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giovedì 05 febbraio 2026

OLSCHKI140. Un anno di eventi e mostre per celebrare i 140 anni della casa editrice

29-01-2026

Centoquarant’anni non sono soltanto una misura del tempo. Sono una prova di tenuta. Di idee, di metodo, di visione. Nel 2026 la casa editrice Olschki celebra un anniversario che attraversa tre secoli, due guerre mondiali, mutamenti profondi della cultura e delle tecnologie, restando fedele a un principio semplice e radicale insieme: il libro come strumento di conoscenza, trasmissione e responsabilità civile. Una storia editoriale che coincide, fin dalle origini, con una precisa idea di humanitas, e che verrà ricordata e valorizzata attraverso un anno di eventi, mostre e incontri volti a far dialogare la tradizione con le prospettive del presente e del futuro del libro. Le celebrazioni sono realizzate in collaborazione con il Comune di Firenze, Assessorato alla Cultura, e con il Patrocinio della Regione Toscana.

La storia di Olschki comincia nel 1883, quando Leone Samuele Olschki, figlio di un tipografo ebreo della Prussia orientale, decide di trasferirsi in Italia. Appena ventiduenne, dotato di una vasta cultura umanistica e di una padronanza rara delle lingue antiche e moderne, Leo approda a Verona e trova impiego nella libreria antiquaria Münster. È il segnale di un progetto più ampio. Nel febbraio del 1886 registra ufficialmente la propria libreria antiquaria editrice: nasce la Olschki.

Nel 1890 Leo comprende che la realtà veronese non gli garantisce l’orizzonte internazionale a cui aspira e si trasferisce a Venezia. Qui intensifica l’attività antiquaria, ma matura anche un rapporto profondo con la grande tradizione tipografica del Quattrocento. Aldo Manuzio e Lazzaro Soardi diventano modelli ideali: al primo dedicherà persino il nome di un figlio, al secondo si ispirerà per il marchio editoriale, le iniziali LSO, destinate a diventare il segno distintivo della casa. Nel 1893 esce il primo libro con la nuova sigla, Figure dantesche di Giuseppe Crescimanno, primo tassello di un progetto editoriale sempre più consapevole.
 
Il passaggio decisivo avviene nel 1897 con il trasferimento a Firenze. La città, crocevia del grande collezionismo internazionale, offre a Olschki il contesto ideale per saldare antiquariato, editoria e relazioni d’oltreoceano. La libreria si affaccia prima su lungarno Acciaioli e poi su lungarno Corsini; nel 1902 l’ex libris con il profilo di Dante e il motto nihil difficile volenti sancisce simbolicamente l’adozione di Firenze come patria elettiva. 

Le nuove disponibilità e il prestigio conquistato oltre Atlantico si traducono in un radicamento sempre più forte nella vita culturale italiana. Nel 1909 Leo fonda la tipografia Giuntina, con l’ambizione dichiarata di far rivivere una grande tradizione tipografica, e l’anno successivo inaugura la sede nel villino liberty di via Vanini, sulle rive del Mugnone, concepita non solo come luogo di lavoro ma come spazio di incontro, conferenze e scambio intellettuale tra studiosi, collezionisti e scrittori.
 
È in questo contesto che nasce il rapporto con Gabriele d’Annunzio.  Da questa relazione, intensa e non priva di difficoltà, prenderà forma la più alta impresa tipografica di Olschki: l’edizione monumentale della Divina Commedia.
 
La guerra interrompe bruscamente questa stagione. L’ostilità verso i cittadini di origine tedesca, alimentata dal nazionalismo, investe direttamente Leo, fatto bersaglio di attacchi violenti e apertamente antisemiti. Già nel 1915 sceglie l’esilio in Svizzera, ma nemmeno lontano dall’Italia interrompe la propria missione editoriale. 

Il rientro in Italia dopo la guerra segna un cambiamento strutturale. Il mercato antiquario perde centralità e l’editoria diventa il cuore dell’impresa. Entrano in azienda i figli Cesare e Aldo: il primo legato all’antiquariato, il secondo destinato a imprimere una svolta organizzativa e manageriale alla casa editrice. 
 
Negli anni Trenta la produzione cresce costantemente e il 1936 segna il primo grande anniversario: cinquant’anni di attività celebrati a Firenze con un’ampia partecipazione del mondo culturale italiano. Ma l’ombra delle leggi razziali si allunga rapidamente. Dal 1938 l’azienda è costretta a censurare il proprio nome e il marchio storico sopravvive solo sotto la sigla forzata di Bibliopolis. Leo perde la cittadinanza e si rifugia nuovamente a Ginevra, dove morirà in esilio nel 1940, senza poter assistere alla rinascita dell’impresa.

