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venerdì 17 aprile 2026

Il tour della mostra PREZIOSA YOUNG inizia a Firenze dal 25 Aprile al 3 Maggio al MIDA

25-04-2026

LAO – Le Arti Orafe Contemporary Jewellery School di Firenze, la prima istituzione didattica italiana dedicata all'oreficeria contemporanea, fondata da Giò Carbone nel 1985, ha annunciato i vincitori del prestigioso concorso internazionale PREZIOSA YOUNG, organizzato annualmente dal 2008.
Gli artisti selezionati per l'edizione 2026 sono le designer Lois Lo, Nga Ching Ko, entrambe provenienti da Hong Kong, e le cinesi Lulu Tian e Jiangling Wang. Nel corso degli anni, PREZIOSA YOUNG è diventato una piattaforma di riferimento per i talenti emergenti under 35 nel panorama internazionale della gioielleria di ricerca, offrendo ai vincitori importanti riconoscimenti e opportunità attraverso collaborazioni con partner d'eccellenza.

La mostra itinerante delle artiste vincitrici toccherà tre paesi e quattro sedi prestigiose, accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo con immagini a colori ad alta risoluzione e contributi critici.
Il viaggio inizierà al MIDA (Mostra Internazionale dell’Artigianato) a Firenze, dal 25 aprile al 3 maggio 2026, nella Sala della Volta, uno spazio interamente dedicato a Le Arti Orafe.
Successivamente, la mostra si sposterà alla SCHMUCKE Galerie di Berlino, diretta da Petra Brenner (23 maggio – 13 giugno 2026), proseguirà alla Galerie Door di Doreen Timmers a Nijmegen, Paesi Bassi (11 luglio – 1° agosto 2026), per concludersi alla Thereza Pedrosa Gallery di Asolo, Italia (7 – 29 novembre 2026).

I premi speciali offerti dai partner
I partner del concorso hanno assegnato premi speciali alle finaliste:
Lois Lo ha ricevuto l’INHORGENTA PRIZE da Irina Probst, garantendosi uno spazio espositivo gratuito alla fiera di Monaco 2027.

Jiangling Wang è stata premiata con il LOST IN JEWELLERY MAGAZINE PRIZE da Laura Helena Aureli, che comprende cinque giorni di promozione sui social media e una pagina dedicata sul sito “A Room with a View” di LIJM.

Lulu Tian ha vinto due premi: il MYBAYBYDAYGALLERY PRIZE, offerto da Laura Helena Aureli, che include cinque giorni di promozione e una pagina dedicata sul sito della galleria, e il JOURNAL DES BIJOUX PRIZE, assegnato da Laura Astrologo Porché, che le dedicherà un post sui canali Instagram (@journaldesbijoux) e LinkedIn (Laura Journal des Bijoux).

La giuria internazionale
La selezione è stata effettuata da una giuria composta da esperti e personalità influenti del mondo della gioielleria contemporanea, che hanno valutato le candidature anonime dei partecipanti, premiando la qualità del design e della manifattura, l'uso contemporaneo dei materiali e l'innovazione concettuale e tecnica.

La commissione, presieduta da Giò Carbone, fondatore e coordinatore del progetto PREZIOSA – Florence, Jewellery Week e PREZIOSA YOUNG, ha riunito diverse competenze: Alice Rendon, storica dell’arte e curatrice di PY; Maria Laura La Mantia, storica del gioiello; Laura Helena Aureli, fondatrice di Lost In Jewellery Magazine e MyDayByDay Gallery di Roma; Farieda Nazier, artista e curatrice della FADA Gallery, Università di Johannesburg; Irina Probst, Exhibition Manager di INHORGENTA Monaco; Laura Astrologo Porché, giornalista di gioielleria e fondatrice di Journal des Bijoux; Bryna Pomp, direttrice di MAD About Jewelry, Museum of Arts and Design, New York; l’artista orafo Zhipeng Wang, vincitore dell’edizione 2021 di PREZIOSA YOUNG; le direttrici delle gallerie coinvolte, Thereza Pedrosa (Asolo), Doreen Timmers (Nijmegen) e Petra Brenner (Berlino).La residenza artistica, il premio speciale LAO

Per ogni edizione, da qualche anno LAO offre a uno dei vincitori la possibilità di soggiornare a Firenze in qualità di Artista in residenza, per un periodo che varia in base alla disponibilità del vincitore. Questo anno il premio è stato assegnato a Jiangling Wang.
La vincitrice soggiornerà a Firenze per una settimana, durante la quale avrà pieno accesso ai laboratori LAO per sviluppare il proprio progetto. L’artista terrà una presentazione agli studenti e donerà un’opera tra quelle esposte durante la mostra itinerante alla Collezione di gioielleria contemporanea LAO.

