Giovedì 2 aprile 2026 alle ore 18.00, alla Biblioteca delle Oblate di Firenze – Sala Sibilla Aleramo, si terrà un incontro pubblico dedicato a una delle vicende più sorprendenti e controverse della storia politica italiana dell’Ottocento: il “caso Lobbia”.
La serata, realizzata in collaborazione con la Biblioteca delle Oblate, è promossa dalla compagnia teatrale Chille de la balanza, diretta da Claudio Ascoli e Sissi Abbondanza, ed è inserita nel percorso culturale 2026 della compagnia intitolato “A occhi aperti”, dedicato a storie, figure e vicende che interrogano il nostro presente attraverso la memoria storica.
Ospite dell’incontro sarà il giornalista e scrittore Gian Antonio Stella, prestigiosa firma del Corriere della Sera, che da anni indaga con passione e rigore alcuni capitoli dimenticati o rimossi della storia italiana. Nel corso della serata, accanto al suo racconto, gli attori dei Chille leggeranno documenti e articoli storici che permetteranno di ricostruire il clima politico e civile dell’epoca.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni, telefonare al numero 055 2616512, scrivere all'indirizzo bibliotecadelleoblate@comune.fi.it oppure contattare i Chille de la balanza al tel/whatsapp 335 6270739, mail info@chille.it.
Al centro dell’incontro vi sarà la figura di Cristiano Lobbia (1826-1876), patriota risorgimentale, militare garibaldino e deputato del Regno d’Italia, protagonista di una vicenda che intreccia ideali patriottici, scandali finanziari e durissime battaglie politiche.
Nato ad Asiago, Lobbia partecipò giovanissimo ai moti del 1848 contro il dominio austriaco, guidando un corpo di volontari noto come “Legione Cimbrica”. Successivamente combatté accanto a Giuseppe Garibaldi tra i Cacciatori delle Alpi e prese parte anche alla celebre Spedizione dei Mille, distinguendosi per coraggio e capacità militari.
Terminata la stagione delle guerre risorgimentali, intraprese la carriera politica e nel 1867 venne eletto deputato al Parlamento del Regno d’Italia. In aula si fece presto conoscere per il suo carattere intransigente e per la sua determinazione nel denunciare episodi di corruzione e di malaffare. Proprio questa battaglia lo portò al centro di uno dei primi grandi scandali dell’Italia unita: quello legato alla concessione del monopolio dei tabacchi a un gruppo di finanzieri privati, operazione sulla quale gravavano pesanti sospetti di tangenti distribuite a numerosi parlamentari.
Nel 1869 Lobbia dichiarò pubblicamente di possedere prove e testimonianze decisive su quei pagamenti illeciti. Pochi giorni dopo, mentre a Firenze – allora capitale del Regno – il Parlamento stava per avviare una commissione d’inchiesta, il deputato veneto venne aggredito in via dell’Amorino da uno sconosciuto che lo colpì con un bastone e tentò di accoltellarlo.
L’episodio suscitò enorme emozione nell’opinione pubblica: molti videro nell’attentato il tentativo di mettere a tacere un uomo che stava denunciando un sistema di corruzione. Ma la vicenda ebbe uno sviluppo drammatico e inatteso. Invece di chiarire lo scandalo, una parte della stampa e delle istituzioni iniziò a insinuare che l’aggressione fosse stata simulata dallo stesso Lobbia. L’accusatore si trasformò così in imputato e venne condannato per simulazione di reato, in un clima politico incandescente che divise profondamente l’opinione pubblica.
Solo anni dopo la giustizia riconobbe l’inconsistenza delle accuse e Lobbia fu assolto. Ma ormai la sua vita era segnata dalle persecuzioni e dalle amarezze. Nel frattempo, aveva persino rinunciato alla carriera politica per tornare a combattere con Garibaldi in Francia contro la Prussia. Morì nel 1876, pochi mesi dopo la definitiva riabilitazione giudiziaria.
Il “caso Lobbia” resta una pagina esemplare della storia italiana: una vicenda che parla di potere, scandali finanziari, campagne di stampa e manipolazione dell’opinione pubblica, ma anche del coraggio solitario di chi decide di denunciare il malaffare.
Durante la serata alle Oblate, attraverso il racconto di Gian Antonio Stella e la lettura scenica dei Chille di documenti e articoli dell’epoca, il pubblico potrà rivivere questa straordinaria storia dell’Italia post-unitaria. Una storia lontana nel tempo ma sorprendentemente attuale, che invita ancora oggi a guardare la realtà — appunto — a occhi aperti.
Per maggiori informazioni: https://chille.it