Dal 17 al 18 aprile 2026, alle ore 21.00, al Teatro Nuovo Rifredi Scena Aperta di Firenze (Via Vittorio Emanuele II, 303 ) sarà in scena lo spettacolo "Città Sola" di Olivia Laing, a cura della compagnia lacasadargilla, con Lisa Ferlazzo Natoli, regia di Alessandro Ferroni e Lisa Ferlazzo Natoli. La compagnia traduce visivamente la ricerca di Olivia Laing, trasformando il palco in una mappa emotiva di New York. Per mezzo di immagini proiettate (di Maddalena Parise) e di un sound design stratificato (di Alessandro Ferroni), lo spettatore viene immerso in un “acquario” urbano dove le vite degli artisti (da Hopper a Warhol) si intrecciano alle nostre. Olivia Laing indaga come l’isolamento urbano possa diventare un atto di resistenza e come l'arte possa “curare le ferite” creando una connessione invisibile tra estranei.
Città sola è un dispositivo ottico e corpo sonoro dalla natura immersiva per una sola voce narrante, quella di Lisa Ferlazzo Natoli, regista e autrice (per When the Rain Stops Falling ha ottenuto i premi UBU e della Critica per la miglior regia e, con Alessandro Ferroni, il premio UBU alla regia per Il Ministero della Solitudine e Anatomia di un Suicidio). La prima variazione teatrale di un progetto modulare ideato da lacasadargilla, che sperimenta diverse forme narrative e installative, ispirate dal testo di Olivia Laing. Un invito a riflettere su una solitudine tutta urbana e sulla capacità dell'arte di ricucire le pieghe più nascoste dell'animo umano, nello spazio di due grandi lavagne verticali e una panchina.
Sulle lavagne, definite come “isole di granito, cemento e vetro” ispirate ai paesaggi urbani, scorrono macroscopie di città, bagliori e dettagli delle opere degli artisti menzionati nel testo (Edward Hopper, Andy Warhol, Henry Darger, Klaus Nomi, David Wojnarowicz, Zoe Leonard e Josh Harris), moltiplicandosi su un fondale in PVC per evocare l'impossibilità di afferrare la città nella sua interezza.
Ad accompagnare il viaggio di Lisa Ferlazzo Natoli, un paesaggio sonoro che fonde atmosfere siderali con rumori cittadini, mescolati a brani jazz, rock, pop e folk newyorkesi. Queste musiche, che hanno segnato gli anni in cui è ambientato il libro, raccolgono l'eredità di artisti riscoperti da Olivia Laing, creando una colonna sonora che amplifica l'esperienza emotiva.
(photo credits: Claudia Pajewski)
Per ulteriori informazioni: www.teatrodellatoscana.it