caso Lobbia. Tutto avvenne negli anni di Firenze capitale. Il deputato aveva denunciato pratiche corruttive e clientelari all’interno dell’amministrazione statale, intrecci tra politica, affari e grandi interessi economici: in definitiva l’uso del potere governativo per proteggere gruppi finanziari e imprenditoriali vicini alla maggioranza. Pochi mesi dopo, nel 1869 Lobbia fu aggredito fisicamente, fatto che lo spinse a una denuncia pubblica che accusava il governo, guidato da Urbano Rattazzi, di abuso di potere e persecuzione politica, mettendo in discussione la neutralità dello Stato liberale appena costituito. Stella già anni fa si occupò di questo caso che definì la prima Tangentopoli. Una curiosità: a Firenze esiste via Rattazzi e non via Lobbia!

Ritorniamo alla Bachmann, cui i Chille devono il titolo della stagione, che riprende quello di un suo saggio e diventa postura etica prima ancora che poetica. Per la poetessa austriaca vivere e scrivere significano assumersi una responsabilità. A occhi aperti non è uno slogan, ma un modo di stare al mondo: vedere senza illusioni, rifiutare le consolazioni facili, non accettare verità imposte. È vigilanza morale, attenzione alla realtà storica, politica e personale per ciò che è, anche quando è dolorosa. E i Chille aggiungono: è teatro e poesia non come fuga, ma come atto di conoscenza, capace di illuminare ciò che viene nascosto. Su questo sguardo Ascoli e Abbondanza hanno scritto un manifesto poetico che accompagna l’intera stagione.

Il primo appuntamento simbolico dell’anno è martedì 27 gennaio, Giorno della Memoria, con una serata significativamente intitolata proprio A occhi aperti. Il titolo dialoga anche con il pensiero del filosofo Étienne Balibar che, nel suo recente lavoro sul genocidio, afferma che vi sono eventi di cui “si deve (e non si può) tacere”. Il male estremo sembra togliere le parole, ma proprio per questo non consente il silenzio. Parlare non significa spiegare né giustificare, perché ciò che è stato distrutto non può essere risarcito; significa piuttosto resistere, cercare parole consapevoli dei propri limiti, capaci di restare vigili. Balibar affronta anche…Gaza, definendolo un evento di portata mondiale: pensarlo non equivale a viverlo sotto le bombe, e la distanza impone responsabilità e cautela. Ciò che rende questa tragedia unica non è solo la violenza, ma anche la strumentalizzazione della memoria della Shoah, talvolta usata per giustificare quanto accade oggi. Distinguere non significa confondere, ma vigilare perché la memoria non venga svuotata del suo significato storico e morale. Da ebreo, nipote di un deportato morto ad Auschwitz, Balibar introduce inoltre una distinzione tra ebraicità simbolica e giudaismo religioso o comunitario, riconoscendo nel nome ebreo anche le mobilitazioni di ebrei che si oppongono al colonialismo israeliano e affermano la soggettività politica palestinese che il genocidio non è riuscito a cancellare.

Accanto a questa riflessione, i Chille propongono letture di poesie e testi di Ingeborg Bachmann, rinnovando l’idea che la memoria sia un atto vivo, necessario, profondamente umano. Il 27 gennaio a San Salvi non è il giorno delle risposte rassicuranti, ma quello delle domande inevitabili.

A occhi aperti significa così per i Chille vivere, pensare e creare nella massima lucidità possibile, senza anestesie.

Da questa urgenza nasce anche la quarta edizione di Spacciamo Culture interdette, bando e festival dedicati a rigenerazione, arte e spazi pubblici nell’ex manicomio di San Salvi, in partenariato con Accademia di Belle Arti di Firenze e DiDA Unifi e in collaborazione con istituzioni, associazioni e persone impegnate nella rigenerazione urbana e nell’attenzione alla salute mentale. Il progetto sostiene concretamente giovani creatori under 35, offrendo non solo visibilità ma anche accompagnamento, risorse e tempo. Il percorso dedicato alle arti visive, all’architettura e al paesaggio invita artisti, architetti e designer a immaginare installazioni di arte contemporanea capaci di restituire senso e uso agli spazi pubblici di San Salvi: ai 10 progetti scelti, i Chille danno anche un contributo di 700 euro per la realizzazione delle opere. Il percorso dedicato a teatro e danza chiama attori, danzatori e drammaturghi a confrontarsi con storie interdette di ieri e di oggi, riscrivendole o incarnandole in nuove forme performative.

I partecipanti selezionati nei due percorsi attraversano una fase di formazione fatta di sopralluoghi, incontri, lezioni e dialoghi con artisti, docenti e comunità locale, fino a confluire in un grande evento collettivo, un festival che si svolge a San Salvi nei giorni dell’anniversario della legge Basaglia, dal 10 al 13 maggio. In esso è previsto anche un concorso con una giuria di esperti e pubblico che premia le creazioni più significative. Le candidature sono aperte dal 30 gennaio al 21 febbraio 2026.

Marzo è un mese centrale. La Giornata Mondiale della Poesia del 21 marzo è dedicata quest’anno alle creazioni di Ingeborg Bachmann.

