Fino al 30 giugno 2026, la
libreria Libraccio di Firenze, in via de' Cerretani 16r, ospita la mostra "
Mercati neoplatonici. Botticelli a Palermo e Ballarò agli Uffizi" di (e cura di)
Daniele Città.
I mercati storici del capoluogo siciliano, Palermo, incontrano il Rinascimento fiorentino, o quello che ne rimane in forma musealizzata, e la negazione della contemplazione, così come veniva concepita dal Neoplatonismo, è il risultato di questo cortocircuito visivo.
"Mercati neoplatonici. Botticelli a Palermo e Ballarò agli Uffizi" è una riflessione critica, che si traduce in un progetto artistico bifacciale: fotografica e video performativa.
Negli scatti di Ballarò, Capo, Vucciria e Piazza Marina, si innestano - a colpi di Photoshop -dettagli di opere d'arte del Botticelli, simbolo di quella nuova età dell’oro, generando nel fruitore uno straniamento spazio-temporale. Effetto, questo, amplificato dalla contrapposizione della stessa foto in originale. Le epifanie artistiche, quindi, sembrano possibili e ri-significabili solo in un contesto altro dal museo, quotidiano e personale, durando solo il tempo di un istante fotografico.
La Venere ha perso la sua conchiglia e poggia i piedi su una catasta di cozze; una Grazia della Primavera ha smesso di danzare con le altre e scendere una scalinata/display espositivo di scarpe vintage; l’angelo dell’Annunciazione del Cestello ha perso le parole e si confonde tra le cassette della frutta; il Bambino della Melagrana sta per cadere dalle braccia in piumino di una Madonna nera, chissà da quale barcone arrivata; Cristo non è più più legato alla sua colonna ma a un palo di una bancarella, mentre i nuovi soldati fanno i conti a fine giornata; Oloferne, forse dopo troppi drink alla Taverna Azzurra della Vucciria, giace riverso e la sua testa (persa per una Giuditta isolana?) viene comprata dal macellaio di fiducia; l’Uomo con la medaglia è in prova in un’altra macelleria, fatiscente; Santa Caterina della pala di San Barnaba aspetta i suoi gamberoni rossi di Mazzara a nove euro e novantanove al chilo; Sandro stesso in persona sta all’ingresso del mercato di Ballarò, oltre la pila a terra di carciofi, e lo sguardo spalanca le porte infernali: “Lasciate ogni speranza, o voi che entrate”.
Il video, invece, girato con uno smartphone all’interno delle sale botticelliane degli Uffizi, riprende un secondo smartphone, che, contemporaneamente, riproduce un secondo video, girato all’interno del mercato di Ballarò di Palermo.
Le due realtà video si giustappongono e nell'audio si sovrascrivono, muto quello del mercato e attivo quello del museo. Non ci sono differenze e lo spettatore ne esce caotizzato.
Daniele Città, Palermo 1989. Si laurea in lettere moderne all’Università degli Studi di Palermo e si specializza in Progettazione e cura degli allestimenti artistici presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Tirocinante delle Gallerie degli Uffizi, ha curato i percorsi di accessibilità e ha lavorato presso gli stessi ai Servizi Museali. Libraio coordinatore presso la Giunti Odeon nel 2024/2025. Attualmente è libraio al Libraccio di Firenze, dove si occupa anche della curatela delle mostre temporanee negli spazi della libreria.
Per maggiori informazioni:
www.libraccio.it