La guerra e la distruzione di Firenze nel 1944 cancellano fisicamente gran parte di quanto era stato costruito: la libreria sul Lungarno, il villino liberty, le sedi operative. 
Conclusa la guerra, Aldo Olschki sceglie consapevolmente di restare a Firenze e di ricominciare dalle macerie, riaffermando il legame inscindibile tra la città e la casa editrice. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, la decisione di separare l’antiquariato dall’editoria segna un nuovo inizio, difficile ma coerente. Con l’ingresso di Alessandro Olschki, terza generazione, l’editrice si consolida come interlocutore stabile delle grandi istituzioni culturali italiane e internazionali.
 
La crescita della Olschki prosegue costante, malgrado alcune prove durissime: l’alluvione di Firenze del 1966 distrugge gran parte del magazzino, segnando una delle ferite più profonde della storia del catalogo.

Dagli anni Settanta in poi, l’attività si consolida su larga scala: decine di nuovi titoli escono ogni anno, il magazzino centrale - che ancora oggi conserva integralmente la produzione dal 1886 - si espande al pari del catalogo e la casa editrice si fa trovare pronta davanti alle inesorabili trasformazioni tecnologiche. Nel 1974 con Daniele, e tre anni dopo con Costanza, era avvenuto l’ingresso della quarta generazione all’interno dell’azienda; mentre Daniele sarà deputato a seguire i rapporti con le istituzioni e la gestione della produzione, a Costanza - affiancata successivamente dalla figlia Serena - verrà attribuito il settore della promozione e della cura del catalogo storico.
 
Nel nuovo secolo, la digitalizzazione delle riviste e delle collane storiche affianca, senza sostituirla, la centralità del libro stampato. La scommessa è vincente: le carte di qualità diventano un marchio riconoscibile, le tele e le sete fioriscono insieme alle nuove prospettive di ricerca.

Il portato storico, materiale e spirituale di Olschki si condensa, nel 2024, con l’entrata sulla scena di Gherardo Olschki, quinta generazione destinata a prendere le redini di un marchio che non può e non deve esaurirsi alla celebrazione di una storia illustre. 

«Camminare nella tradizione   – afferma Gherardo Olschki – significa anche questo: rintracciare, in un passato prestigioso e in un presente complesso, la bellezza e la felicità del lavoro editoriale» - lo stesso fuoco che, alla fine dell’Ottocento, aveva spinto il trisnonno Leo a emigrare e a fare della cultura italiana parte del proprio essere.

Nel 2026, a centoquarant’anni dalla fondazione, Olschki non celebra soltanto la propria longevità, ma un’idea di editoria come pratica culturale responsabile, capace di attraversare le crisi e di guardare al futuro senza tradire le proprie radici. 


Le iniziative del 2026
 
Febbraio
Una mostra presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze in cui verranno ripercorse le tappe fondamentali della storia di Olschki attraverso alcune opere librarie monumentali.
Alla Stazione Leopolda, Olschki sarà presente a TESTO con il proprio stand dove proporrà un evento intitolato Nell’officina degli scrittori del Novecento, in cui interverranno Domenico Scarpa, Lucio Coco e Valerio Cappozzo.
 
Maggio
La casa editrice parteciperà al Salone Internazionale del Libro di Torino, con uno stand dove riscoprire le perle sconosciute del catalogo e le novità in corso di pubblicazione; alla luce dell’importante ricorrenza storica, la Olschki si farà promotrice di un incontro dedicato al volume I giardini nel cinema (di imminente pubblicazione), e di un evento intitolato Dante Globale.
 
Giugno
Il culmine delle celebrazioni sarà il 10 giugno a Palazzo Vecchio, nel Salone dei Cinquecento, con una giornata di festeggiamenti insieme a tutti gli autori, i collaboratori e le istituzioni che hanno contributo alla fortuna della Casa Editrice Olschki. L’evento sarà disponibile in streaming

Settembre
La Casa Editrice aprirà le porte di Villa Doni, la villa cinquecentesca in viuzzo del Pozzetto diventata ormai sede storica, con un giorno di visita aperto al pubblico per conoscere l’azienda, la sua storia e il proprio patrimonio materiale e immateriale.
 
Ottobre
Verso la fine dell’anno, grazie alla rete di collaborazioni storiche con le istituzioni culturali cittadine, la casa editrice ha in programma una serie di eventi e presentazioni a Firenze dedicati alla storia editoriale, alle scelte tipografiche e alla progettazione dei libri. 


Per ulteriori informazioni: https://olschki.it