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mercoledì 04 marzo 2026

Mostre di Driant Zeneli, Stefania Galegati e Kamilia Kard al Base Temporary Space di Firenze

25-02-2026

Base / Progetti per l'arte presenta nel mese di febbraio 2026 un nuovo appuntamento del ciclo BaseTools, ospitato nel Base Temporary Space di via Palazzuolo 87 A/R a Firenze. Il progetto si inserisce nel percorso di riflessione sul concetto di comunità e di creazione di appartenenze, ma anche sull’idea di rigenerazione e riqualificazione di aree urbane per mezzo dell’intervento dell’arte. 

Programma
Mercoledì 25 febbraio 2026: Driant Zeneli
Giovedi 26 febbraio 2026: Stefania Galegati
Domenica 1 Marzo 2026: Kamilia Kard
Dalle 18.00 alle 20.00
Via Palazzuolo N.87 A/R, Firenze

Il programma prevede una serie di proiezioni video concepite come eventi singoli e site-specific, ciascuna accompagnata dalla presentazione di un manifesto realizzato appositamente per l’occasione. Ogni appuntamento sarà pensato come un momento autonomo e temporaneo, capace di attivare, di volta in volta, una diversa configurazione dello spazio, in dialogo con il contesto e con le pratiche degli artisti invitati, proponendo al contempo una riflessione critica sul formato espositivo tradizionale, oggi spesso ridotto a un’esperienza concentrata nel solo momento dell’opening.

Il progetto, nel mese di febbraio, coinvolge artisti che lavorano sul rapporto tra immagine in movimento, spazio sociale e costruzione di comunità, tra cui Driant Zeneli, Stefania Galegati e Kamilia Kard. Le opere selezionate affrontano temi legati alla trasformazione dei territori, alle economie dell’attenzione e alle forme di relazione che attraversano oggi quegli spazi considerati di confine o liminali. Accanto alle proiezioni, un manifesto – prodotto per ciascun evento – fungerà da traccia visiva e concettuale del progetto

Nella nuova dimensione itinerante di Base / Progetti per l’arte, ogni appuntamento attiverà una relazione differente tra video, spettatore e spazio, evidenziando il carattere processuale dell’iniziativa e la sua natura di piattaforma aperta. Con questo nuovo capitolo di BaseTools, Base prosegue la propria ricerca sulle pratiche artistiche come strumenti di relazione, formazione informale e costruzione di reti, riaffermando il ruolo dello spazio non profit come laboratorio attivo di confronto tra artisti, pubblico e città.

Driant Zeneli, per BaseTools, presenta la video-installazione No Wise Fish Would Escape Without Flying (2019), realizzata a Pristina in collaborazione con i giovani membri di Bonevet, istituzione non profit fondata nel 2014 che promuove l’apprendimento attraverso la tecnologia e l'immaginazione. Il film è stato presentato nel contesto di Manifesta 14 Prishtina (2022), la Biennale europea itinerante che in quell’edizione ha attivato un dialogo diretto con l’architettura e la memoria urbana del Kosovo. L’opera restituisce una visione in cui la saggezza è affidata ai più piccoli e lo spazio pubblico si configura come un campo di possibilità condivise. La Biblioteca Nazionale — edificio segnato da una storia complessa di trasformazioni, occupazioni e perdita di patrimonio culturale — viene riletta come una struttura aperta all’immaginazione, capace di accogliere nuove prospettive. Il lavoro si inserisce in una più ampia ricerca dell’artista sulle architetture simboliche dei Balcani — tra cui la Piramide di Tirana e l’Ufficio Postale Centrale di Skopje — intese come luoghi in cui memoria, potere e immaginazione si intrecciano. Driant Zeneli (Shkodër, Albania, 1983; vive e lavora tra Milano e Tirana) incentra la sua pratica attraverso video, installazione e performance, indagando temi legati all’utopia, alla vulnerabilità e alla trasformazione dei contesti sociali. Ha partecipato a Manifesta 14 Prishtina (2022), alla Biennale di Venezia (Padiglione Albania, 2019) e ha esposto in istituzioni internazionali tra cui MAXXI Roma, ZKM Karlsruhe e GAM Torino. Il suo lavoro combina narrazione poetica e riflessione politica, spesso coinvolgendo comunità locali nei processi di produzione.

