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sabato 25 aprile 2026

Live media performance: intervento del fondatore di fuse* Mattia Carretti al Bright Festival

18-04-2026

Il palco tenderà sempre più a configurarsi come un organismo vivo: uno spazio dinamico in cui tutti gli elementi entrano in relazione e si influenzano reciprocamente in tempo reale. Immagino un linguaggio narrativo privo di gerarchie, dove corpo, suono, luce, scenografia e componente visiva non sono livelli separati, ma parti di un unico sistema integrato, capace di trasformarsi ed evolvere continuamente davanti allo sguardo del pubblico.".  

Con questa visione si è aperto l’intervento di Mattia Carretti, fondatore di fuse*, tra i protagonisti della giornata del Bright Festival, il festival internazionale dedicato alla creatività digitale e ai nuovi linguaggi contemporanei, in programma fino al 19 aprile 2026 a Firenze, tra Stazione Leopolda, Innovation Center e The Social Hub.

Il talk ha portato al centro il tema delle live media performance, uno degli ambiti più avanzati della ricerca contemporanea, in cui tecnologia, arte e corpo si fondono per creare esperienze immersive e interconnesse.

“Quello che cerchiamo di fare è superare il modello tradizionale del palcoscenico,” ha proseguito Carretti. “Non immaginiamo più elementi separati che dialogano tra loro, ma un unico ecosistema interconnesso, in cui ogni componente reagisce in tempo reale e restituisce al pubblico la percezione di trovarsi di fronte a qualcosa di vivo.".

Nel corso dell’intervento, Carretti ha raccontato anche alcune delle sperimentazioni più recenti dello studio, tra cui il progetto “Sàl”, con coreografia di Diego Tortelli e il contributo di figure provenienti dal mondo scientifico, tra cui l’astrofisico Fabio Bacchini e il biologo Roberto Ferrari.

“Lavoriamo all’intersezione tra discipline diverse” ha spiegato. “Arte, scienza e filosofia non sono ambiti separati, ma strumenti che, messi in relazione, ci permettono di esplorare territori inediti e costruire linguaggi più articolati e profondi. Mantenere un legame con il passato è fondamentale, ma lo è altrettanto aprire spazio al futuro: i nuovi movimenti artistici raramente vengono riconosciuti nel momento in cui nascono, ma è proprio in quella fase iniziale, spesso fragile e sperimentale, che si delineano le traiettorie di ciò che verrà".

Secondo Carretti, questi nuovi linguaggi rappresentano anche una chiave concreta per avvicinare pubblici sempre più ampi, in particolare le nuove generazioni, al mondo della performance e del teatro: "Questi strumenti hanno una natura universale e riescono a parlare a persone diverse per età e background. La stratificazione dei livelli narrativi consente a ciascuno di trovare un proprio punto di accesso all’opera, rendendo l’esperienza più inclusiva e coinvolgente. Rispetto al futuro, è davvero difficile fare previsioni soprattutto in ambiti così fortemente influenzati dalla tecnologia e dalla rapidità del cambiamento. Tuttavia, sono per natura ottimista e credo che tutto questo ci porterà verso una maggiore connessione e a una rinnovata attenzione per ciò che ci rende umani: empatia, relazione, presenza” ha concluso Carretti. “È da lì che nasce ogni forma autentica di espressione artistica”.

Il programma di domenica 18 aprile 2026

A The social hub sono in programma laboratori, seminari e masterlcass.

“Progettare il sè digitale: Ai come interlocutore nel processo creativo” (ore 14 – 15:30) presenta attraverso la costruzione di un agente ai, come i propri metodi di esplorazione possano essere codificati per creare una ‘ai persona’ che agisca da interlocutore attivo nello sviluppo del processo creativo in ambito fotografico”; “disegni di luce 2.0” (ore 15-18) è un laboratorio interattivo in cui i bambini poseranno matite e pennelli per “disegnare” con la luce; “Immersive media and entertainment: from emotional spectacle to the multi-input environment” (14-15.30) aiuterà a scoprire i linguaggi immersivi, mentre “Misused technologies. Creatività, progettazione, tecnologia e libertà” (ore 11-12.30) partendo da uno spunto di Munari, cerca di capire dove e come collocare la tecnologia nel processo creativo per realizzare la visione creativa. Infine “Do you readme? Open studio session” (14.30-16.30) è una performance interattiva audiovisiva tra paesaggi onirici e surreali.

Allo Spazio Music Garden alla Stazione Leopolda dalle 18 la musica di Dedalo District.

Informazioni e biglietteria
Per consultare il calendario completo degli appuntamenti, conoscere i dettagli dei singoli workshop o procedere all'acquisto dei biglietti, è possibile visitare il sito ufficiale della manifestazione all'indirizzo www.brightfestival.com, dove sono disponibili tutti gli aggiornamenti in tempo reale per partecipare a questa tre giorni dedicata al futuro.

Per maggiori informazioni: www.brightfestival.com