
Al termine della mostra dedicata al Beato Angelico, il
Museo di San Marco ha intrapreso un'importante fase di trasformazione che ha portato non solo al
riallestimento della Sala dell'Angelico, ma a una generale riqualificazione dell'intero percorso di visita.
Il pubblico che visiterà il museo in occasione della nuova mostra dedicata a Rothko troverà un ambiente profondamente migliorato, capace di far dialogare le novità scientifiche con una fruizione più agevole e moderna. La direzione del museo ha infatti lavorato per tradurre nel nuovo allestimento tutte le acquisizioni storiche e le precisazioni cronologiche emerse dai recenti studi, offrendo una disposizione delle opere più coerente e una lettura dei capolavori più immediata.
Un esempio emblematico è la scelta di esporre l’Armadio degli Argenti senza la cornice di primo novecento, permettendone così una migliore lettura e fruizione. Il rinnovamento della Sala dell’Angelico - che conta ben 33 tavole del celebre frate pittore, rendendola la più grande e importante raccolta al mondo di opere su tavola dell'artista - include inoltre dipinti mai esposti al pubblico prima della recente mostra dedicata all’Angelico, come il Trittico francescano della Compagnia di San Francesco in Santa Croce, ricomposto nella sua interezza dopo il magistrale restauro dell’Opificio delle Pietre Dure, accanto alla croce sagomata restituita alla produzione giovanile del maestro.
Oltre alla rinnovata veste espositiva, il museo si presenta oggi più inclusivo grazie agli interventi finanziati dal PNRR per l’abbattimento delle barriere fisiche e cognitive: nuove rampe di accesso, servizi igienici rinnovati e una segnaletica dedicata in corso di realizzazione permetteranno una visita semplice e agevole per tutti. Questo impegno verso il pubblico si completa con la nuova offerta dei Servizi Educativi che, con attività studiate per adulti, famiglie e scuole, accompagneranno i visitatori alla scoperta dei capolavori del museo per tutta la durata dell'esposizione temporanea, garantendo un'esperienza di visita ricca, accessibile e profondamente rinnovata In questo contesto si inserisce il nucleo di opere di Mark Rothko provenienti da importanti collezioni internazionali. Cinque opere di piccolo formato realizzate con tecniche diverse e appartenenti a periodi differenti, saranno in dialogo diretto con cinque degli affreschi delle celle 1, 3, 4, 6, 7 che tanto lo avevano ispirato. Le scelte sono state guidate da affinità di colore, di materia e soprattutto di spirito. Il percorso di visita della sezione speciale al Museo di San Marco prende avvio dalla Cella 1, dove si trova l’affresco del Noli me tangere, che raffigura l’incontro tra Cristo risorto e Maria Maddalena nel giardino della Resurrezione. Le parole rivolte da Cristo alla Maddalena segnano un momento di passaggio tra la dimensione terrena e quella spirituale e invitano alla contemplazione del mistero della Resurrezione; in dialogo con questo affresco sarà presentata l’opera di Mark Rothko [Untitled] (1958), concessa in prestito dalla Collection of Christopher Rothko. Si prosegue poi nella Cella 3, decorata con l’Annunciazione con san Pietro martire, dove l’incontro tra l’angelo Gabriele e la Vergine Maria segna l’inizio della storia della salvezza mentre la presenza del santo domenicano rimanda alla dimensione spirituale della comunità del convento; Untitled (1954) di Mark Rothko, proveniente da collezione privata, sarà invece esposto in questo ambiente. Il percorso continua nella Cella 4, dove è raffigurata la Crocifissione alla presenza di san Domenico e san Girolamo, scena che pone al centro il sacrificio di Cristo accompagnato dalla meditazione dei due santi e invita lo spettatore alla contemplazione del mistero della Passione; qui troverà spazio l’opera di Rothko [Untitled] (1958), concessa dalla Collection of Kate Rothko Prizel and Ilya Prizel. Si giunge quindi alla Cella 6, decorata con la Trasfigurazione, rappresentata alla presenza degli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, dei profeti Mosè ed Elia e delle figure della Madonna e di san Domenico, episodio che allude alla rivelazione della natura divina di Cristo e alla manifestazione della luce della gloria; a questo affresco sarà accostata l’opera di Mark Rothko Gethsemane (Getsemani) (1944), proveniente dalla Collection of Kate Rothko Prizel and Ilya Prizel. Il percorso si conclude infine nella Cella 7, dove è affrescato il Cristo deriso, rappresentato alla presenza della Vergine e di san Domenico e legato alla meditazione sulla sofferenza e sull’umiliazione di Cristo durante la Passione; in questo spazio sarà esposta l’opera di Mark Rothko No. 21 [Untitled] (1947), concessa dalla Collection of Christopher Rothko.
Per ulteriori informazioni:
https://museitoscana.cultura.gov.it/luoghi_della_cultura/museo_di_san_marco