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giovedì 10 settembre 2026

"Festival Storie differenti. Da Dario Fo a Don Chisciotte" a cura dei Chille de la balanza

02-09-2026

Dal 2014, a San Salvi e non solo, settembre è il mese di Storie differenti, il Festival ideato dai Chille de la balanza nell’ambito del progetto europeo di storytelling “Seeing Stories”. Nato per sviluppare metodologie comuni di ricerca, interpretazione e narrazione di leggende, miti e storie di vita, il progetto coinvolse compagnie di Scozia, Portogallo, Germania e Italia, dando vita a percorsi di ricerca e modelli di storytelling presentati in diversi Festival internazionali.

Da allora, ogni anno, i Chille scelgono un tema capace di intrecciare memoria, teatro e attualità. Dopo il centenario del foglio antifascista Non Mollare, quest’anno il tema nasce da un altro centenario: quello della nascita di Dario Fo, celebrato a San Salvi attraverso un singolare confronto con Don Chisciotte. Segnaliamo che Fo  - nel suo Manuale minimo dell'attore - evocò anche l'immaginario di Cervantes per descrivere la forza della satira, il grottesco e la lotta dei cosiddetti "folli" contro le ingiustizie del potere.

La 13ª edizione di Storie differenti, in programma dal 2 al 12 settembre nell’ambito dell’Estate Fiorentina, è realizzata con la collaborazione e il sostegno anche di Ministero della Cultura, Regione Toscana, Fondazione CR Firenze, Unicoop e Fondazione Fo Rame. Nell’occasione, San Salvi accoglie Pubblico e Artisti con la splendida installazione del Pinocchio antimilitarista, creazione di Edoardo Malagigi nel segno della ‘necessaria’ Pace.

Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 21 ed hanno biglietto intero € 12, ridotto coop/arci/carta CGN € 10, ad eccezione degli eventi speciali il cui ingresso è intero € 15 e ridotto € 12. Incontri e proiezioni sono ad ingresso libero. La prenotazione è consigliata e per gli spettacoli, obbligatoria con pagamento anticipato. Informazioni e prenotazioni tel/whatsapp 335 6270739 o mail info@chille.it.

Storie differenti 2026 ha come sottotitolo “Da Dario Fo a Don Chisciotte”.  Claudio Ascoli e Sissi Abbondanza, codirettori dei Chille, presentano il Festival con un testo originale dolcemente provocatorio, L’arte ostinata di cambiare il mondo, che mette in luce la parentela morale tra il cavaliere di Cervantes e l’attore-autore premio Nobel. Don Chisciotte e Dario Fo, infatti, condividono la convinzione che la realtà non sia una prigione da descrivere, ma un racconto da contraddire e mettere in discussione. L’uno affronta il mondo con un’armatura improbabile e un cavallo considerato un ronzino; l’altro, con pochi oggetti e il proprio corpo, evoca papi, re, contadini, giullari, soldati e imbroglioni. Entrambi disturbano, fanno ridere e dicono ciò che sarebbe più comodo tacere.

Gli appuntamenti

Si parte mercoledì 2 settembre, alle 17.30, alla Biblioteca Mario Luzi, con un evento di introduzione al Festival che vede al centro la proiezione della straordinaria intervista realizzata da Gianni Minà a Dario Fo, Franca Rame ed Enzo Jannacci, trasmessa da Rai2 nel 1997, pochi mesi prima del Nobel a Fo. L’intervista affronta temi come il teatro quale strumento di conoscenza, il rapporto tra comicità e politica e il ruolo di Franca Rame come artista e soggetto politico. In essa emerge come per Fo, Rame e Jannacci la risata non sia evasione, ma uno strumento per rovesciare il punto di vista del potere.

A seguire, Martina Capaccioli, giovane attrice dei Chille, interpreta “La scelta di Eva”, breve monologo di Franca Rame - ispirato liberamente alle Scritture apocrife e raramente rappresentato - recitato da Dario Fo al funerale della moglie. Ai Chille è sembrato doveroso che il Festival partisse con un omaggio a Franca …che scherzosamente di autodefiniva “il piedistallo del monumento Fo”.  

