Mercoledì 28 gennaio 2026, alle ore 17.30, nella Sala Ferri di Palazzo Strozzi a Firenze, il Gabinetto Vieusseux presenta il libro di Alessandra Dino "Lenire il dolore con la bellezza. Memorie e racconti delle stragi del 1993" (Navarra editore, 2025). Insieme all'autrice intervengono Antonio Natali, ex direttore della Galleria degli Uffizi, e Luca Tescaroli, procuratore della Repubblica di Prato. Modera l'incontro Antonella Mollica del Corriere Fiorentino.
Attraverso un'indagine sul territorio, la lettura di documenti dell'epoca e interviste mirate a testimoni dei fatti, il volume ripercorre la memoria delle stragi che, nel 1993, ebbero come obiettivo prima Firenze, poi Milano e infine Roma.
Il testo si sofferma sull'importanza della memoria e dell'identità, riaprendo ferite ancora aperte a distanza di trent'anni, lasciando emergere la ferma volontà di rinascita.
Alessandra Dino ripercorre i fatti e la memoria delle stragi che, nel 1993, ebbero come obiettivo prima Firenze, causando cinque vittime e immani distruzioni all'Accademia dei Georgofili e al Museo degli Uffizi, poi Milano, colpendo la Galleria di Arte Moderna e il Padiglione di Arte Contemporanea e provocando altre cinque vittime, e infine Roma, con l'attacco alle Chiese di San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro; episodi che si connotano per una nuova specificità, presentandosi come un vero e proprio attacco all'identità nazionale, al punto che in un'ordinanza di rinvio a giudizio del 1996, comparve per la prima volta in Italia, fra le accuse principali quella di "devastazione del patrimonio artistico". Seguendo quanto dichiarato all'indomani delle stragi l'allora ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Ronchey, si trattava di un nuovo tipo di terrorismo: "il terrorismo culturale, quello che punta a colpire la memoria storica". Un processo per offesa all'umanità, come lo avrebbe definito Gabriele Chelazzi, coordinatore delle indagini, in quanto gli attentati avevano colpito allo stesso tempo gli esseri umani e le memorie e i simboli dell'umanità. Un tributo alla memoria per rinfocolarne la fiamma, soprattutto laddove essa stenta ad emergere, soffocata da interessi di altro tipo.
Alessandra Dino è Professoressa ordinaria di Sociologia giuridica e della devianza all'Università di Palermo e componente del Consiglio direttivo di Historia Magistra, della Rivista di Studi e Ricerche sulla criminalità organizzata del Centro Studi "Pio La Torre" di Palermo; è stata componente della SISMA (Società Scientifica Italiana degli Studi su Mafie e Antimafia). Dal 2018 dirige il Laboratorio sulle rappresentazioni sociali sulla violenza sulle donne, istituito presso il Dipartimento di Culture e Società dell'Università degli Studi di Palermo. Alessandra Dino è studiosa dei fenomeni mafiosi, ha applicato il metodo etnografico all'analisi dei processi simbolici e delle trasformazioni della mafia siciliana.
Tra le sue pubblicazioni: A colloquio con Gaspare Spatuzza (2016), Religione, mafie, Chiese (2017), Violenza di genere e femminicidio nelle narrazioni giudiziarie in Italia in "Sociologia del Diritto" (2019), Femminicidi a processo (2021), Testimonianze di memorie ferite: il trauma e la rinascita (con L.A. Callari e C. Cardella, 2024).
Per maggiori informazioni: www.vieusseux.it