PREZIOSA YOUNG è un progetto organizzato e curato da LAO - Le Arti Orafe Jewellery School, Firenze

I progetti vincitori

Lois Lo (1998)

La mia pratica è informata da elementi architettonici che mediano luce, spazio e percezione — nello specifico mattoni, persiane e finestre. Queste strutture creano atmosfere distinte attraverso il ritmo e l'inquadratura spaziale. Il lavoro di Tadao Ando, con il suo minimalismo disciplinato e la precisa orchestrazione di luce e ombra, costituisce un punto di riferimento centrale e fornisce il quadro concettuale per questa collezione. Traducendo questi principi architettonici in gioielleria contemporanea, questo corpus di lavori impiega un metodo sperimentale di incastonatura delle pietre sviluppato e perfezionato attraverso la mia ricerca magistrale. La tecnica è estremamente meticolosa e richiede molto tempo, necessitando che ogni gemma sia intagliata individualmente per accogliere la propria montatura. Integrando l'incastonatura direttamente nella pietra, il processo ridefinisce la tradizionale gerarchia tra metallo e gemma, posizionando la pietra come fondamento sia strutturale che estetico. Questo approccio innovativo e personale sfida le convenzioni consolidate nella lavorazione lapidaria e del metallo, offrendo nuove possibilità per il modo in cui le gemme possono essere presentate e vissute. La collezione mette in mostra l'interazione tra quarzo fumé e topazio bianco, esplorando le loro qualità materiali e ottiche. Ho esteso questa esplorazione attraverso il trattamento termico del quarzo fumé per creare un sottile effetto sfumato, evocando il modo in cui la luce filtra attraverso le persiane o si riflette sulle finestre all'alba o al tramonto. Per fissare queste pietre con integrità strutturale ma minima interferenza visiva, utilizzo acciaio inossidabile saldato al laser per un'incastonatura precisa e stabile. Questa collezione articola una narrazione di ritmo architettonico e luce temporale. Combinando tecniche di incastonatura sviluppate autonomamente con la sperimentazione materiale, i pezzi fungono da interventi spaziali in miniatura—evocando la silenziosa trasformazione della luce nelle diverse ore del giorno.

Nga Ching Ko (1993)

La produzione, l'uso e lo smaltimento eccessivi dei tessuti da parte della popolazione hanno esercitato una tremenda pressione sull'ambiente. I negozi di seconda mano sono pieni di abiti, e nemmeno donarli allevia efficacemente questo peso. In realtà, non è facile che vecchi capi vengano selezionati nel mercato dell'usato. Gli indumenti devono piacere a qualcuno, andare bene a qualcuno ed essere in buone condizioni o presentare pochi difetti. La serie Replay utilizza abiti di seconda mano raccolti da negozi dell'usato o discariche e li reinterpreta attraverso l'artigianato. Le parti ancora in buono stato dei vecchi indumenti vengono estratte e trasformate in opere d'arte. Gli abiti di seconda mano vengono indossati nuovamente sotto forma di gioielli. Man mano che questi vestiti si trasformano da prodotti finiti in materie prime, conferiscono anche ai creatori il privilegio di immaginare il passato di questi indumenti. Il processo di osservazione dei dettagli è come rivivere frammenti delle vite dei precedenti proprietari. Queste osservazioni sugli abiti di seconda mano diventano l'ispirazione per la creazione, dove i motivi e i colori dei tessuti danno vita a forme diverse. Nella realizzazione delle opere è stata presa come riferimento la lavorazione del tessuto e del materiale tipica dell'artigianato giapponese Kimekomi (木目込み人形). Questa tecnica permette al tessuto, come materiale, di essere presentato in modo stabile e compatto piuttosto che in uno stato leggero e svolazzante.