Dai suoi poemi-testi nasce anche la nuova creazione di Sissi Abbondanza, realizzata in collaborazione con La Società della Ragione e che debutta a giugno con il titolo Volevo solo vedere il mare – Prigioni. Al centro dello spettacolo, una donna. Non chiede assoluzioni. Non chiede spiegazioni. Chiede solo di vedere il mare. E invece torna, ancora una volta, dietro una porta che si chiude. Una porta che conosce fin troppo bene. Non sappiamo perché. Non lo sapremo mai. I motivi sono sempre gli stessi, sempre futili, sempre sufficienti per ricondurla lì: nella prigione che è luogo reale e insieme condizione permanente dell’esistere. La protagonista non ha una biografia ufficiale, non appartiene al mondo dei privilegi. Fuori dal carcere non riesce a costruire relazioni, non instaura dialoghi: osserva. Dentro, osserva ancora. Le altre donne, le loro vite sospese, i rituali minimi, le regole che soffocano. È un’indagatrice della realtà, ma una realtà che non cambia mai davvero: il potere delle istituzioni resta identico dentro e fuori, invisibile e onnipresente. Il mare resta un desiderio semplice e irraggiungibile, orizzonte di libertà continuamente negato.

Sempre a marzo prende avvio Sguardi Reciproci – Arte Necessaria, progetto regionale di formazione per giovani Artisti, di cui i Chille sono capofila di un gruppo che vede presenti Accademia Amiata Mutamenti, Diesis Teatrango, Laboratori Permanenti e Sosta Palmizi.

Dieci Attori-Danzatori under 35, già formati attraverso percorsi convenzionali, attraverseranno cinque residenze per trasformare radicalmente il proprio modo di stare in scena. L’obiettivo è rovesciare una formazione che rischia di produrre interpreti eccellenti ma passivi, per formare Artisti consapevoli, capaci di scegliere, di incidere, di assumersi una responsabilità etica. Ispirato dal pensiero di Franco Basaglia e dall’approccio educativo di don Milani, il progetto immagina un Attore-Ricercatore, capace di muoversi tra linguaggi diversi con padronanza tecnica e libertà creativa. Il percorso culminerà in una messinscena ispirata a Don Chisciotte, presentata a San Salvi all’inizio dell’estate, nell’ambito di Estate a San Salvi 2026.

Almeno un accenno ad un evento ormai di culto: anche quest’anno, grazie all’impegno di Città metropolitana di Firenze e alla collaborazione dei tanti Comuni attraversati dall’evento, prende vita “Tutti pazzi per Campana” che il 20 agosto, nel giorno della nascita del Poeta dei Canti orfici, vede un bus dei Chille con Poesia, Musica e Canzone nei luoghi campaniani: Marradi, Badia di Moscheta, Lastra a Signa, Castelpulci e San Salvi. Come nelle scorse edizioni, al progetto partecipano Riccardo Tesi, Massimiliano Larocca e naturalmente i Chille ‘storici’ (Claudio Ascoli) e…non solo.

Ultimo, ma non certo per importanza, è il lungo progetto dedicato a Dario Fo nel centenario della sua nascita, realizzato con la Fondazione Fo – Rame e inserito nell’iniziativa europea 100 anni per 100 Paesi. A Firenze il cuore batte il 24 marzo 2026, giorno dei cent’anni dalla nascita di Fo e Giornata internazionale per il diritto alla verità sulle gravi violazioni dei diritti umani. In questa data simbolica i Chille in collaborazione con la Regione Toscana, presentano Dario Fo, il Teatro e la Pace: una Voce per la Festa della Toscana, con la messinscena dello spettacolo-novità assoluta scritto dai Chille LA GUERRA È UNA COSA SERISSIMA! (quindi la fanno i bambini… travestiti da generali), in scena martedì 24 con replica mercoledì 25 marzo.

Sempre il 25 marzo San Salvi accoglie Mattea Fo, presidente della Fondazione Fo-Rame e Stefano Bertea, responsabile dell’Archivio, per una presentazione delle attività della Fondazione. Nella stessa giornata è previsto il vernissage del Pinocchio antimilitarista dell’Artista Edoardo Malagigi: una grande scultura alta oltre quattro metri, realizzata in plastica riciclata e stampata in 3D, simbolo contro la guerra e il commercio delle armi.

Nell’occasione…i Chille annunciano una sorpresa, che scelgono per ora di non svelare!

Il percorso dedicato a Dario Fo prosegue fino a settembre con un Festival, nuova edizione speciale del consolidato Storie Differenti, la cui l’inaugurazione è affidata a Jacopo Fo, accompagnato da un ricco ensemble musicale, con lo spettacolo Jacopo Fo racconta le canzoni di Dario Fo. Nei giorni successivi si alterneranno spettacoli, incontri e riflessioni: non possiamo non citare il Mistero Buffo di Mario Pirovano, allievo prediletto di Fo, e un evento di approfondimento sul tema del sacro nel teatro di Fo e Rame curato da don Andrea Bigalli. Il Festival su Dario Fo si presenta come un vero e proprio ritorno alle radici, a pochi passi da dove, negli anni Settanta, in un circolo Arci Dario Fo portò quasi clandestinamente il suo teatro.

A occhi aperti: ancora una volta, i Chille scelgono di stare nel mondo. Guardarlo. Attraversarlo. Senza distogliere lo sguardo.

Per maggiori informazioni: https://chille.it