Si è concluso ieri, presso il Conventino di Firenze, sede di ARTEX, il percorso di
“LIBERAMENTE TINAIA, dall’Art Brut al Design”, il progetto
promosso da La Tinaia nell’ambito di
Toscanaincontemporanea 2025, il bando della Regione Toscana dedicato alla promozione, alla produzione e alla diffusione della creatività contemporanea. L’iniziativa, che mette al centro il dialogo tra Art Brut e design contemporaneo, ha coinvolto giovani creativi under 35 chiamati a confrontarsi con l’universo visivo e poetico degli artisti della Tinaia, storica realtà che da oltre cinquant’anni intreccia arte, inclusione e percorsi di cura.I risultati della prima edizione del contest, annunciati durante la 90ª edizione di MITA alla Fortezza da Basso, ha lasciato il posto alla fase conclusiva con l’
esposizione pubblica dei prototipi vincitori presso il Conventino. Quattro i progetti selezionati da una giuria composta da artigiani, docenti e artisti:
“Traccia Intima” di Shakira Delle Cave (Categoria: tessuto);
“Questi sono i Vasi” di Marko Antonio Leon Pedraza (Categoria: ceramica);
“Trame e Sigillo” di Raghda Rafik Elsayed (Categoria: micro mosaico/vetro) e
“PATAVA” di Isabella Sacchettini (Categoria: legno).Le opere nascono dall’incontro con l’immaginario di
Marco Raugei, Claudio Ulivieri, Giordano Gelli, Franca Settembrini, traducendone segni, ritmi e visioni in oggetti di design contemporaneo.
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Si è concluso un percorso entusiasmante che ha visto la collaborazione di diverse realtà e professionalità, finalizzate a valorizzare le opere e i talenti di artisti con disagio mentale che hanno vissuto il manicomio” afferma
Francesco Nocentini, presidente dell'Associazione La Nuova Tinaia. “È stato un modo ulteriore di dar loro la parola e permettergli di esprimersi, dimostrando quanto eclettiche fossero le loro idee e la loro creatività. Una bella avventura che ha permesso ai ragazzi e alle ragazze che sono risultati vincitori di mettersi in gioco a contatto con professionisti e rendersi conto di come un'idea può diventare realtà”.
“Questo progetto mostra come l'arte e l'artigianato possano unire e includere le persone e le diverse generazioni, creando nuove relazioni e sviluppando un linguaggio universale che, attraverso la bellezza, annulla le distanze” afferma Elisa Guidi, coordinatrice di Artex. “Siamo felici di aver potuto collaborare a questo straordinario progetto, il cui risultato più bello è stata l’interazione tra gli artigiani e gli studenti per far rivivere – in una visione contemporanea – le opere degli artisti della Tinaia”.
I prototipi
“Traccia Intima” di Shakira Delle Cave: ispirato alla ricerca artistica di Franca Settembrini, trasforma il segno grafico dell’artista in una superficie tessile tridimensionale. Il progetto prende forma in un pannello modulare per interni, realizzato con tessuti naturali e ricami manuali, dove il gesto ripetuto diventa trama, cucitura e memoria del fare. Un oggetto pensato come filtro visivo ed emozionale, capace di abitare lo spazio con delicatezza e intimità. “
Volevo ringraziare per questa esperienza alla Tinaia. È stata un’esperienza che mi ha lasciato molto e che porterò con me. Approfondire e lavorare sul percorso artistico di Franca Settembrini è stato molto interessante e formativo, permettendomi di conoscere più a fondo la sua ricerca e il suo lavoro e sopratutto il suo segno. La mia idea è nata per creare e raccontare la mia concezione d’arte che accomuna la mia passione per la poesia. Creare un modulo narrativo che esprimesse al meglio questo concetto era alla base. È
tutto questo è nato grazie al contributo con l’artigiana, lavorare insieme a Diamantina e avvicinarmi al suo sapere artigianale è stato davvero molto bello e arricchente. È stata un’esperienza preziosa che mi ha permesso di imparare e confrontarmi con realtà diverse” dichiara Shakira Delle Cave.
“Questi sono i Vasi” di Marko Antonio Leon Pedraza: il progetto ceramico ispirato a Marco Raugei restituisce in forma tridimensionale la ripetitività ossessiva e seriale presente nei disegni dell’artista. La composizione è costituita da 36 vasi disposti in una griglia 6x6, decorati a mano con volti differenti. La serialità delle forme contrasta con l’unicità del gesto pittorico, generando una riflessione visiva sul concetto di accumulo e identità.
“Liberamente Tinaia è stato un piacevole incontro tra l'Art Brut e il Design ispirato agli artisti della Tinaia. Il progetto "Questi sono i vasi" ispirato a Marco Raugei è composto da 36 vasi, alcuni bianchi e altri neri, raffiguranti volti di alcune delle sue opere. La collaborazione con lo Studio Ceramico Giusti ha permesso di dare vita all'intero progetto che voleva sottolineare il concetto di "molto,troppo", punto focale delle opere di Raugei” dice Marko Antonio Leon Pedraza.
“Trame e Sigillo” di Raghda Rafik Elsayed: rielabora un disegno di Claudio Ulivieri attraverso la tecnica del micromosaico e del vetro. Il progetto prende forma in una spilla per hijab dove il motivo floreale originario viene trasformato in pattern tessile. Il segno spontaneo dell’artista diventa trama decorativa e simbolica, custodita dalla spilla come un sigillo narrativo e identitario. Raghda Rafik Elsayed
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Vorrei esprimere la mia più sincera gratitudine alla Tinaia per l'opportunità straordinaria che mi è stata offerta di partecipare a questo meraviglioso progetto dedicato alla tecnica del micro mosaico. Un ringraziamento speciale va a Roberta Giannoccaro, per il suo lavoro eccezionale, la sua dedizione e la sua straordinaria capacità di trasmettere passione e competenza. Il suo contributo ha reso questa esperienza davvero indimenticabile. Il progetto esplora il tema della cultura araba e della religione islamica, un argomento che mi sta profondamente a cuore. Ho scelto di partecipare con l'obiettivo di valorizzare ancora di più la mia identità culturale e dare un significato ancora più profondo al mio hijab, che rappresenta per me non solo un atto di fede, ma un simbolo di orgoglio e appartenenza. Attraverso l'arte del micro mosaico ho potuto raccontare chi sono, unendo la bellezza di una tecnica antica e raffinata ai valori che porto ogni giorno con me. È stato un percorso di crescita personale e artistica che porterò nel cuore. Grazie di cuore per aver creato uno spazio inclusivo e creativo dove ogni storia può essere raccontata attraverso l'arte”.
“Patava” di Isabella Sacchettini: ispirato anch’esso all’opera di Franca Settembrini, è un oggetto multifunzionale in legno il cui nome sintetizza le diverse possibilità d’uso: tavolino, pannello decorativo e vassoio. Un progetto che interpreta la versatilità dell’abitare contemporaneo attraverso una forma essenziale e trasformabile. “
Voglio ringraziare la Tinaia per aver dato opportunità alle scuole e ai ragazzi di poter partecipare a questa fantastica esperienza e aver collaborato con grandi artigiani che lavorano ogni giorno con amore e passione. Ho preso questa attività come momento liberatorio per staccare la testa dagli studi e dalla quotidianità, ringrazio ancora tutti gli artigiani per avermi dato questa possibilità” afferma Isabella Sacchettini.