Giovedì 12 febbraio 2026, alle ore 18.00, all'Istituto de' Bardi di Firenze, in via dei Michelozzi 2, si terrà la conferenza "Sotto il segno del tempo: iconografie del ciclo dell’anno e dello zodiaco nell’arte europea, tra medioevo e Rinascimento" di Sara Paci Piccolo, esperta di storia dell'arte, della moda e del costume. La conversazione rappresenterà un viaggio attraverso i secoli per scoprire in che modo l’arte medievale e rinascimentale ha rappresentato il cosmo e i suoi misteri. Dalla solida pietra dei portali delle cattedrali alla vivacità degli affreschi di corte, verrà esplorato il legame profondo tra le costellazioni e il ciclo dei mesi. Un’indagine che unisce la maestosità dell’architettura alla minuzia dei ricami preziosi, rivelando un’epoca in cui il cielo faceva parte della trama stessa della vita quotidiana e della bellezza. Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili; prenotazione consigliata all’indirizzo: segreteria@istitutodebardi.org Astra Codex si presenta come un affascinante compendio astrologico: dodici pannelli dedicati ai segni zodiacali, che non vengono rappresentati esclusivamente attraverso i loro simboli tradizionali, ma reinterpretati a partire da opere d’arte e dettagli architettonici presenti a Firenze, e così trasformati in figure antropomorfe di straordinaria forza visiva. Ciascun pannello è interamente ricamato a mano con fili bianchi e dorati su tessuti d’epoca tinti in rosa antico dalle artigiane Valentina e Laura Fiorini del laboratorio Ratafià. Perle di fiume, micro perle di vetro e cristalli esaltano la ricchezza dei dettagli. Davitti combina i punti caratteristici del suo stile – punto pieno, raso, cordoncino, nodi francesi – in composizioni minuziose che trasformano il tessuto in un vero medium narrativo e sensoriale.
Oltre ai dodici pannelli, il percorso espositivo dedica una sala al processo creativo: una selezione di disegni preparatori di Davitti permette di seguire l’evoluzione delle figure dall’idea al ricamo, mentre un video del making-of diretto da Lapo Quagli documenta il lavoro dell’artista e le tecniche impiegate nella realizzazione delle opere.
La serie nasce dall’interesse dell’artista per la tradizione astrologica e dal legame profondo tra Firenze e gli studi celesti: una storia secolare che unisce sapere, immagini e committenze illuminate. I dodici segni trovano corrispondenze in chiese, palazzi, ponti, musei e giardini della città. Dalla meridiana solstiziale di San Miniato al Monte alla fontana del Nettuno dell’Ammannati; dalle volte affrescate ai gruppi scultorei, fino alle logge rinascimentali: Daniele Davitti rilegge e attualizza simboli storici, integrandoli nelle sue opere tessili contemporanee. Ogni pannello diventa così una piccola “summa” astrologica, nodo di simboli antichi e forme nuove, e al tempo stesso un omaggio a un luogo preciso della mappa fiorentina. Al termine dell'esposizione le dodici opere verranno montate assieme in un paravento, assumendo l'aspetto di un grande codice, i cui fili uniscono in un solo colpo d'occhio l'intera volta celeste.
L’esposizione si inserisce pienamente nella missione dell’Istituto de’ Bardi: valorizzare il patrimonio artigianale e artistico, offrire formazione e visibilità agli operatori locali e promuovere progetti culturali capaci di creare un dialogo tra passato e presente, tradizione e innovazione. I visitatori potranno così scoprire come Firenze sia stata, e continui a essere, un laboratorio creativo dove storia, arte e artigianato si incontrano.
Per maggiori informazioni: https://www.istitutodebardi.org