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lunedì 08 giugno 2026

Il Fiore di Firenze: Riconoscimento Alberto Caramella 2026 a Silvia D'Intino e Michele Baraldi

12-06-2026

Va allo scrittore Michele Baraldi e all’indologa Silvia D’Intino, per il loro generoso «contributo alla custodia della parola poetica» attraverso il «progetto transnazionale “L’opera in versi”», il Riconoscimento Alberto Caramella 2026 della Fondazione il Fiore di Firenze

Baraldi e D’Intino riceveranno dalla vicepresidente della Fondazione il Fiore Maria Giuseppina Caramella la consueta pergamena e il fiore del carciofo in argento, simbolo della Fondazione creata da Alberto Caramella nel 1997 per promuovere la poesia e la cultura, venerdì 12 giugno 2026 alle 17.30 nella Sala Pio VI della Certosa di Firenze (Galluzzo, via della Certosa n. 1) in un incontro dedicato ai vari aspetti dell’attività più che trentennale del loro laboratorio internazionale “L’opera in versi”, con base a Parigi, sulla poesia italiana in dialogo con le altre culture. La cerimonia di premiazione sarà preceduta da una visita guidata alla Certosa con partenza davanti all’ingresso alle ore 16.

All’incontro, dopo l’introduzione di Maria Giuseppina Caramella, interverranno la presidente del Premio Montale Fuori di Casa Adriana Beverini, la project manager del Premio Lerici Pea Lucilla Del Santo, Fabrizia Baldissera, già professore di Lingua e letteratura sanscrita all’Università di Firenze, Benedetta Zaccarello del Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) di Parigi e lo scrittore e giornalista Marco Ciaurro. È attesa anche la partecipazione con breve saluto di Padre Bernardo Francesco Gianni, abate di San Miniato al Monte.

Fondato il 30 marzo 1993 a Parigi come progetto su “Fonti e maestri della poesia italiana”, il laboratorio e centro culturale “L’opera in versi” ha sempre mirato ad approfondire e diffondere la conoscenza del patrimonio poetico e letterario italiano nel mondo attraverso letture, conferenze e seminari in differenti paesi del mondo e attraverso un approccio multidisciplinare che unisce la pratica poetica con lo studio delle grandi radici, anche orientali, della cultura europea. Il centro ha fatto da sfondo alla pubblicazione di saggi e opere narrative e poetiche, fra cui il ‘Libro della memoria e dell’erranza’ di Baraldi, lungo viaggio-immersione in una Parigi che si fa teatro universale dell’animo umano e visionaria meditazione sulla metropoli europea i cui primi due volumi sono stati pubblicati dalle Edizioni SE di Milano, ‘La tentazione del vuoto’ (2015) e ‘Resurrezione’ (2023).

Come sottolineato da Maria Giuseppina Caramella nel motivare il Riconoscimento a Michele Baraldi e Silvia D’Intino, essi «insieme hanno saputo edificare, attraverso un trentennale e fecondo cammino comune, un ponte ideale tra le radici della poesia d'Occidente e le vette della tradizione classica d'Oriente, restituendo alla parola in versi la sua dimensione più autentica: quella di un'indagine metafisica, di un atto di memoria e di una patria comune per l'anima». Inoltre «con il progetto condiviso “L’opera in versi” Michele e Silvia hanno dimostrato che la grande poesia non è un soliloquio isolato, ma un dialogo vivo che attraversa le epoche, i confini geografici e le culture, capace di farsi strumento di comprensione del nostro tempo».

Nello specifico, dice Maria Giuseppina Caramella, «a Michele Baraldi, poeta dell’ascolto e della densità civile vorrei riconoscere innanzitutto di aver saputo dare vita - con il monumentale ‘Libro della memoria e dell’erranza’ - a un canto notturno e visionario che interroga i destini, i miti e le ferite dell'Europa. La sua scrittura, tesa tra la memoria dello sradicamento e la promessa di una risurrezione laica della parola, si inserisce nel solco dei più alti testimoni della lirica contemporanea». Mentre “a Silvia D’Intino, indologa e custode dei testi antichi, vorrei tributare il merito di aver illuminato, con rigore scientifico e vibrante sensibilità letteraria, la sacralità e la geometrica bellezza della poetica vedica. Le sue ricerche e le sue curatele non solo svelano le origini del fare poetico, ma ne rintracciano i fili segreti che la legano strettamente alle inquietudini, ai silenzi e alle rinascite della poesia moderna».

Ingresso libero.

Per ulteriori informazioni, Fondazione il Fiore. Tel.: 055-225074