Venerdì 20 marzo 2026, alle ore 10.00, il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio ospiterà la Commemorazione del Centenario della morte di Piero Gobetti (1926-2026), figura centrale del pensiero politico e culturale italiano del Novecento.
Fra i più risoluti oppositori di Mussolini, Piero Gobetti compendiò la sua lettura del fascismo nella famosa formula dell'”autobiografia della nazione”. Nei suoi scritti, sullo sfondo di una riflessione storica e politica che sottolineava l’arretratezza culturale del paese e l’inadeguatezza delle sue classi dirigenti, il successo del fascismo era letto a riprova dell’immaturità politica degli italiani. Si trattava di una tendenza alla “servitù volontaria” sedimentatasi nelle fibre della nazione in assenza di quei processi di modernizzazione della società e della politica avviatisi in Occidente con la riforma protestante e la nascita del capitalismo. Paradossalmente, però, proprio per il suo carattere di “rivelazione”, la lotta contro il fascismo poteva offrire l’occasione per una rigenerazione della nazione. La dittatura aperta che rappresentava l’aspirazione di Mussolini e del fascismo avrebbe infatti permesso la selezione di nuove élites politiche destinate a rigenerare il costume politico degli italiani in senso liberale e democratico.
Piero Gobetti nasce a Torino, 19 giugno 1901. Muore a Parigi il 15 febbraio 1926. Scrittore e uomo politico antifascista, uno dei principali esponenti del liberalismo radicale in Italia. Considerato un erede della tradizione post-illuminista e liberale che aveva guidato l’Italia dal Risorgimento fino a poco tempo prima, tuttavia di stampo profondamente sociale e sensibile alle rivendicazioni del socialismo, fondò e diresse le riviste Energie Nove, La Rivoluzione Liberale e Il Baretti, dando fondamentali contributi alla vita politica e culturale, prima che le sue condizioni di salute, aggravate dalle violenze fasciste, ne provocassero la morte prematura a nemmeno 25 anni durante l’esilio francese.
L’iniziativa si aprirà con i saluti istituzionali della Sindaca di Firenze Sara Funaro, del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, della Rettrice dell’Università degli Studi di Firenze Alessandra Petrucci. Saluti di: Cosimo Ceccuti - Fondazione Spadolini Nuova Antologia; Vannino Chiti - Istituto Storico Toscano della Resistenza; Riccardo Nencini - Gabinetto Vieusseux; Sandro Rogari - Fondazione Biblioteche Cassa Risparmio Firenze; Valdo Spini - Fondazione Circolo Fratelli Rosselli. A coordinare l’incontro sarà l’Assessore alla Cultura del Comune di Firenze Giovanni Bettarini.
Lectio magistralis del Professor Paolo Bagnoli, seguita dai saluti finali di Roberto Badulato, segretario del Circolo Culturale Piero Gobetti.
L’appuntamento è promosso dal Circolo Culturale Piero Gobetti-Firenze con il patrocinio del Comune di Firenze, della Regione Toscana e del Rettorato dell’Università degli Studi di Firenze, con la collaborazione della Fondazione Biblioteche Cassa Risparmio Firenze, dell’Accademia Toscana di Scienze e Lettere La Colombaria, della Fondazione Circolo Fratelli Rosselli, del Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, della Fondazione Spadolini Nuova Antologia - ETS e dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea.