È disponibile su Youtube il videoclip ufficiale di “Le formiche”, il nuovo brano che insieme a “Todo Modo” compone “Ora nona”, la nuova combo di singoli pubblicata dalla cantautrice toscana Jungle Julia.
Se nella canzone la riflessione parte da una domanda semplice quanto universale (
cosa continua a unirci come esseri umani nonostante il tempo, la tecnologia e i costumi cambino senza sosta?) il videoclip trasforma questo interrogativo in un percorso visivo capace di restituire il senso di spaesamento, ripetizione e ricerca che attraversa il brano.
Girato durante un road trip in Messico dal regista Giulio Catalucci, il video segue un percorso che attraversa piccoli villaggi fino alla frenesia di Città del Messico, trasformando il viaggio in una metafora dell'evoluzione dell'uomo dalla dimensione comunitaria alla globalizzazione. Più che raccontare luoghi, il videoclip osserva le relazioni, gli incontri e i gesti condivisi, cercando una risposta concreta alla domanda da cui nasce la canzone.
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Mi sono chiesta cosa ci unisce davvero e cosa ci rende inevitabilmente dipendenti gli uni dagli altri. Rousseau scrive che è la nostra debolezza a renderci socievoli: se non avessimo bisogno degli altri, non avremmo motivo di cercarli. Ho provato a dare la mia risposta in Le Formiche.” Racconta Julia
Durante il road trip in Messico, Jungle Julia si è lasciata guidare dagli incontri più che da un itinerario prestabilito. Da El Azufre (piccolo villaggio afro-messicano dove è stata accolta dalla comunità e ha condiviso momenti di vita quotidiana) fino a Oaxaca, Puerto Escondido, Xochimilco e Città del Messico, ogni tappa è diventata parte del racconto. Attraverso le persone conosciute lungo il cammino e i momenti di condivisione vissuti insieme, il videoclip prova a rispondere alla domanda da cui nasce Le Formiche: cosa ci unisce? Un viaggio che ha portato l'artista a riscoprire il valore della solidarietà, dell'ospitalità e della comunità, riconoscendoli come ciò che continua a legare le persone al di là delle differenze, delle epoche e dei luoghi.
Se esiste una forma di spiritualità per Jungle Julia coincide proprio con l'esperienza umana condivisa. "Le Formiche" allarga infatti lo sguardo dall'individuo alla collettività. Scritta durante alcuni giorni di isolamento domestico, la canzone intreccia riferimenti che vanno da Rousseau a Fabrizio De André, da Giovanni Truppi fino alle istruzioni di un telecomando, costruendo una personale riflessione sull'evoluzione della società.
Ne nasce una piccola storia dell'umanità che attraversa la costruzione delle comunità fino ad arrivare al presente, dominato dalla tecnologia e dall'eccesso di informazioni. Con ironia e inquietudine, "Le Formiche" osserva una contemporaneità in cui sappiamo tutto e niente allo stesso tempo, fino all'immagine conclusiva di un'umanità «gobba perché ripiegata come calzini su sé stessa e sui telefonini».
Lo stesso percorso trova un’estensione visiva in “ORA NONA” che non chiude solo il cerchio musicale che racconta l’esordio di JUNGLE JULIA, ma completa anche un progetto visivo iniziato con “Vespro” e proseguito con “Lode”. Tutte le copertine che accompagnano simbolicamente il percorso dei brani sono state realizzate su pellicola da Pippo Moscati e sono state scattate davanti a tre diverse chiese, scelte per l’architettura e il rapporto con la luce più che per il valore religioso. La forma sferica della Chiesa di San Massimiliano Kolbe richiama la discesa interiore di “Vespro”, la geometria triangolare della Parrocchia di San Giovanni Bono apre verso il risveglio di “Lode”, mentre la Chiesa di Santa Maria Annunciata al Niguarda custodisce “Ora Nona”, dove la trasformazione non appare come un punto di arrivo, ma come qualcosa che si attraversa passo dopo passo.
Jungle Julia, nome d’arte di Giulia Covitto, nasce in Maremma, terza di sei figli. Cresce tra la campagna e la comunità del Cammino Neocatecumenale: un ambiente che alimenta il suo rapporto con la parola, la spiritualità e l’introspezione. Nella vita di comunità inizia a suonare i bongos e la chitarra e ad approfondire i testi sacri, così da sviluppare una scrittura verbosa, intensa e fisica. Le origini contadine le danno in eredità un legame profondo con la terra che si riflette sulla musica: l'attitudine è ruvida, rock, stonata. Sputare energie attraverso le canzoni è il modo che ha scelto per cercare di raccontare chi è. A 18 anni (2017) si trasferisce a Roma dove vince il bando di Officina Pasolini formandosi con artisti come Tosca, Giovanni Truppi, Piero Fabrizi e Pietro Cantarelli. Negli anni successivi partecipa al Reset Festival, scrive un brano con Cristina Donà e vince il premio come Migliore Performance al Premio Bianca D’Aponte. Nel 2024 approda alle selezioni di XFactor interpretando “Nuotando nell’aria” dei Marlene Kuntz e “Rid of Me” di Pj Harvey. L’esperienza non porta Jungle Julia ad entrare all’interno del programma ma le permette di essere scoperta da quello che diventerà il suo manager, Marco Sorrentino. Con influenze che spaziano da PJ Harvey a Idles, da Radiohead a Alabama Shakes, nella sua musica JUNGLE JULIA costruisce un linguaggio musicale ruvido e intimo allo stesso tempo, in cui corpo ed emotività coincidono, sovrapponendosi e confondendosi in egual misura, un linguaggio unico che la rende subito riconoscibile.Il videoclip ufficiale di “Le formiche”: https://youtu.be/2pURcc32ViA