La scelta di Eva ribalta il racconto della Genesi: Eva non nasce dalla costola di Adamo, ma è il primo essere umano, creato direttamente da Dio. Una storia raccontata dunque dal punto di vista di una donna che non è “la seconda”, ma l’origine dell’umanità. Per l’iniziativa alla Luzi, l’ingresso libero con prenotazione consigliata.

Giovedì 3 settembre a San Salvi primo “evento speciale”: “Jacopo Fo racconta le canzoni di Dario Fo”, produzione Compagnia Teatrale Fo Rame e Coopuf. Lo spettacolo, scritto e interpretato da Jacopo Fo, ripercorre e racconta la ricerca musicale del padre, dalle collaborazioni con Fiorenzo Carpi e Giorgio Strehler fino a quelle con Enzo Jannacci, restituendo il ruolo fondamentale di Dario Fo nella storia della canzone italiana. Con Jacopo Fo, sono in scena i cantanti e musicisti Andrea Minidio, Alessandro Cerea, Rossella Pennisi, Marcello Marson e Giordano Rizzato. Ingresso €15; ridotto coop/arci/CGN €12. Posti limitati, prenotazione obbligatoria con pagamento anticipato.

Venerdì 4 settembre, ore 18, alla BiblioteCanova Isolotto ecco “Dario Fo, l’ateo folle di Dio”, incontro con don Andrea Bigalli. Al centro, la controversa vicenda di Mistero buffo, trasmesso dalla Rai nel 1977 e duramente contestato dal Vaticano, e il successivo mutamento della valutazione dell’opera di Fo da parte del mondo cattolico. Bigalli, teologo, rifletterà sui valori condivisi dell’amore per i poveri e della giustizia, capaci di creare dialogo oltre le differenze. Ingresso libero, prenotazione consigliata.

Sabato 5 settembre a San Salvi ancora un “evento speciale”:  “Mistero buffo”, con Mario Pirovano. Capolavoro di Dario Fo e Franca Rame, rappresentato dal 1969 in oltre 5.000 allestimenti in Italia e nel mondo, è oggi considerato un classico del teatro del Novecento. La storia artistica di Pirovano è profondamente legata a Fo e Franca Rame, che ne riconobbero da subito il talento e l’originalità. Una versione di Mistero buffo che non imita il maestro – come annotava lo stesso Fo, ma mantiene viva la tradizione teatrale e la sua straordinaria attualità. Ingresso €15; ridotto coop/arci/CGN €12. Posti limitati, prenotazione obbligatoria con pagamento anticipato.

Domenica 6 e lunedì 7 settembre sempre a San Salvi, arrivano nientemeno chei Chille de la balanza! Presentano “LA GUERRA È UNA COSA SERISSIMA! (quindi la fanno i bambini… travestiti da generali)”, scritto e diretto da Claudio Ascoli e Sissi Abbondanza nel segno di Dario Fo e Franca Rame.

Una partitura grottesca e musicale sulla guerra contemporanea: tecnologica, mediatica, algoritmica, “smart”, “green”, “sostenibile”. Una guerra talmente “seria” da sembrare un gioco e, come suggerisce il sottotitolo, fatta da bambini travestiti da generali. In scena Sissi Abbondanza, Martina Capaccioli, Matteo Nigi, Rosario Terrone, Gloria Trinci, Francesca Trianni e Claudio Ascoli.

Nel solco di Fo e Rame, la risata diventa un’arma: prima liberatoria, poi sempre più amara. La quarta parete si incrina e il pubblico viene chiamato a partecipare. E, quando qualcuno pronuncia un semplice “basta”, non arriva una soluzione, ma si apre uno spazio fragile in cui il teatro smette di rappresentare e comincia a interrogare. Perché, se la guerra è una cosa “serissima”, la pace lo è ancora di più! Posti limitati, prenotazione obbligatoria con pagamento anticipato.

