
Una voce, catturata da un microfono e amplificata, vaga nella notte per trovare orecchie disposte ad ascoltare l’Orestea di Eschilo, storia di un conflitto antico che si ripete, con le stesse logiche di potere, sacrificio e inganno.
Peppino Mazzotta in "
Radio Argo Suite" dà corpo alla partitura di Igor Esposito, in un'esperienza immersiva proiettata nella contemporaneità, al
Nuovo Rifredi Scena Aperta di Firenze il
20 e 21 marzo 2026.
Vincitore del Premio “Le Maschere del Teatro Italiano” 2024 come Miglior interprete di monologo,
Mazzotta fa risuonare sei voci fantasma tra le rovine della guerra di Troia, che diventa un paradigma di tutte le guerre. Nelle figure degli eroi greci e troiani riecheggiano sinistramente quelle della storia recente.
Elemento essenziale è la musica originale di Massimo Cordovani, eseguita dal vivo con Mario Di Bonito. Il suono si fa drammaturgia, agendo come un coro greco del tempo presente, amplificando l'atmosfera e sottolineando la potenza del racconto, che invita a riflettere sulla ciclicità della violenza e sulla perenne attualità dei grandi temi del mito.
Radio Argo Suite è una performance per voce e musica, riscrittura dell’Orestea di Eschilo, del poeta e drammaturgo Igor Esposito: una coraggiosa impresa drammaturgica, una densa partitura con una forte vocazione libertaria e ribelle che risulta, tuttavia, fedele ai materiali classici di riferimento.
Quella in scena al Nuovo Rifredi Scena Aperta il 20 e 21 marzo è la nuova edizione del fortunato spettacolo che Peppino Mazzotta, il felice interprete dell'ispettore capo Giuseppe Fazio ne Il Commissario Montalbano televisivo, e Igor Esposito portarono in scena nel 2011: memorabile per chi ebbe la possibilità di vederlo, unanimi i consensi di pubblico e critica, che gli assegnò numerosi premi e riconoscimenti.
Un allestimento, quello di 13 anni fa, più teatrale e meno intimo rispetto a quello attuale, rielaborato da Mazzotta con la maturità di oggi e il desiderio di “sottrarre” per arrivare all’essenza delle cose; Igor Esposito, l’autore del testo, ha aggiunto del proprio agli elementi classici della narrazione pur rispettandoli e ha sapientemente composto una partitura non naturalistica che ha l’eco della scrittura classica.
Per maggiori informazioni:
www.teatrodellatoscana.it