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giovedì 01 ottobre 2026

"Il miracolo della ragione", presentazione del libro di Silvia Calamandrei a Palazzo Vecchio

24-09-2026
A pochi giorni dal settantesimo anniversario della scomparsa di Piero Calamandrei, Firenze ricorda il grande giurista, padre costituente e protagonista della storia democratica italiana con la presentazione del libro “Piero Calamandrei. Il miracolo della ragione”, a cura di Silvia Calamandrei, pubblicato da Edizioni I libri di Mompracem. L’appuntamento è in programma giovedì 24 settembre 2026, alle ore 17.00, nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, con ingresso libero fino a esaurimento posti.

Dopo i saluti istituzionali della sindaca di Firenze Sara Funaro, interverranno Silvia Calamandrei, Vannino Chiti e Dario Nardella. A moderare l’incontro sarà Caterina Ceccuti.

“Ricordare Piero Calamandrei a settant’anni dalla sua scomparsa significa tornare alle radici della nostra Repubblica e della nostra idea di democrazia
. - sottolinea la sindaca Funaro - Parliamo di una figura che ha un’importanza centrale per Firenze e per il Paese. Calamandrei visse in prima persona gli anni della dittatura, partecipò alla Resistenza e, dopo la Liberazione, contribuì alla costruzione della nuova Italia democratica. Nella sua esperienza alla Costituente e nel suo impegno per la difesa della libertà e dei valori costituzionali ha lasciato un patrimonio di enorme attualità. Penso anche alle sue parole pronunciate nel 1955 agli studenti milanesi, quando indicò nei luoghi della Resistenza e del sacrificio per la libertà le fondamenta concrete della Costituzione. Ci ha ricordato che la democrazia non è mai un risultato acquisito una volta per tutte, ma una responsabilità che ogni generazione è chiamata a custodire. Una lezione che dobbiamo essere capaci di trasmettere soprattutto ai giovani. Ha un grande valore quindi presentare questo volume a Palazzo Vecchio, la ‘casa’ dei fiorentini, per rinnovare insieme la memoria di Piero Calamandrei e riflettere sul valore sempre attuale del suo insegnamento”.

"A settant’anni dalla scomparsa, Piero Calamandrei resta un simbolo intatto dello spirito della Costituzione italiana. Firenze ha il dovere di rendere omaggio a un grande costituente e azionista che seppe comprendere prima di molti la sfida decisiva della piena attuazione della Carta. Una sfida ancora aperta, perché in troppi ambiti i principi costituzionali attendono di essere tradotti concretamente nella vita del Paese. Oggi più che mai serve una classe politica capace di assumere questo obiettivo come un impegno prioritario” dichiara l’europarlamentare Dario Nardella.

Il volume raccoglie e rilancia il pensiero di Calamandrei, tornando sui valori della Resistenza, della democrazia e della Costituzione e sulla necessità di renderli patrimonio vivo soprattutto per le nuove generazioni. Nella sua introduzione Vannino Chiti sottolinea infatti come il libro rappresenti un’occasione, in particolare per i più giovani, per accrescere consapevolezza e partecipazione nell’affermazione dei principi capaci di unire il Paese.

"Calamandrei è stato un padre Costituente. Decisivo fu il suo contributo per introdurre nella Costituzione la Corte costituzionale, sancire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e affermare una concezione della Carta fondamentale capace di garantire non soltanto i diritti della maggioranza, ma di tutelare con altrettanta forza quelli delle minoranze. L’esatto contrario di quanto accade oggi, quando le maggioranze considerano come propria quella Costituzione, nata dalla Resistenza, che appartiene invece a tutto il popolo - afferma Vannino Chiti. - Calamandrei si batté fino alla morte, settant’anni fa, quando era consigliere comunale a Firenze, perché la Costituzione entrasse nel DNA degli italiani e trovasse piena attuazione. Ci ha richiamato a tenere saldi diritti e doveri democratici, che sono inseparabili, ad avere cura delle istituzioni e a sentirci responsabili delle scelte che riguardano la pace e la guerra. La sua lezione non appartiene soltanto alla memoria: è viva e attuale nelle sfide del nostro presente”.

Un appuntamento che assume quindi un significato particolare proprio nell’anno del settantesimo anniversario della morte di Calamandrei, riportando al centro dell’attenzione pubblica l’attualità del suo pensiero e della sua eredità civile e costituzionale.

La nipote Silvia Calamandrei, autrice del libro, è particolarmente lieta di questo ricordo nella città natale del nonno, in quello che Calamandrei definì “Palazzo de’ Padri" sulla lapide murata nella parete di Palazzo Vecchio che si affaccia su via dei Gondi. "Lo ricorderemo anche a Montepulciano il 27 settembre, data anniversaria, con uno spettacolo di letture e canzoni nella cittadina simbolo per lui del paesaggio della patria toscana, immortalata nell’inventario della casa di campagna - dichiara Calamandrei -. Saranno presenti anche i ragazzi delle scuole, che gli hanno dedicato un podcast. Le sue parole continuano a risuonare vive circolando tra i giovani, in quella scuola che per lui era l’organo più importante della Costituzione, per attuare l’articolo 3 e per formare i cittadini. Le nuove generazioni erano la sua preoccupazione principale, perché non crescessero nell’indifferenza e coltivassero l’eredità della libertà conquistata dalla Resistenza”.