Martedì 8 settembre il Teatro Invito di Lecco presenta “Vengo anch’io!”, spettacolo di teatro e musica scritto da Monica Viganò, omaggio alla Milano degli anni ’60 e a Enzo Jannacci, Giorgio Gaber e Dario Fo. In scena Luca Radaelli, Clara Zucchetti, Luca Pedeferri ed Enrico Fagnoni.

Mercoledì 9 settembre torna il tradizionale Controanniversario della nascita del manicomio fiorentino, inaugurato il 9 settembre 1890. Un doppio incontro di memorie e testimonianze scritte e orali con Rosaria Magni, autrice di San Salvi. Una nuova esperienza. Non matti, ma persone, e con Luciano Bagnoli Si aprono le porte, dedicato di suo padre Ugo Bagnoli. Ingresso libero, prenotazione consigliata.

Giovedì 10 settembre “Tace il labbro”, del Teatro Scientifico di Verona, liberamente ispirato a Giorni felici di Samuel Beckett, scritto da Jana Balkan e diretto da Isabella Caserta. In scena, accanto alla regista, Alessandra Marigonda, attrice LIS, e la danzatrice Martine Susana. La presenza della Lingua dei Segni rende lo spettacolo accessibile anche alle persone sorde e rafforza il messaggio di inclusione cui dedicarono tanta attenzione Fo e Rame.

Gli ultimi appuntamenti sono direttamente dedicati al confronto tra Dario Fo e Don Chisciotte.

Venerdì 11 settembre, ore 21 con ingresso libero e prenotazione consigliata, Claudio Ascoli presenta “Dario Fo e Don Chisciotte. L’Arte ostinata di cambiare il mondo”, monologo scritto per il Festival e arricchito da momenti di affabulazione tratti dal Manuale minimo dell’attore di Dario Fo, e da preziosi frammenti di videointerviste a Fo e Rame.

Sabato 12 settembre, giornata conclusiva interamente a ingresso libero, con prenotazione vivamente consigliata.

Alle 10.30 va in scena “Don Chisciotte. Il sogno bambino”, riscrittura contemporanea del testo di Cervantes, coprodotta da Verso Oklahoma e Cantiere Obraz. Una festa teatrale intergenerazionale, diretta da Matteo Pecorini con le collaborazioni di Vittorio Continelli ed Eva Sgrò, che coinvolge gli utenti del Centro Servizi Anziani “Il Gignoro” di Firenze insieme ad alcuni performer di Verso Oklahoma.

Alle 21, proiezione del docufilm “Visioni da Don Chisciotte”, realizzato da Marco Triarico a partire dalla restituzione del progetto regionale FSE Sguardi reciproci – Arte Necessaria che ha coinvolto cinque compagnie teatrali toscane – Accademia Mutamenti, Diesis Teatrango, Laboratori Permanenti, Sosta Palmizi e Chille de la balanza – e dieci giovani attori-danzatori: Eloisa Magda Cervera, Valerio De Angelis, Simona De Sarno, Perla Dieli, Margherita Fantini, Roberta Liberti, Chiara Lovaglio, Matilde Mochi, Andrea Ortalli e Ilenia Tozzo. Dopo tre mesi di lavoro è nata un’azione scenica itinerante e site-specific, articolata in diverse tappe e presentata al pubblico nel luglio scorso.

A chiusura del Festival, ecco ”Ma che… pazziamme?”, lettura (parziale) del discorso pronunciato da Dario Fo in occasione del conferimento del Nobel, nel riferimento alle difficoltà e alla contemporanea necessità del dialogo con i giovani.

Ancora una volta, con Storie differenti, San Salvi e i Chille offrono al pubblico - fiorentino e non solo - un Festival originale, civile e prezioso, dove teatro, memoria e impegno si incontrano per interrogare il presente e aiutare a progettare il futuro.

(photo credits: Marco Triarico)