Base / Progetti per l’arte presenta giovedì 23 aprile 2026 dalle ore 18.00 l’opera video Made in Italy di Marzia Migliora scelta per l'occasione dell’ultimo appuntamento all'interno dello spazio temporaneo di BASE in via Palazzuolo 87 A/R a Firenze.
La mostra si inserisce in un percorso più ampio di riflessione che il progetto non profit di Firenze, fondato nel 1998 da un collettivo di artisti residenti in Toscana, ha sviluppato nel corso dell’ultimo anno sul concetto di comunità e sui processi di costruzione del senso di appartenenza, affrontando al contempo i temi della trasformazione, della rigenerazione e della riqualificazione dei territori attraverso l’intervento artistico. La mostra Made in Italy di Marzia Migliora a Base, visibile dalle ore 18:00 del 23 aprile, è anticipata da una sua conferenza alle ore 15:00 - all'interno del ciclo di conferenze a cura di Lorenzo Bruni dal titolo Culture digitali adesso - in Aula Cenacolo dell'Accademia di Belle Arti di Firenze in via Ricasoli n.66.
Made in Italy di Marzia Migliora è un video che indaga il rapporto tra produzione industriale, territorio e memoria a partire dal caso emblematico di uno stabilimento tessile di Gallarate, chiuso a seguito di sequestro giudiziario per fallimento collegato alla più ampia crisi finanziaria del settore. Girato all’interno della fabbrica abbandonata, il lavoro restituisce una condizione di sospensione temporale in cui gli spazi appaiono ancora attraversati dalle tracce del lavoro passato, trasformandosi in una sorta di paesaggio sospeso tra rovina e persistenza. I raccoglitori di acqua piovana, disseminati negli ambienti per arginare le infiltrazioni del tetto, diventano elementi centrali della narrazione video. Questi oggetti assumono un valore simbolico, mettendo in relazione l’acqua “pulita” raccolta all’interno dell’edificio con quella contaminata che per anni le industrie tessili hanno scaricato nel torrente Arno, che attraversa Gallarate. In molte sequenze, forme di vita inattese — funghi, presenze organiche, piccoli pesci — sembrano riabitare lo spazio, suggerendo una trasformazione silenziosa dell’ambiente.
Il video nasce da una ricerca sviluppata sul territorio di Gallarate ed è stato presentato al MA*GA – Museo d’Arte Gallarate nell’ambito del Premio Nazionale Arti Visive. Il lavoro si inserisce inoltre nel più ampio percorso dell’artista sostenuto dal programma Italian Council, che accompagna la sua indagine sui temi del lavoro, della produzione e delle trasformazioni economiche e sociali. La scelta di presentare questo lavoro a Firenze si lega non solo alla centralità della tradizione tessile nella storia produttiva della regione toscana, ma anche alla coincidenza di due fiumi in due regioni differenti, ma che portano lo stesso nome: Arno. Il progetto attiva così una risonanza tra contesti lontani, mettendo in relazione memorie industriali, crisi economiche e questioni ambientali che attraversano l’intero Paese. Come afferma Marzia Migliora, mi interessa lavorare su ciò che resta, su ciò che continua a parlare anche quando la produzione si è fermata. In questo senso, il lavoro costruisce una riflessione in cui anche un gesto minimo può diventare una forma di responsabilità nei confronti dei territori che abitiamo.
Marzia Migliora (Alessandria, 1972; vive e lavora a Torino) sviluppa dai primi anni Duemila una pratica multidisciplinare che attraversa video, fotografia, suono, installazione, performance e disegno. Il suo lavoro si concentra sul rapporto tra memoria, lavoro e trasformazioni sociali, indagando le contraddizioni del capitalismo industriale e le sue ricadute sui corpi, sulle comunità e sull’ambiente. Attraverso dispositivi narrativi e visivi che intrecciano dimensione documentaria e costruzione simbolica, costruisce narrazioni capaci di dare forma a storie marginali o rimosse, mettendo in relazione esperienze individuali e dinamiche collettive. Negli ultimi anni la sua ricerca si è ampliata includendo una prospettiva multispecie, aprendo a una riflessione sulle crisi ecologiche contemporanee e sulla necessità di ripensare le relazioni tra umano e non umano. Il lavoro di Marzia Migliora è stato esposto in importanti istituzioni italiane e internazionali, tra cui: Galleria Regionale della Sicilia, Palazzo Abatellis, Palermo, 2025; Tai Kwun Contemporary, Hong Kong, 2023; MAO, Torino, 2023; Radius Center for Contemporary Art and Ecology, Delft, 2023; Dhaka Art Summit, 2023; Fondazione Prada, Milano, 2023; MAXXI, Roma, 2023; Museo delle Civiltà, Roma, 2022; Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli, Torino, 2020; MA*GA, Gallarate, 2020; OGR Officine Grandi Riparazioni, Torino, 2019; Serlachius Museum, Mänttä, 2019; Ca’ Rezzonico, Venezia, 2017; Fondazione Merz, Torino, 2015; 56a Esposizione Internazionale d’Arte – Biennale di Venezia nel Padiglione Italia, 2015. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche, tra cui: Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli, Torino; Museo del Novecento, Milano; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Fondazione Merz, Torino; Collezione ACACIA, Milano; Collezione La Gaia, Busca; Museo delle Civiltà, Roma.
BASE / Progetti per l’arte è un’idea di artisti per altri artisti. BASE è un luogo unico per la pratica dell’arte in Italia, la cui attività iniziata nel 1998, viene curata da un collettivo di artisti che vivono e operano in Toscana e che si fanno promotori di presentare a Firenze alcuni aspetti, tra i più interessanti dell’arte del duemila. BASE è un dialogo sulla contemporaneità aperto ad un confronto internazionale.
BASE / Progetti per l’arte è uno spazio non profit la cui attività, coordinata da Lorenzo Bruni, è promossa e sostenuta dagli artisti fondatori con il contributo della Regione Toscana / Toscanaincontemporanea 2025 e per le attività per il 2025/2026 in Via Palazzuolo 87 A/R dal progetto Recreos di Fondazione CR Firenze con il Comune di Firenze e BASEXBASE.
Per maggiori informazioni: www.baseitaly.org