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giovedì 01 ottobre 2026

Hōshō Nō Family: Fukuro Yamabushi & Funa-Benkei al Teatro della Pergola di Firenze

01-10-2026

Hōshō Nō Family, tra le più antiche e importanti scuole di teatro classico giapponese, porta in Italia, in prima nazionale al Teatro della Pergola di Firenze il 1° ottobre 2026, ore 19, una serata di Kyōgen e Teatro Nō, forme d’arte patrimonio immateriale UNESCO, per celebrare il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone.

Cosa può ancora raccontarci una forma teatrale nata più di seicento anni fa? Un’occasione rara per incontrare una delle più antiche tradizioni teatrali ancora vive al mondo. Tra gesto, musica, canto e danza, due forme complementari della scena tradizionale giapponese compongono una serata capace di attraversare registri molto diversi: dalla comicità paradossale di Fukuro Yamabushi (L’eremita e il gufo) alla dimensione poetica e soprannaturale di Funa-Benkei (Benkei sulla barca), uno dei drammi più celebri del repertorio Nō. Un incontro con un teatro essenziale e potentissimo, nel quale ogni movimento, suono e silenzio è parte di un linguaggio affinato nei secoli e ancora capace di parlare al presente.

Se la Hōshō Nō Family mette in scena il teatro classico giapponese, incentrato sulla tradizione secolare delle maschere antiche e degli oggetti di scena rituali, la mostra nella Sala Oro della Pergola che inaugura il 1° ottobre, ore 17, GIULIANO SCABIA. Artigiano del profondo, a 5 anni dalla scomparsa del grande artista, espone celebri oggetti scenici di Giuliano Scabia, sculture e figure simboliche usate nel suo Teatro Vagante. Resterà aperta fino al 15 novembre. Ingresso libero il martedì (15:30–18:30) e il sabato (10–13), nonché durante spettacoli ed eventi per i possessori di relativo titolo d’ingresso.

La serata di Kyōgen e Teatro Nō al Teatro della Pergola, il 1° ottobre, ore 19, si apre con Fukuro Yamabushi (L'eremita e il gufo), esilarante farsa Kyōgen su un monaco che finisce posseduto dallo spirito di un gufo. Segue lo spettacolo di Teatro Nō Funa-Benkei (Benkei sulla barca), che narra la fuga di Minamoto no Yoshitsune, celebre generale costretto a fuggire dal fratello. Con lui viaggiano Benkei, il fedele monaco guerriero, e Shizuka, la sua amata, che viene invitata a tornare a Kyoto. Durante la traversata appare il fantasma di Taira no Tomomori, antico rivale ucciso da Yoshitsune, in cerca di vendetta.

FUKURO YAMABUSHI (L’eremita e il gufo)

Farsa comica Kyōgen

Un fratello maggiore si reca sulla montagna dove vive un Yamabushi, monaco eremita che pratica arti magiche, per chiedergli di guarire suo fratello minore, che si comporta in modo strano perché posseduto da uno spirito maligno.

Lo Yamabushi accetta di intervenire e si vanta di poter spezzare facilmente l’incantesimo. Il suo rituale magico per scacciare lo spirito maligno prende però una piega inaspettata perché il monaco eremita perde il controllo del suo cerimoniale segreto e finisce sotto l'influenza dello spirito di un gufo, iniziando a muoversi e a squittire come uno strano animale. 

FUNA-BENKEI (Benkei sulla barca)

Dramma tradizionale di Teatro Nō

Yoshitsune, nobile membro della famiglia Minamoto, è perseguitato da suo fratello Yoritomo e decide di abbandonare la città di Kyoto insieme alla sua amante Shizuka e al suo fedele seguace Benkei. 

La prima scena del dramma si svolge in una locanda dove – durante una sosta nella fuga pericolosa verso il mare – Benkei convince il suo signore Yoshitsune a lasciar tornare a Kyoto la giovane dama Shizuka, che danza un’ultima volta per lui prima di abbandonarlo in lacrime. 