Stefania Galegati, per BaseTools, presenta il video dal titolo L’isola deserta (al femminile) sez. Appennini e sez. Alpi (2026) che restituisce, attraverso la voce narrante dell’artista, i pensieri e i dialoghi emersi durante un laboratorio realizzato con un gruppo di donne detenute presso il carcere Pagliarelli di Palermo. Il progetto immagina un’isola deserta come spazio simbolico da cui ripartire, un luogo sospeso in cui riscrivere la propria storia attraverso pratiche artistiche e narrative. L’opera si configura così come un dispositivo di ascolto e restituzione. L’opera video si inserisce in un percorso più ampio avviato nel 2017 intorno al desiderio di ripensare simbolicamente l’Isola delle Femmine – un isolotto naturale al largo di Palermo – come dispositivo di riflessione su temi ecologici, sociali e di condivisione, ponendo al centro l’idea di riappropriazione collettiva. Stefania Galegati (Bagnacavallo, 1973; vive e lavora a Palermo) ha studiato arti visive all’Accademia di Belle Arti di Bologna e a Brera con Alberto Garutti. Ha fatto parte di Via Fiuggi, un gruppo di giovani artisti che viveva a Milano alla fine degli anni novanta. Lavora con diversi media innestando meccanismi di spostamento semantico nelle cose e nelle persone. Ha esposto per la prima volta nel 1994 nello spazio milanese Viafarini. Nel 2003 ha vinto l’International Studio Program al PS1 MoMA di New York, dove ha risieduto sino al 2007. Nel 2008 si trasferisce a Palermo dove tutt’ora vive e insegna pittura all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Nel 2024 vince il primo premio BPER di Arte Fiera, Bologna e il finanziamento della tredicesima edizione dell’Italian Council promosso dal DGCC con cui porta il progetto l’Isola delle Femmine in Indonesia e Tanzania.

Kamilia Kard, per BaseTools, presenta l’installazione interattiva dal titolo A Rose by Any Other Name (2021) che si configura come un esperimento di critica visuale, ponendo in discussione l’autorità e i limiti intrinseci della capacità di lettura di un’intelligenza artificiale. In questo lavoro l’artista crea una serie di oggetti/soggetti ibridi 3D destinati a mandare in crisi i sistemi di visione artificiale. Tali soggetti sono formalmente delle rose, ma che esibiscono un movimento da piccoli pesci; la loro epidermide non è vegetale, bensì possiede una texture simile alla pelle umana, decorata con motivi tatuati di impronta girly, tra i quali si legge l’affermazione fuorviante: “I’m a Daisy”. A cementare l’ambiguità e a sabotare definitivamente la categorizzazione algoritmica, l’artista aggiunge una dimensione comportamentale. Le rose non sono semplici oggetti in movimento, ma agiscono in maniera relazionale, scambiandosi gesti affettuosi, baci e tenerezze. Questa coreografia ripetitiva di affettività umana spinge l’ibrido oltre la sua natura materiale, ponendolo in uno spazio liminale che l’AI non può assimilare. Kamilia Kard (un’artista e accademica nata a Milano) esplora come l’iperconnettività e le nuove forme di comunicazione online abbiano cambiato e influenzato la percezione del corpo umano, dei gesti, dei sentimenti e delle emozioni. Lavora usando vari media, tra cui stampa, videogiochi, siti web, stampa 3D, performance e ambienti virtuali. Le sue opere sono state esposte in gallerie, festival e istituzioni a livello nazionale e internazionale. Ha un dottorato in Digital Humanities presso l’Università di Genova ed è professoressa di Realtà Virtuali e Paradigmi della Complessità presso l’Accademia di belle arti di Brera a Milano. 

BASE / Progetti per l’arte è un’idea di artisti per altri artisti. BASE è un luogo unico per la pratica dell’arte in Italia, la cui attività iniziata nel 1998, viene curata da un collettivo di artisti che vivono e operano in Toscana e che si fanno promotori di presentare a Firenze alcuni aspetti, tra i più interessanti dell’arte del duemila. BASE è un dialogo sulla contemporaneità aperto ad un confronto internazionale. 

BASE / Progetti per l’arte è uno spazio non profit la cui attività, coordinata da Lorenzo Bruni, è promossa e sostenuta dagli artisti fondatori con il contributo della Regione Toscana / Toscanaincontemporanea 2025 e per le attività per il 2025/2026 in Via Palazzuolo 87 A/R dal progetto Recreos di Fondazione CR Firenze con il Comune di Firenze e BASEXBASE.

Per maggiori informazioni: www.baseitaly.org