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venerdì 15 maggio 2026

"Sentimenti d'autore", la mostra di Salvatore Sardisco al palazzo Strozzi Sacrati di Firenze

08-05-2026
Il ritratto e il paesaggio come specchio dell’anima nelle tele del pittore siciliano d’origine e toscano d’adozione Salvatore Sardisco. Si inaugura venerdì 8 maggio 2026, a palazzo Strozzi Sacrati, in piazza Duomo 10 a Firenze, la mostra “Sentimenti d’autore”, a cura di Isabella Pileio. A tagliare il nastro saranno alle ore 15 il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’assessora alla Cultura Cristina Manetti. La mostra sarà visitabile fino al 26 maggio 2026. 

Salvatore Sardisco in arte StYluS nasce il 18 Luglio 1959. Famiglia ed istruzione modeste. Anima di Bambino ricchissima di sogni, passioni, rabbie, dolori poco infantili e con la predisposizione – naturale e premonitrice – che lo guida incosciamente e fedelmente alla Pittura nel rapporto Linea-Disegno-Colore. Vive in collegio dai cinque ai dieci anni, diventando di colpo Adulto. A tredici anni ha già una matura arte pittorica che si intreccia ad evidenti rimandi della sua vita ed incontra Annigoni. Il pittore verifica i dipinti e, tenendone uno, sente di aver trovato un talento: gli chiede di recarsi alla sua Bottega e promette di inaugurargli la prima mostra, appena raggiunta la quantità sufficiente di opere; ma muore poco prima. Sardisco resta solo a combattere la sua battaglia artistica. Da ragazzo in cerca di identità, con la ferrea volontà di riscoprirla senza vincoli nè pareti. La libertà adolescenziale di sognare, vivere nella luce del mondo è soffocata da continui doveri ed obblighi; è circoscritta da notte, buio, dolore e da questi emergeranno quadri forti e biografici. A diciotto anni avviene un’evoluzione artistica: lasciato il pennello, una penna biro manifesta naturale simbiosi con la Linea Continua. Da un moderno stilo, emergono una serie di dipinti non dipinti, essenziali come la O del Linearismo di Giotto. I sentimenti che descrivono la vita di StYluS sono colti in attimi di intima significanza: la sofferenza, la tristezza, la solitudine, l’isolamento che è alla fine ribellione costante; verso qualsiasi forma di reclusione: materiale, spirituale e culturale. Creando una tematica a due varianti: l’una è la speranza innocente degli umili, l’altra è la rassegnazione con la dignità viva della propria storia. Info: https://www.salvatoresardisco.art