Venerdì 24 aprile 2026, alle ore 19.00, Aria Art Gallery, a Firenze in Borgo Santi Apostoli 40r, ospita l'inaugurazione di "Hunting Shadows", la mostra personale di Veljko Vučković, curata e realizzata in collaborazione con Why Nat.
Come sottolinea la curatrice Nataša Radojević, la mostra riunisce un nuovo corpus di opere, segnando un significativo cambiamento sia nella dimensione sia nell’ambito concettuale della pratica pittorica di Vučković.
Se il cinema europeo politicamente impegnato degli anni Sessanta e Settanta rimane un riferimento fondamentale, i nuovi lavori attingono anche al film noir e ai films gris, ampliando la gamma visiva e atmosferica della pittura. La mostra mantiene inoltre un dialogo con il cinema italiano, in particolare con il genere poliziesco, creando una risonanza tra le opere e il contesto in cui vengono presentate. Queste influenze introducono nuovi motivi e tensioni narrative, proseguendo al contempo l’indagine dell’artista su potere, ambiguità e costruzione dell’immagine.
I dipinti si fondano sulla trasformazione del materiale cinematografico: i fotogrammi vengono manipolati digitalmente e successivamente tradotti in pittura, passando da immagini riproducibili a oggetti unici. In questo processo, le immagini diventano nomadi, muovendosi tra diversi media pur conservando tracce della loro origine. La preparazione digitale si combina con un gesto pittorico diretto, spesso continuo, permettendo all’immagine di emergere attraverso un equilibrio tra controllo e contingenza. Il processo dell’artista prevede la selezione e la decostruzione di fotogrammi cinematografici, seguite da un ampio lavoro di editing digitale, montaggio, collage e alterazione, prima del trasferimento dell’immagine su tela. Il materiale viene spesso ridotto al bianco e nero; alcuni elementi vengono rimossi, riposizionati o frammentati; contrasto e illuminazione vengono rielaborati; e talvolta vengono introdotti interventi testuali. Questo metodo opera con una precisione quasi archeologica, in cui i frammenti vengono analizzati, riorganizzati e infine materializzati attraverso la pittura a olio.
Le opere risultanti rifiutano significati univoci, aprendo invece a un campo interpretativo multivalente. Piuttosto che trasmettere un messaggio unico, si muovono dalla decostruzione del familiare verso la costruzione di nuove possibilità percettive. Collocate tra la loro origine e la loro trasformazione, le pitture permettono una convergenza di significati, in cui l’artista assume il ruolo di investigatore e lo spettatore completa il processo interpretativo.
Veljko Vučković (Serbia, 1994) ha conseguito il Master sotto la guida del professor Nikola Božović presso la Facoltà di Arti Applicate di Belgrado, dove nel 2023 ha ottenuto anche il dottorato con il professor Ivan Grubanov, con la tesi After the Original – Painting Between Reproduction and Authenticity. Attualmente è assistente professore di Disegno e Pittura presso la stessa istituzione. Vučković ha realizzato 20 mostre personali e partecipato a oltre 100 mostre collettive in ambito nazionale e internazionale, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti. Le sue opere fanno parte di collezioni private e istituzionali in tutto il mondo. Nel 2025 ha vinto il primo premio al Prisma Art Prize, curato da Domenico de Chirico, ed è stato finalista al Combat Prize. Nello stesso anno ha ricevuto il Primo Premio al 63° October Salon di Leskovac, il Premio Igor Belohlavek al 68° October Salon e un riconoscimento alla 34ª Mostra del Piccolo Formato di Šabac. Nel 2024 ha ricevuto il Premio della Fondazione Vladimir Veličković per il disegno. Tra i riconoscimenti precedenti figurano il Terzo Premio della Niš Art Foundation (2018) e il Premio Momčilo Moma Marković per il miglior disegno di piccolo formato (2017). Ha partecipato a numerose fiere d’arte internazionali, tra cui Art Miami, Art Madrid e London Art Fair. Vive e lavora a Belgrado, Serbia.
Per maggiori informazioni: www.ariaartgallery.com