Martedì 14 aprile 2026, alle ore 18.00, la
libreria Libraccio di Firenze, in via de' Cerretani 16r, ospita l'incontro di presentazione dei libri
"Lo schiacciapatate" di Fabio Mendolicchio (Editore I Libri di Mompracem) &
"Il cimitero delle macchine" di Sergio La Chiusa (Miraggi Edizioni) in dialogo con Paolo Ciampi.
"Lo schiacciapatate. Ossessioni di un editore cuoco tra la cucina editoriale e l'ibridacena" di Fabio Mendolicchio (Editore I Libri di Mompracem)
"Prendete uno schiacciapatate, uno comune, di acciaio inossidabile, con un manico fisso e uno mobile e... Non sapete cos’è uno schiacciapatate? Cioè lo desumete solo dal significato del nome ma non l’avete mai visto? Cominciamo dal principio." Dai fornelli alla scrivania editoriale, dal rumore dei mestoli a quello delle rotative: Fabio Mendolicchio, cuoco per 35 anni e fondatore di Miraggi Edizioni, racconta il suo percorso visionario tra pentole e parole. Lo schiacciapatate è un viaggio ironico e appassionato dietro le quinte dell’editoria indipendente, condito da aneddoti, intuizioni e ricette nate nei menù delle sue celebri L’IBRIdaCENA, dove i libri finiscono in tavola. Un libro per chi ama leggere, cucinare, ascoltare storie di vita e scoprire i retroscena (talvolta surreali) del mondo dei libri. Tra sformati di spinaci e cataloghi editoriali, Mendolicchio ci accompagna in un percorso in cui ogni piatto è un racconto e ogni racconto un’occasione per nutrire mente e palato. Chi l’ha detto che tra letteratura e cucina non possa nascere un amore duraturo? Basta uno schiacciapatate… e il gioco è fatto.
"Il cimitero delle macchine" di Sergio La Chiusa (Miraggi Edizioni)
Una farsesca odissea metropolitana in un mondo dominato dal senso di crisi. Giocando con le regole del patto tra narratore, personaggio e lettore, La Chiusa prende un’esistenza fittizia e anodina, per quanto emblematica, un personaggio da romanzo – Ulisse Orsini – e ci invita a osservarlo da vicino: un soggetto improduttivo, in esubero, ossessionato dalla propria sensazione di illegittimità; uno che ha perso il lavoro e si rintana in casa, riducendosi a sgattaiolare sul pianerottolo per non incontrare i rispettabili condomini. Lo colloca in una metropoli nei primi anni Duemila, riconoscibile eppure fantastica, un cantiere interminato, coerente solo nella propria vocazione di «città della moda e degli eventi»; e lo segue nella sua tragicomica odissea urbana, attraverso paradossali ambulatori e ospedali simili a penitenziari, per vie ridotte a scarni residui dello sfruttamento economico, finché giunge – in mutande e con una valigia piena di biancheria – in una discarica dell’hinterland. Qui, nel cimitero delle macchine, tra i reietti accampati in mezzo a rottami e carcasse d’auto, Ulisse conosce Lazzaro Lanza, un imbianchino con aspirazioni messianiche, che lo trascina nelle azioni del suo movimento rivoluzionario (e nei suoi lavori di tinteggiatura). Il sardonico avvicendarsi di sipari architettato dall’autore rivela tutta l’assurdità del mondo contemporaneo e registra l’inesausto stato di tensione tra l’insostenibilità del reale e la fuga nell’immaginazione. Una tensione che ingabbia Ulisse e gli altri personaggi del romanzo, facendone le nostre grottesche controfigure.
Per maggiori informazioni:
www.libraccio.it