Può una macchina decidere chi deve vivere e chi deve morire? A chi appartengono i guadagni prodotti dall’intelligenza artificiale? E che cosa resterà del giornalismo se la scrittura e la selezione delle notizie verranno delegate agli algoritmi?
Sono solo alcuni dei temi al centro del fascicolo di “Nuova Antologia” fresco di stampa, la storica rivista di lettere, scienze ed arti, giunta al 161° anno, che pubblica il numero 3/2026 edito dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia.
Uno dei contributi destinati a far discutere porta la firma del premio Nobel Giorgio Parisi. In La sfida europea all’intelligenza artificiale, Parisi affronta il rapporto fra tecnologia, lavoro, democrazia e concentrazione del potere, con una proposta ambiziosa: creare una sorta di “CERN europeo per l’IA”, un grande polo pubblico e indipendente che impedisca di lasciare ricerca, dati e sviluppo delle nuove tecnologie nelle mani di pochi monopoli privati. Per Parisi «nessun algoritmo può essere sottratto al controllo democratico» e, soprattutto, la scelta di chi uccidere non può essere affidata a una macchina, mentre droni e sistemi d’arma autonomi aprono scenari inquietanti.
Ai giornalisti parla invece Maurizio Molinari con Giornalismo di qualità e IA, affrontando un paradosso evidente: l’intelligenza artificiale ha bisogno di informazione affidabile per non trasformarsi in una macchina capace soltanto di produrre testi plausibili ma non necessariamente veri. Molinari indica nell’IA un possibile alleato per archivi, traduzioni, trascrizioni e analisi dei dati, ma traccia una linea rossa quando la macchina pretende di sostituire verifica delle fonti, responsabilità editoriale, inchiesta e giudizio umano. Senza buon giornalismo, insomma, peggiora anche l’IA.
Dal futuro tecnologico a un’altra paura tornata drammaticamente contemporanea, quella nucleare. Luciano Maiani, in Scienziati per la sicurezza e il controllo degli armamenti, affronta Iran, trattati internazionali, ripresa della corsa agli armamenti e rischio di nuovi test atomici. E un dato su tutti impressiona: il Doomsday Clock nel gennaio 2026 è stato portato a 85 secondi dalla mezzanotte, il punto più vicino alla catastrofe mai raggiunto nella sua storia. Secondo gli studi richiamati nel saggio, una guerra nucleare globale potrebbe produrre un “inverno” paragonabile per conseguenze climatiche a quello provocato dall’asteroide associato all’estinzione dei dinosauri.
E per gli 80 anni dall’apertura dei lavori dell’Assemblea Costituente, Nuova Antologia dedica un’ampia sezione al “miracolo della Costituente”, comprendendo l'intervento del Presidente della Repubblica alla seduta solenne di Camera e Senato e studi sui costituenti, fra cui quello sui deputati ebrei.
Per gli appassionati di politica c’è poi una vera anatomia delle crisi di governo. In Quando il Quirinale convoca, Antonio Piana ricostruisce incarichi, preincarichi e mandati esplorativi della storia repubblicana: in ottant’anni se ne contano 121, mentre Andreotti e Fanfani detengono il singolare primato di dodici chiamate ciascuno per contribuire alla soluzione di una crisi.
Ancora, il San Francesco che conosciamo è davvero quello raccontato dai contemporanei? Gloria Giudizi ricorda che nel 1266 Bonaventura da Bagnoregio ordinò la distruzione delle precedenti biografie del Santo – disposizione fortunatamente non del tutto rispettata – per imporre una narrazione ufficiale meno aspra e meno “sovversiva”. Il saggio prova così a riscoprire non soltanto il Santo, ma l’uomo Francesco, nella sua sorprendente modernità rispetto a povertà, diversità, condizione femminile, animali e ambiente.
C’è poi una Grazia Deledda incredibilmente moderna anche nella vita privata. Il marito Palmiro Madesani rinunciò progressivamente alla propria carriera per diventare collaboratore, agente e organizzatore della scrittrice fino al Nobel. Una coppia decisamente poco convenzionale per l’Italia d’inizio Novecento, tanto da diventare oggetto dell'ironia di Luigi Pirandello, che proprio a quel “marito-manager” si ispirò per Suo marito.
Dalla geopolitica alla tecnologia, dalla memoria repubblicana alla letteratura, il nuovo numero conferma la vocazione di “Nuova Antologia” di utilizzare la profondità della storia non per allontanarsi dal presente, ma per comprenderlo meglio.
Il fascicolo, di 400 pagine, è disponibile al prezzo di 16,50 euro. La rivista è pubblicata dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia; editore Edizioni Polistampa.
Per maggiori informazioni: https://www.nuovaantologia.it