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giovedì 14 maggio 2026

Sipari d'artista: "Shamorra" di Gianni Asdrubali al Teatro Cartiere Carrara di Firenze

16-05-2026
Vernissage sabato 16 maggio 2026 alle ore 11.30 con ingresso libero per l’opera di Gianni Asdrubali dal titolo “Shamorra”, decimo intervento di una felice e originale rassegna che ha visto alternarsi, a partire dal 2005, sipari d’artista presso il Teatro Cartiere Carrara, commissionati ad alcuni tra i più rappresentativi artisti italiani quali Carla Accardi, Aldo Mondino, Getulio Alviani, Nicola De Maria, Mimmo Paladino, Fabrizio Plessi, Luigi Mainolfi, Lorenzo Puglisi, Pino Pinelli. 

Il sipario di Gianni Asdrubali è l’unico ad essere stato dipinto direttamente sulla stoffa del sipario e interamente a mano, come fosse una spettacolare tela di 15 metri per 6,5 metri. L’opera sarà presentata al pubblico sabato 16 maggio alle ore 11,30, alla presenza dell’artista e del critico d’arte Marco Tonelli, che ha curato il progetto. Il vernissage è aperto a tutti.

Asdrubali concepisce da sempre l’opera in relazione allo spazio, ritenendo che la sua pittura crei letteralmente lo spazio agendo nel vuoto, indifferentemente dal tipo di superfici (muri, dipinti, perfino ambienti digitali). Il suo gesto ampio, veloce, che dà forma a campi di energia, è il risultato ultimo di un’imprevedibile azione in continua trasformazione, dove forma e antiforma sono strettamente connesse tra loro.

Eseguito in cinque ore di intenso lavoro con l’aiuto di una sola assistente, il sipario di Asdrubali si mostra nella sua piena ed espansa frontalità, in cui gli opposti (bianco/nero, pieno/vuoto, positivo/negativo) si scontrano per trovare un perfetto e dinamico equilibrio che in tempi così difficili quali i nostri sembra una lontana chimera. Il potere della pittura di Asdrubali, coniugata per la prima volta in uno spazio teatrale, si carica così, in modo per lui inedito, anche di un messaggio di armonia.

I segni utilizzati da Asdrubali sono sempre strumenti concettuali, idee, mai fini in sé e nel caso specifico di questo sipario l’artista ha ripreso una sua immagine pittorica maturata alla fine degli anni Ottanta in opere emblematiche quali Eroica del 1988, evolvendone e sviluppandone in scala monumentale la radicalità cromatica, aggressiva e ritmica tipica di quel periodo storico.

Dipinto con una scopa al posto del pennello, a causa delle dimensioni e dello spessore del tessuto adeguatamente preparato, disteso e inchiodato a terra, Shamorra (parola di sua invenzione che non si riferisce ad altro che non all’opera stessa) è una sorta di manifesto di poetica che invita il pubblico a partecipare emotivamente ed empaticamente al processo stesso con cui è stato realizzato: nell’improbabilità che apparisse un’immagine, l’immagine alla fine è stata generata da uno scontro di forme che sembrano agganciarsi, inseguirsi, abbracciarsi, fondersi e respingersi allo stesso tempo, manifestandosi con un vero e proprio coup de théâtre.

Come afferma lo stesso artista, quest’opera è “Un Sipario che non separa, una frontalità profonda che tende alla sfera, una pittura che assume in se le sembianze della scultura; una scultura impossibile. Lì in mezzo non vedevo niente, come essere cieco, ho seguito solo il mio cervello/stomaco. Un Entanglemant, punti spaziotemporali distanti tra loro, ma convergenti nello stomaco e nella mente nello stesso istante. Il risultato è un ‘mostro d'arte’, non il mio, il nostro”.

Sipari d’artista è un progetto dell’Associazione Amici della Contemporaneità, voluto nel 2005 da Claudio Bertini e Massimo Gramigni con il gallerista Santo Ficara e il sostegno della Fondazione CR Firenze.

Gianni Asdrubali (Tuscania, 1955) dopo aver realizzato la sua opera d'esordio Il Muro magico nel 1979, tiene la prima mostra personale presso la Galleria Artra di Milano nel 1984. Nel 1985 è protagonista del gruppo Astrazione Povera, teorizzato dal critico Filiberto Menna, tiene una mostra personale presso la Galleria La Salita di Roma ed è invitato da Flavio Caroli alla collettiva Anniottanta presso la Galleria d’Arte Moderna di Bologna, a Nuove geometrie presso la Rotonda di via Besana di Milano nel 1986 e alla Biennale di Sidney nel 1988. Nel 1986 partecipa alla Quadriennale di Roma e nel 1988 alla Biennale di Venezia invitato da Giovanni Carandente. Nello stesso anno viene selezionato da Veit Loers per la mostra internazionale Schlaf der Vernunft al Museum Fridericianum di Kassel. Nel 1990 espone a Palazzo Forti a Verona, alla Permanente di Milano e al Museu de Arte Moderna di San Paolo del Brasile. Nel 1996 espone a Palazzo Racani Arroni di Spoleto e sempre in questi anni espone in mostre collettive in varie sedi italiane ed estere: al Grand Palais di Parigi; alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Roma; al Museum Rabalderhaus di Schwaz; alla Du Mont Kunsthalle di Colonia; alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna; alla Städtische Galerie di Rosenheim; alla Fondazione Bandera per l’Arte di Busto Arsizio; a Palazzo Bricherasio di Torino; a Palazzo Pallavicini Rospigliosi a Roma; al MACRO - Museo d’Arte Contemporanea di Roma; al Forte Belvedere di Firenze. Nel 2000 partecipa a una mostra alla Galleria Invernizzi di Milano con Enrico Castellani, mentre nel 2001 l’Institut Mathildenhöhe di Darmstadt gli dedica un’ampia retrospettiva. Nel 2016, a Montelupo Fiorentino, in occasione dell’iniziativa Materia prima, una sua opera monumentale in ceramica viene installata sugli argini del fiume Pesa. Nel 2018, il Museo Carlo Bilotti, in collaborazione con la galleria Lampertico di Milano e la galleria Santo Ficara di Firenze e con il patrocinio del Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali del Comune di Roma, ospita un’ampia retrospettiva del suo lavoro. Nel 2020 tiene una mostra antologica presso Palazzo Collicola di Spoleto, curata da Marco Tonelli e Bruno Corà. Sue opere figurano nelle collezioni pubbliche del MACRO di Roma, del MIC di Faenza, della Collezione della Farnesina presso il Ministero degli Affari Esteri a Roma, di Palazzo Collicola a Spoleto e della Bocconi Art Gallery di Milano. Ha anche realizzato in anni recenti opere digitali interattive quali Zumber o pitture virtuali e autogenerative come Zachues.

Per maggiori informazioni: www.teatrocartierecarrara.it