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martedì 26 maggio 2026

Schaubühne: lo spettacolo "The Seer" di Milo Rau in scena al Teatro della Pergola di Firenze

23-05-2026
Lo Schaubühne in scena al Teatro della Pergola. Uno dei più grandi teatri d’ensemble e di repertorio di Berlino, tra i più prestigiosi nell’area di lingua tedesca – fondato nel 1962, dal 1999 è diretto dal direttore artistico Thomas Ostermeier –, dopo "Changes" porta a Firenze per la prima volta lo spettacolo "The Seer" di Milo Rau il 23 e 24 maggio 2026.

Ispirandosi al Filottete di Sofocle, che perde tutto e viene esiliato per una ferita, e al mito di Cassandra, Milo Rau, maestro internazionale del teatro documentario contemporaneo, scava nella fragilità delle nostre certezze. Un’opera biografica nel senso più vero del termine, basata su testimonianze e contaminazioni.

Ursina Lardi, Leone d'Argento alla Biennale Teatro 2025, interpreta il ruolo di una fotoreporter di guerra che viaggia in tutto il mondo alla ricerca di storie dell’orrore. In video, invece, scorre la testimonianza di Azad Hassan, insegnante di Mosul punito con l’amputazione della mano durante l’occupazione dello Stato Islamico.

Il personaggio di Lardi sembra sempre invulnerabile, sempre un passo avanti al dolore. Ma quando sarà lei a subire violenza, diventerà una Cassandra ostile, il cui unico obiettivo è combattere la cecità dei nostri tempi. È un “ponte per la verità” che guida il pubblico attraverso una narrazione che unisce realtà e finzione, cronaca ed emozione, elevando il teatro a strumento di catarsi etica, ponendo un interrogativo fondamentale sul ruolo dell'arte nel lenire il dolore o nel cadere nel voyeurismo.

Lo spettacolo di Milo Rau si basa sui racconti di fotografe e fotografi di guerra, di irachene e iracheni, nonché sulle sue esperienze personali – come, ad esempio, l’incontro con Azad Hassan a Mosul, insegnante punito con l’amputazione della mano durante l’occupazione dello Stato Islamico. Ispirandosi al Filottete di Sofocle, che perde tutto e viene esiliato per una ferita, Rau scava nella fragilità delle nostre certezze. Perché la violenza è così seducente? Cosa rimane quando la guerra e il terrorismo distruggono il nostro mondo? L’arte può alleviare la sofferenza?

Note di regia: "The Seer è un’opera autobiografica nel senso più vero del termine, basata su testimonianze e contaminazioni: non accade nulla che io non abbia vissuto in prima persona, o che non mi abbiano raccontato persone a me vicine. Le foto di cui si parla sono state scattate davvero; le conversazioni e gli incontri, tragici o amichevoli che siano, sono realmente avvenuti. Ho scritto The Seer anche per estrarre qualcosa dalla nostra vita quotidiana e rendere visibile quello che potremmo definire “tempo del mito”. Forse, per via del mio legame quasi infantile con i classici, ancora oggi io leggo ogni conflitto attraverso la lente delle tragedie greche. Quando sono tornato a Mosul con Ursina Lardi, quando abbiamo incontrato Azad (a cui lo Stato Islamico aveva tagliato una mano), quando la forma dell’opera ha cominciato lentamente a delinearsi e a dividersi in un triplice parallelismo – tra il Filottete, la vita di Azad e il personaggio di finzione interpretato da Lardi – è sorto un quesito drammaturgico-registico: gli eventi descritti in The Seer hanno avuto luogo in tempi storici o mitici? La forma dell’opera è quella di un ricordo o di un’allegoria?"
Milo Rau

Per maggiori informazioni: www.teatrodellatoscana.it 

Foto: Nurith Wagner-Strauss