Nella seconda parte del dramma i fuggiaschi lasciano la costa per allontanarsi su una barca sotto la guida di Benkei, ma una tempesta si abbatte su di loro e tra le onde appare il fantasma di Tomomori, furioso generale combattente del clan avverso che minaccia di uccidere Yoshitsune con la sua lunga alabarda. 

Il fedele Benkei sulla barca invoca tutte le divinità pregando con il suo rosario e trova così l’ascolto e la clemenza degli dèi che fanno placare la tempesta, mentre lo spirito del feroce Tomomori barcolla e scompare all’orizzonte. 

In questo famoso dramma del Teatro Nō, lo stesso primo attore Kazufusa Hōshō (shite) nella prima parte interpreta il ruolo principale femminile (la dama che danza) e nella seconda parte il ruolo principale maschile (il fantasma vendicativo), mostrando quindi capacità tecniche di movimento ed espressione completamente all’opposto. Nel ruolo del nobile Yoshitsune per la prima volta sarà in scena suo figlio Tomoharu Hōshō.

IL TEATRO NŌ E LA SCUOLA HŌSHŌ

PADRI E FIGLI, GENERAZIONI DOPO GENERAZIONI 

IL TEATRO NŌ

Originariamente rappresentata in luoghi legati al culto religioso, questa tradizione teatrale è stata tramandata attraverso generazioni ed è considerata una delle arti performative più antiche al mondo. Proprio per questo il Teatro Nō è riconosciuto dall’UNESCO nel 2003 come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. 

L’origine di questa forma d’arte teatrale – in cui si fondono mirabilmente poesia, dramma, danza, musica e canto con ricchi costumi e straordinarie maschere di legno di cipresso - risale al periodo Muromachi della storia giapponese (1336 - 1573), quando due attori di estrazione popolare, Kanami e suo figlio Zeami, presero ispirazione dalle forme di intrattenimento scenico dell’epoca per costruire un nuovo tipo di teatro basato sulla narrazione di testi. Ancora oggi, le rappresentazioni di Teatro Nō che possiamo vedere in scena sono quelle trascritte da Zeami, scomparso a 80 anni nel 1443, rimaste quasi immutate nel corso dei secoli. 

Sebbene venga considerata un’arte esclusivamente giapponese, appare evidente la somiglianza con la struttura narrativa e poetica delle origini del melodramma, al punto da individuare i motivi e i disegni presenti nei costumi e nelle maschere del Teatro Nō come influenza della nostra cultura europea diffusa in Giappone attraverso le varie Vie della Seta. Dopo oltre 5 secoli oggi sono presenti in Giappone cinque famiglie che rappresentano altrettante Scuole di Teatro Nō, ciascuna con un proprio stile. 

LA SCUOLA HŌSHŌ

Kazufusa Hōshō, nato a Tokyo nel 1986, è il Gran Maestro (Sōke) della Scuola Tradizionale di Teatro Nō che porta il nome della sua famiglia da 20 generazioni. Ha debuttato sul palcoscenico quando aveva solo quattro anni, succedendo ufficialmente alla guida della famiglia nel 2008, quando suo padre morì prematuramente all’età di cinquantadue anni.

Kazufusa Hōshō ha interpretato negli anni l’intero repertorio ereditario della Scuola Hōshō, ma – pur essendo profondamente radicato nell’estetica classica del Nō tradizionale – esplora anche metodi innovativi e contemporanei di regia teatrale, collabora con artisti e discipline differenti, incluse molte partecipazioni a programmi televisivi della rete nazionale NHK. 

Tomoharu Hōshō, nato nel giugno 2017, è il primogenito del 20° Gran Maestro della Scuola Hōshō. Già nel 2022, all’età di cinque anni, ha debuttato interpretando un ruolo infantile, mentre nel 2024 ha interpretato il suo primo ruolo da shite, come è chiamato il protagonista principale di ogni dramma Nō. Insieme a suo padre Tomoharu si è esibito in vari festival e debutta ora in Italia. Sotto la guida del padre Kazufusa e di altri maestri studia per tramandare questa tradizione teatrale alle generazioni future in Giappone e in tutti i paesi con interesse verso le forme tradizionali del teatro mondiale. 

Biglietti

Posto unico € 20

Per maggiori informazioni: www.teatrodellatoscana.it