Sarà presentato ufficialmente lunedì 25 maggio alle 9.30, al Museo di San Marco, il progetto “Ars et Anima”, un innovativo serious game ideato e realizzato dagli studenti dell’Istituto Comprensivo del Galluzzo nell’ambito del progetto “CIVIS ETICA: certamen culturae inter otium et negotium”, promosso in collaborazione con Fondazione Franchi e 3D Academy.
Il rilascio del nuovo videogioco gratuito per tutto il pubblico coinciderà con la cerimonia di premiazione degli studenti, alla presenza dei dirigenti scolastici dell’Istituto, della Direzione regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura e del Museo di San Marco, della dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Firenze, dell’Assessora all’Istruzione del Comune di Firenze, del vicepresidente Fondazione Franchi, dagli sviluppatori della 3D Academy di Pisa e di Acer for Education, a testimonianza del valore educativo, culturale e civico dell’iniziativa.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’Istituto Comprensivo del Galluzzo e la Direzione regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura, di cui il Museo di San Marco fa parte, con l’obiettivo di promuovere percorsi formativi innovativi capaci di mettere in dialogo scuola, patrimonio culturale e nuove tecnologie.
“Ars et Anima” non è un videogioco tradizionale, ma un “serious game”: uno strumento didattico che utilizza le dinamiche del gioco – sfida, punteggio, obiettivi e progressione – per favorire apprendimento, approfondimento e partecipazione attiva.
L’idea progettuale nasce da una domanda educativa precisa: come rendere il latino vivo e vicino ai ragazzi?
La risposta è stata quella di trasformarlo in esperienza, facendolo emergere non attraverso lo studio astratto della grammatica, ma tramite l’etimologia delle parole italiane, i proverbi e i modi di dire ancora oggi presenti nel nostro linguaggio quotidiano.
Per farlo, gli studenti hanno scelto un protagonista d’eccezione: il Beato Angelico figura simbolo del primo Rinascimento fiorentino.
Nel gioco, ambientato nel Convento di San Marco del Quattrocento, il Beato Angelico si muove nel chiostro incontrando sei frati, ciascuno esperto di una disciplina – botanica, arte, astronomia, musica, alimentazione e matematica – che pongono domande legate alla cultura latina. Ogni risposta corretta consente al protagonista di ottenere i colori necessari per completare la Pala di San Marco, capolavoro che verrà svelato al termine del percorso.
Il videogioco rappresenta anche un’occasione per immergersi nella storia di Firenze e della famiglia Medici. Ci troviamo, infatti, pochi anni dopo il 1436 quando, con la bolla di papa Eugenio IV, i domenicani del Convento di San Domenico di Fiesole, grazie anche alla supplica inoltrata da Cosimo il Vecchio e da suo fratello Lorenzo, ottennero la sede a Firenze. Dalla fine del 1437, i Medici assicurarono il finanziamento per la completa ricostruzione del vecchio convento già esistente affidandone il progetto a Michelozzo, loro architetto di fiducia. Probabilmente l’Angelico iniziò a lavorare ai primi affreschi dal 1438 e, dal 1440, potrebbe aver iniziato a lavorare alla nuova pala d’altare per la chiesa, celebrativa del patronato mediceo. I lavori proseguirono fino al 1443, quando venne consacrata la nuova chiesa, insieme all’altare maggiore dedicato ai santi Cosma e Damiano, protettori dei Medici, avvenuta il giorno dell’Epifania alla presenza del Papa Eugenio IV. Per l’altare l’Angelico realizzò la pala con la Madonna col bambino in trono fra otto angeli e otto santi, anch’essa commissionata da Cosimo e Lorenzo, “bella a meraviglia” come scrisse il Vasari, simbolo del mecenatismo mediceo e coronamento della celebrazione di Cosimo, ritratto nel volto di san Cosma inginocchiato davanti alla Vergine e con lo sguardo rivolto allo spettatore.
In questo modo, Cosimo si fa letteralmente veicolo e trait d’union tra il pubblico e la scena sacra, rompendo la quarta parete come in una vera e propria scena teatrale, invitando idealmente i fedeli a partecipare alla contemplazione divina. A conferma dell'identificazione del volto del santo con il ritratto del banchiere fiorentino, vi è un suggestivo dato biografico: nel 1389, Cosimo aveva un fratello gemello battezzato Damiano — proprio come il santo medico che iconograficamente accompagna sempre Cosma — che morì in tenera età.
In primissimo piano, quasi a poggiare sul limite fisico della tavola, è raffigurato un tabernacolo in legno a fondo oro con il Crocifisso e i dolenti. Questo elemento sembra quasi staccato dal resto della scena. Funziona come un gioco visivo, è un dipinto nel dipinto, agisce quasi come un trompe-l’œil che suggerisce un dialogo intimo e diretto con il sacerdote: si trova infatti proprio all'altezza del suo sguardo mentre celebra la messa e suggerisce una continuità ideale e ininterrotta fra la nascita di Gesù, raffigurata al centro della tavola principale, e la Crocifissione
Il lavoro degli studenti è stato articolato e multidisciplinare:
Gli studenti hanno collaborato alla realizzazione dello storyboard narrativo, alla progettazione dei concept dei personaggi monastici e alla definizione delle meccaniche di gameplay. A rendere ancora più autentica l’esperienza è stata anche la loro partecipazione al doppiaggio: le voci presenti nei quiz del gioco sono infatti quelle degli stessi studenti coinvolti nel progetto.
Dal punto di vista tecnologico, Ars et Anima è stato sviluppato in 3D con una tecnologia innovativa. Lo sviluppo è stato realizzato utilizzando Unreal Engine 5, uno dei motori grafici più avanzati nel settore videoludico, sfruttando tecnologie innovative come Lumen per l’illuminazione dinamica in tempo reale e Metahuman per la creazione digitale dei personaggi ad alta fedeltà.
Il team ha inoltre impiegato sistemi professionali di Motion Capture per acquisire movimenti realistici e migliorare l’animazione dei personaggi, contribuendo a rendere l’esperienza più immersiva e cinematografica. Determinante è stato anche l’utilizzo delle workstation Acer, che hanno garantito le elevate prestazioni necessarie per la gestione dei flussi di lavoro 3D, del rendering in tempo reale e dell’elaborazione grafica avanzata.
A rafforzare il valore pubblico del progetto, Acer donerà al Museo di San Marco una postazione informatica dedicata, che consentirà ai visitatori, agli studenti e alle scuole di sperimentare direttamente il serious game all’interno del museo.
“Ars et Anima” rappresenta un modello virtuoso di alleanza educativa tra scuola, istituzioni culturali e innovazione tecnologica, capace di trasformare il patrimonio artistico in esperienza viva, partecipata e contemporanea.
Il gioco sarà disponibile gratuitamente sulla piattaforma di videogames STEAM, sul sito web di Fondazione Franchi e successivamente le versioni definitive saranno disponibili attraverso i canali digitali istituzionali del Museo di San Marco e dell’IC Galluzzo di Firenze.