Lulu Tian (2003)

When The Ocean Left Its Dead Alive. Il mio progetto esplora l'intersezione tra gioielleria, biomateriali e ciclo marino, utilizzando bioplastica da squame di pesce—un materiale biodegradabile che ho sviluppato a partire da squame di pesce di scarto. Trasformando questo prodotto di scarto trascurato in un mezzo versatile, il mio lavoro ridefinisce i materiali della gioielleria evidenziando al contempo la responsabilità ecologica nel design. Il concetto centrale è la natura che si riappropria del corpo: il gioiello come estensione indossabile dell'oceano. Ispirato agli organismi marini, ogni pezzo è concepito come qualcosa che fluttua, cresce e alla fine ritorna alla sua origine. Osservo forme di vita come le alghe che ondeggiano nelle correnti, il plancton che si muove in ritmi collettivi e i polipi di corallo che si stratificano nel tempo. Questi modelli di crescita naturale informano un sistema di costruzione modulare, permettendo ai pezzi di espandersi visivamente e fluire sul corpo, come se la vita oceanica stesse prendendo il sopravvento. La bioplastica viene colorata utilizzando coloranti naturali estratti da piante e frutti, tra cui legno del Brasile, reseda (Reseda luteola), noce e melograno. Questi pigmenti esaltano le qualità organiche del materiale rispecchiando al contempo la vitalità e la fragilità degli ecosistemi marini. Ogni forma di gioiello è costruita attraverso un sistema modulare: fogli piatti di bioplastica vengono tagliati al laser in unità individuali, che vengono poi incastrate insieme per creare intricate forme tridimensionali. Questo metodo di costruzione elimina gli adesivi, riduce al minimo gli sprechi e preserva la purezza e l'adattabilità del materiale. Alcuni pezzi sono regolabili, con componenti che possono essere smontati e riassemblati per adattarsi a diverse misure, rendendo il design versatile e inclusivo. L'uso di materiale biodegradabile garantisce che il gioiello si degradi naturalmente nel tempo, rispecchiando i cicli della vita marina. Questa impermanenza invita a riflettere sulla natura transitoria della bellezza e sul nostro rapporto con gli oggetti che indossiamo. Una volta scartati, i pezzi ritornano alla terra, completando sia un ciclo materiale che concettuale. In definitiva, When The Ocean Left Its Dead Alive immagina il gioiello come un'entità vivente—un organismo che fluttua, evolve e si dissolve nuovamente nel mare. Trasformando lo scarto in un materiale poetico, il progetto offre una narrazione alternativa dell'ornamento: radicata nei ritmi dell'oceano, nella trasformazione e in una silenziosa resilienza ecologica.

Jiangling Wang (1991)

La serie CANG 藏 trae ispirazione dall'artigianato tessile, esplorando l'interazione tra strumenti, tecniche e materiali nella formazione delle strutture di gioielleria. L'argento funge da mezzo principale, ritorto a mano in varie forme di filo, poi intrecciato, assemblato e ricostruito per esaminare il flusso e il ritmo tra le linee. Un aspetto distintivo del progetto risiede negli strumenti autoprodotti, che agiscono come "co-creatori" nel processo di realizzazione. Attraverso resistenza, forma, ritmo e tattilità, gli strumenti influenzano direttamente la struttura e il linguaggio di ogni pezzo. Questo metodo di "simbiosi strumento-prodotto" amplia le possibilità del design e sottolinea la conoscenza incarnata e il valore culturale dell'artigianato manuale. Attraverso forme raffinate e fluide, cerco di trasmettere una forza interiore silenziosa, dialogando con i discorsi in corso sul linguaggio dei materiali e sulla pratica sostenibile nel design contemporaneo. Il significato di "藏" (CANG) è simile a "nascondere" o "celare" in italiano. Nella cultura cinese, il carattere "藏" porta con sé significati ricchi come conservare, nascondere, preservare o custodire. Simboleggia la forza interiore, la bellezza contenuta e la profondità silenziosa della saggezza. All'interno del mio progetto, "藏" riflette non solo il linguaggio visivo raffinato e sottile dei pezzi, ma anche la tensione e la potenza incorporate nelle loro strutture. Celebra la profondità culturale dell'artigianato, trasmettendo un senso di resilienza silenziosa e intensità emotiva attraverso intricati processi di tessitura e costruzione della forma.


LAO a MIDA 2026 Fortezza da Basso, Sala della Volta | Tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00

www.artiorafe.it