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venerdì 17 aprile 2026

"Matteotti" di Stefano Massini con Ottavia Piccolo al Teatro della Pergola di Firenze

16-04-2026
Un racconto civile che trasforma la storia in coscienza e ci interroga sul presente. Al Teatro della Pergola di Firenze, dal 16 al 18 aprile 2026, arriva "Matteotti. Anatomia di un fascismo", potente spettacolo che, a 100 anni dall'omicidio di Giacomo Matteotti, ne ricostruisce la figura e il contesto storico. Le parole di Stefano Massini, la voce di Ottavia Piccolo e le musiche de I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, trasformano il ricordo in un’esperienza intensa, capace di toccare le corde più profonde della memoria collettiva. 

Lo spettacolo ripercorre una delle pagine più drammatiche della storia italiana, con l'impegno di restituirne la tensione, la forza e l'urgenza della narrazione. Si parte dalla testimonianza di chi c'era, ha visto e non si è tirato indietro, per ricostruire l'omicidio del parlamentare Giacomo Matteotti, ucciso per mano fascista. Viene evidenziato il suo coraggio e la sua denuncia.

La persistenza del fenomeno del fascismo, nel tempo e nello spazio, in forme vecchie e nuove, ci porta poi a considerare quanto sia indispensabile, oggi più che mai, occuparsi della cosa pubblica, del bene pubblico, guidati da un pensiero costruttivo, legalitario, partecipativo, paritario, realistico e competente, attraverso atti e parole chiare, come quelle di Giacomo Matteotti e di sua moglie Velia.

Le quattro e mezza del pomeriggio del 10 giugno 1924. Alcuni testimoni dichiarano di aver assistito a una colluttazione all'interno di una vettura e di aver visto espellere quello che sarà riconosciuto essere il tesserino del deputato on. Giacomo Matteotti.

Matteotti. Anatomia di un fascismo ripercorre l’ascesa e l’affermazione di quel fenomeno eversivo che Matteotti seppe comprendere, fin dall’inizio, in tutta la sua estrema gravità, a differenza di molti che non videro o non vollero vedere. Il pericolo più grande, la malattia che fa morire un uomo è quella che non senti crescere.

Matteotti li riconobbe: quelli che al caffè dietro il Duomo, a Ferrara, ordinavano il “celibano” perché non lo sapevano che “cherry-brandy” è inglese; quelli che dicevano di riportare ordine nel disordine, perché il fascismo ha assoluto bisogno di sentirsi in pericolo, di attaccare per non essere attaccato; quelli che, d'un tratto, sfilarono in migliaia dietro al Contessino Italo Balbo e si presero l’Italia intera.

Giacomo Matteotti - l’oppositore, il pacifista, lo studioso, l’amministratore, il riformista, il visionario - prese la parola, pubblicamente e instancabilmente, nei suoi molti scritti e nei suoi moltissimi discorsi: una parola chiara, veritiera, fondata sui fatti, indiscutibile. Una parola che smaschera. Per questo fu ucciso (cfr. note di regia).

"Io denuncio la manovra politica con cui si è spacciata l'eversione più radicale camuffandola nel suo esatto opposto, ovverosia nella garanzia dell'ordine.

Io denuncio il sistematico uso della forza, la riduzione al silenzio delle voci dissenzienti.

Io denuncio all'Italia e al mondo intero che un mostro chiamato fascismo ogni giorno diventa più potente proprio grazie al silenzioso assenso di chi lo svaluta, lo legittima e non lo combatte!

Tempesta, così lo chiamavano. Uno con il sangue caldo."

A 100 anni di distanza è il teatro, è la musica, sono le parole di Stefano Massini, la voce di Ottavia Piccolo, i suoni de I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo a prendersi l'impegno di parlare.

Per maggiori informazioni: www.teatrodellatoscana.it 

Foto: Antonio Viscido