Lunedì 19 ottobre 2026, alle ore 17.00, la
libreria Libraccio di Firenze, in via de' Cerretani 16r, ospita il nuovo appuntamento del
Knit Cafè con
Caterina Alinari, insegnante di uncinetto e crochet designer nota con lo pseudonimo di
Kate Alinari. Laureata in Matematica, riesce a unire professionalità e divertimento, organizza corsi di uncinetto per grandi e piccini a Prato, Firenze, Pistoia, in tutta Italia e online. Crede che lavorare a uncinetto aiuti ad essere felici, il suo motto è “
Uncinetta Che Ti Passa”. Nel 2017 è uscito il suo primo libro “
I Balocchi del Tipo Strano” in Italiano, mentre i suoi modelli vengono pubblicati regolarmente su riviste Inglesi e Americane.
Durante l'evento sarà presentato il libro "Cucire universi. Perchè le arti minori e femminili non esistono" di Domitilla Dardi. In dialogo con Tommaso Bovo (ISIA) e Olga Mugnaini (La Nazione).
La storia dell’arte visiva – soprattutto in Occidente e a partire dal Rinascimento – è caratterizzata da una visione nella quale il dominio di discipline quali pittura, scultura e architettura non è mai stato messo in discussione rispetto ad altre espressioni del fare. Si tratta di una precisa impostazione storiografica che ha portato alla separazione fra arti «maggiori» e «minori». Tuttavia, in questa visione dualista e gerarchica si viene a perdere un patrimonio di tecniche, applicazioni e conoscenze che non solo hanno avuto in passato una grande importanza nella cultura materiale, ma che sono portatrici di potenzialità espressive e produttive oggi piú che mai promettenti. Il pregiudizio su quale tecnica sia da valutare di maggiore valore rispetto a un’altra si unisce poi nella storia, molto spesso, a un altro tema: quello che relega alcune lavorazioni nell’ambito delle cosiddette discipline «femminili» (dando per sottinteso che esse siano secondarie e non professionali). Rileggere molte delle storie di queste tecniche – ceramica, cucito, maglieria, cucina, ricamo -, superandone i pregiudizi di genere e di disciplina, è l’occasione per scoprire nuovi sviluppi di conoscenze produttive millenarie. Culture progettuali che, oggi piú che mai, si stanno rendendo preziose in ambiti di ricerca tecnologicamente avanzati come quello medico e aerospaziale, oltre che nell’adozione di processi ecologici per diverse produzioni. Quella raccontata in Cucire universi non è quindi solo una controstoria del progetto, che restituisce importanza a protagonisti e opere discriminate da un pregiudizio storiografico e culturale, ma anche una ricognizione tra vicende passate e potenzialità presenti. In questi territori si possono scoprire metodologie, processi produttivi molto promettenti in termini funzionali ed ecologici, dove apprendere, ad esempio, che dalle tecniche di maglieria o di ceramica può nascere un nuovo modo per costruire un edificio, o che dai passaggi di una ricetta di cucina può derivare un processo gestionale di alta efficienza.
Domitilla Dardi, nata a Roma nel 1970, è storica e curatrice di design. È stata curatrice per il design del MAXXI di Roma dal 2007 al 2023. Attualmente è docente nei corsi triennali e nei Master allo IED di Roma ed è stata visiting professor in diverse istituzioni, tra cui l'Universidad de Navarra a Pamplona, l'Accademia Abadir a Catania e il MADE Program di Siracusa. È co-fondatrice e curatrice della fiera del design d'autore EDIT Napoli. Scrive per diverse riviste di settore ed è autrice di numerosi monografie e saggi, tra cui il Manuale di storia del design, scritto con Vanni Pasca. Per Einaudi ha pubblicato Cucire universi. Perché le arti minori e femminili non esistono (2026).
Per maggiori informazioni:
www.libraccio.it